X Factor 2018: Vince Anastasio, scippati della vittoria i Bowland

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Anche quest’anno la Maionchi, scippa, la vittoria ad X Factor, almeno il vincitore dell’ edizione 2018, Anastasio, era meritevole al contrario di Lorenzo Licitra l’anno scorso.

Infatti, numeri alla mano, i derubati Maneskin, volano e fanno sold out, di Licitra si sono perse le tracce.

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Durante la semifinale, Licitra,  ha dichiarato di essere stato in giro per il mondo, bene, ci fa piacere per lui, viaggiare è sempre importante, ma esattamente a fare cosa? Non se ne hanno notizie.

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Ovviamente nessuno nega la bravura di Lorenzo Licitra, (che tutti durante le selezioni avevamo amato), esattamente come quella di Anastasio, una penna rara al quale auguriamo il meglio all’interno della musica italiana.

Ma se Anastasio ha vinto, il merito è solo ed esclusivamente di Anastasio, certo non del suo giudice. Per fortuna la personalità del vincitore di X Factor 12 ha avuto la meglio, sul piattume che avvolge tutti i concorrenti della Maionchi, esattamente come quelli di Fedez.

E qui si apre una parentesi, come fa una come Naomi che non sa cosa vuole cantare ad arrivare in finale? Non si era detto che la voce quest’anno non bastava? Ci voleva personalità? Bene, la persona con meno personalità all’interno di X Factor di quest’anno arriva in finale, ottimo.

Cara Naomi cosa vuoi fare da grande? Studi lirica, ma vuoi fare il pop, poi per passare ai provini di X Factor impari a rappare e ci riesci solo perché hai delle corde vocali immense, poi canti come Whitney Houston, passi per Giuni Russo e alla fine arrivi al rap internazionale, per proporre, poi, un inedito degno della melensa Mariah Carey. Si effettivamente questa è personalità, oppure, follower dei Ferragnez? Opterei per la seconda ipotesi.

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Ma torniamo alla squadra Maionchi fatta da 3 cavalli di razza, appiattiti dalle scelte della tanto osannata Mara, esattamente come era successo l’anno scorso con Licitra, che viaggiava su un treno in corsa che non sapeva dove si sarebbe andato a schiantare.

Fatto fuori Leo Gassmann, voce possente e bel canto, con delle scelte assurde e poco azzeccate che non hanno mai fatto sbocciare il suo talento, alla cara Mara è rimasto l’unico che non è riuscita ad “uccidere” perché la personalità di Anastasio è veramente immensa ed ha un modo di scrivere bellissimo, per fortuna sua, aggiungerei.

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Augurando tanta, ma tanta carriera ad Anastasio, i veri vincitori per chi scrive, rimangono i Bowland. Innovativi, ipnotici e di grande classe, che non hanno sbagliato una virgola durante il loro percorso e che, invece, vengono buttati fuori dopo il duetto con Marco Mengoni.

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I Bowland erano l’unica scelta interessante di Asia Argento, dati in eredità al povero Lodo Guenzi, che catapultato al tavolo ha dovuto prendere quello che c’era e si è dovuto accontentare. Asia lo critica, ma chi critica le scelte pessime di Asia? Per fortuna i Bowland si sono salvati, altrimenti, rischiavano di andare a casa dopo i bootcamp.

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Manuel Agnelli porta la sua squadra integra sino agli ultimi due appuntamenti, prima della finale. Luna è una macchina da guerra ed ha dimostrato di esserlo anche quando l’hanno mortificata con abiti da palestra e treccine. Peccato la chioma di Luna è pazzesca esattamente come il suo talento. Sherol Dos Santos ci ha spettinato già dai provini ed era la vera voce di X Factor e pur essendo molto giovane, ha dimostrato grinta e personalità, con delle prove non da poco assegnate da Agnelli. Una voce immensa che ha spesso portato Lodo Guenzi alle lacrime.

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Martina Attili e la sua “Cherofobia” ci hanno divertito sin dall’inizio. La sua uscita, un po’ ce l’aspettavamo, forse la stanchezza si faceva sentire e si è fatta sentire anche durante il discorso finale, dove ha portato a casa una bella caduta di stile, ma vista la giovane età la perdoniamo.

Nelle terzultima e nella penultima puntata i 2/4 del tavolo giudici, si rendono conto che la squadra di Agnelli deve essere abbattuta e chissà come mai, puntualmente escono, di seguito, proprio Sherol e Martina. Pura casualità? Direi di no!!!

Della finale vogliamo ricordare la cosa più bella  Marco Mengoni.

I suoi duetti con i finalisti sono bellissimi, esattamente come la performance di apertura.

Ci è mancato Marco e la sua classe. Ieri sera ci ha spettinati tutti e noi siamo felici di avere i capelli fuori posto!!

Non sono stati da meno i Muse, che ci hanno fatto svegliare e noi ci scusiamo per averli fatti uscire dopo i Thegiornalisti, scusateci tanto per l’oltraggio.

Una citazione per le bellissime scenografie di Simone Ferrari, che ha creato delle situazioni talmente belle che sono veramente difficili da descrivere.

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