Vienna: viaggio nel mondo degli Asburgo

REPORTAGE VIENNA Prater - ph. valentina contavalle (5)

Viaggiare è poesia e non ha niente a che vedere con i numeri. Essere un viaggiatore o una viaggiatrice non è altro che una scelta che chiunque può prendere, perché è un atteggiamento, un modo di comportarsi, uno stile di vita.

Proprio per questo motivo, un viaggiatore è sempre un viaggiatore. Quando gira il per il mondo, ovviamente, ma anche quando è a casa.

Ed in quest’anno e mezzo di pandemia da Corona Virus, molti di noi – amanti delle attese in aeroporto, del rumore delle ruote dei propri trolley e di un panino mangiato al volo in attesa della propria partenza – hanno dovuto fare i conti con tutto questo.

Eppure, una luce in fondo al tunnel sembra riuscire a vederla.

E in attesa di riprendere in mano il proprio passaporto, in totale serenità, “Les Femmes Magazine” vuole proporre ai sui lettori, come prima tappa, un breve reportage su Vienna risalente al Settembre 2020 – secondo le regole vigenti in Austria relative al suddetto periodo -.

Dunque, non serve a molto fare la conta delle nazioni in cui si è andati, se poi non si conserva alcun ricordo intenso di essi, momenti ed esperienze capitate e vissute genuinamente. Così, senza alcuna preparazione.

Affacciata sulle rive del Danubio, Vienna è una città aristocratica e ricca di storia, caratterizzata da edifici in stile gotico e imponenti palazzi nobiliari del XVII secolo che conservano ancora tutto lo splendore originale. Passeggiando lungo le strade della capitale austriaca, dove sembrano risuonare ancora le romantiche note dei valzer di Strauss, si avrà l’inebriante sensazione di rivivere il passato imperiale della città.

Vienna è stata davvero la “culla” di celebri personaggi che hanno fatto brillare nel mondo l’arte, la scienza, la cultura della città: qui hanno riempito l’aria di note Beethoven, Mozart, Schubert, Mahler, Brahms e tanti altri ancora; qui ha teorizzato Sigmund Freud; qui ha dipinto Gustav Klimt, la sua celebre tela “Il Bacio” – esposta nella Galleria Austriaca Belvedere –

La capitale austriaca ha un’ottima rete di trasporti pubblici, con un’efficiente metropolitana – provvista di tre linee – che consente lo spostamento rapido da un luogo di visita ad un altro; ma il modo migliore per visitare Vienna, e quindi “gustarla in toto”, è sicuramente a piedi.

Il centro storico può essere esplorato facilmente seguendo la Ringstrasse, una serie di viali che si snodano tra piazze e strade pedonali e dove sarà possibile ammirare alcune tra le principali attrazioni turistiche della città.

REPORTAGE VIENNA Il Graben - ph. Valentina Contavalle (5)

Una passeggiata a Stephansplatz ed il Graben.

Stephansplatz è il cuore pulsante dell’antica capitale Asburgica. Tutto è così vivo, allegro, magico.

Da qui, si diramano molte delle strade più importanti del centro storico ed è quindi il luogo perfetto per partire alla scoperta di Vienna.

REPORTAGE VIENNA Cattedrale Santo Stefano - ph. valentina contavalle (2)

Situata esattamente al centro della città e dominata dall’imponente mole della Cattedrale di Santo Stefano, per molti turisti la prima meta quando si arriva nella capitale austriaca.

Lo Stephen Dome, in tutta la sua maestosità, rappresenta l’essenza stessa della fede dei viennesi: con il suo tetto colorato in piastrelle smaltate e l’enorme campanile, che i cittadini chiamano affettuosamente “Steffi”, la cattedrale è considerata l’emblema della città e uno dei più spettacolari esempi di architettura gotica al mondo. All’interno, si rimarrà a bocca aperta di fronte alle altissime volte della navata centrale e allo splendido altare barocco che si staglia sullo sfondo di enormi vetrate policrome. Una volta al centro della navata, fermatevi ad ammirare il pulpito gotico realizzato agli inizi del XVI secolo da Anton Pilgram.

REPORTAGE VIENNA Il Graben - ph. Valentina Contavalle (4)

Cori festosi per strada, lampadari di cristallo come illuminazione, sculture monumentali, oltre che bei negozi e punti di ristoro; ebbene, non ci si può sbagliare: ci si trova all’inizio del Graben – esattamente accanto alla stazione della metro Stephansplatz U-Bahn –.

Al centro di quest’ampia area pedonale, ricca di negozi e caffè all’aperto, circondata da musicisti ed artisti di strada, si potrà ammirare la monumentale Pestsäule o Colonna della Peste, una colonna votiva, in stile barocco, sormontata da un gruppo scultoreo in rame dorato e considerata una delle principali attrazioni della città. E non sorprenderà che i gradoni su cui essa s’appoggia, possano essere considerati un suggestivo luogo di sosta, magari per gustare un ottimo gelato.

REPORTAGE VIENNA Fiaker - ph. valentina contavalle (3)

Vienna è probabilmente la città migliore in Europa per questo genere d’esperienza, ormai d’altri tempi: se piace l’idea e se si è fortunati nel trovare una bella giornata, può valere la pena di fare un giro in Fiaker, la tipica carrozza. Si badi bene che passare del tempo immerso completamente in un’atmosfera imperiale potrebbe essere particolarmente dispendioso, tuttavia sarà come tornare indietro agli antichi fasti degli Asburgo.

Giro in carrozza o persino la navigazione sul Danubio in battello, rappresentano senza alcun dubbio l’apoteosi del romanticismo in a città come Vienna.

REPORTAGE VIENNA Il Graben - ph. Valentina Contavalle (2)

Perdersi per i viali viennesi è sempre qualcosa di magico, e dietro ogni angolo ci sarà in servo qualcosa di speciale; uscendo dall’area pedonale del Graben, come non rimanere incantati trovandosi di fronte all’Hofburg, centro del potere austriaco per più di sei secoli, insieme al più periferico e meno antico Castello di Schönbrunn. Parte del palazzo è oggi la residenza e luogo di lavoro del presidente dell’Austria.

REPORTAGE VIENNA Casa di Mozart - ph. valentina contavalle (2)

La Mozarthaus.

Se siete degli appassionati – o per meglio dire dei “fan sfegatati” come la sottoscritta – varrà la pena mollare il sacchetti dello shopping appena fatto al Graben – il centro commerciale Julius Mein sarà una grossa tentazione – e fare una piccola deviazione di poche centinaia di metri, per visitare la Casa di Mozart – sito nella Domgasse -,l’unicodei palazzi abitato dal musicista rimasto in piedi ancora oggi, e proprio così come si presentava all’epoca di Mozart, che dal 1781 al 1791 abitò in 10 o 12 abitazioni nel frattempo sparite, demolite, ricostruite o modificate in modo irriconoscibile. In alcuni casi non si sa nemmeno l’ubicazione precisa del posto.

REPORTAGE VIENNA Casa di Mozart - ph. valentina contavalle (3)

 

Qui, nella Domgasse, Mozart visse tra il 1784 e il 1787 e trascorse probabilmente il periodo più felice a Vienna. Non è un caso che in nessun altro appartamento rimase così a lungo e in nessun altro luogo ha creato più opere musicali. L’appartamento, che si trovava al primo piano, è veramente signorile e probabilmente anche la casa più costosa dove Mozart ha abitato: era dotata di quattro grandi camere, due camere più piccole ed una cucina – ricordiamolo come un vero e proprio lusso per l’epoca -. Mozart aveva un debole per le apparenze: sfoggiare una casa del genere avrebbe dato maggior lustro al proprio nome. Purtroppo non esistono mobili originali dell’abitazione di Mozart: i mobili e gli oggetti con cui sono arredate le stanze al primo piano – dove abitava Mozart con la sua famiglia – sono comunque originali dell’epoca.

REPORTAGE VIENNA Casa di Mozart - ph. valentina contavalle (4)

 

Fu proprio qui che scrisse alcune delle sue opere più importanti, tra cui anche Le nozze di Figaro. Per questo la casa viene chiamata anche Figarohaus.

Rimane comunque un’emozione unica per gli amanti del genere.

Attenzione a non essere impazienti ed entrare al primo portone in vista: i proprietari del Kaffeehause saranno comunque sempre lieti di indicare la strada giusta, ma è preferibile seguire le loro simpatiche indicazioni. E se ve lo stesse chiedendo….si l’ho fatto anch’io. Sono entrata nel posto sbagliato!

REPORTAGE VIENNA Prater - ph. valentina contavalle (1)

La domenica al Prater.

Vienna ha una caratteristica che la rende unica: metà della città è ricoperta da spazi verdi.

Parco di divertimenti per tanti, per alcuni luogo di sogni nostalgici, per quasi tutti oasi di verde: passeggiare al Prater sarà uno dei momenti più suggestivi, in primavera tra il verde e i fiori; in estate, trovando refrigerio sotto le fronde degli alberi secolari; in autunno, nel momento più romantico dell’anno per il parco.

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Oltre ad essere un luogo affascinante e carico di storia, l’ingresso al parco è gratuito; qui è possibile passeggiare per le strade piene di attrazioni ed assaporare un delizioso snack ad una delle bancarelle di cibo, oltre che sostare in uno dei tanti centri di ristoro, dove non mancherà mai un boccale di birra e l’orchestrina che vi allieterà con canti perlopiù popolari. Sarà interessante osservare il tipico costume indosso alle donne, il Dirndl, costituito di solito da una gonna ampia con attaccatura alta – la cui lunghezza varia a seconda della moda – uno stretto bustino chiuso sul davanti – spesso con ampia scollatura quadrata o rotonda – ed una blusa. Originariamente questi vestiti erano ancora molto semplici e poco elaborati, servivano infatti come vestiti da lavoro. Il grembiule – sotto il quale spesso è nascosta una borsa – è sempre stata parte indispensabile del Dirndl e ricorda ancora l’umile origine.

Un altro dei simboli più conosciuti di Vienna è la Wiener Riesenrad – che in tedesco significa “gigantesca ruota viennese” -, situata all’interno del famoso Luna Park del Prater. Costruita nel 1897 in base al progetto di due ingegneri inglesi, al tempo della sua inaugurazione – il 21 giugno 1897 – la ruota panoramica di Vienna, con la bellezza di 64,75 metri, era la più alta del suo genere; fu distrutta da un incendio nel 1944 e ricostruita tra il 1945 e il 1947, con solo 15 delle 30 cabine originali. Tuttavia, secondo una tradizione popolare, questo fatto destò nei viennesi l’impressione che alla ruota mancasse qualche dente, da qui l’aggettivo “sdentata”.

REPORTAGE VIENNA Prater - ph. valentina contavalle (4)

Non solo difetti, ma anche molti pregi: la ruota panoramica è perfettamente orientata secondo i quattro punti cardinali e gira esattamente in direzione nord-sud; un ottimo punto di riferimento su cui orientarsi. Se avete fame e viaggiate con un budget non troppo limitato, potete cenare a lume di candela in una delle cabine della ruota, osservati da altri turisti sbalorditi. E così a distanza di più di 200 anni dalla sua inaugurazione, dalla ruota alta circa 65 metri, si può godere – e perché

no, anche scattare foto indimenticabili – di magnifici scorci della città circostante.

Una curiosità, da definirsi più che altro una vera “follia”: i due costruttori inglesi, Walter Basset e Harry Hitchins, hanno costruito la ruota panoramica di Vienna in modo tale che potesse essere azionata a mano nello “sfortunato” caso di mancata corrente elettrica. Un metodo estremamente faticoso per non deludere gli ospiti a bordo, ma non dev’essere una gradevole sensazione restare sospesi per più di 60 Mt d’altezza, senza sapere quando poter scendere!

 

Visita al palazzo di Schönbrunn.

Chi visita per la prima volta Vienna, penserà subito ad uno dei personaggi più illustri della storia austriaca, Sissi. Per cui, una menzione particolare va al Castello di Schönbrunn, palazzo unico al mondo per scoprire come viveva la monarchia asburgica tra il XVII e il XIX secolo – tra cui l’imperatore Francesco Giuseppe e l’imperatrice Elisabetta -.

Costruito in stile barocco, il Castello di Schönbrunn conta quasi 1450 sale; oggi è possibile visitarne “solo” 40, tutte con le decorazioni e gli arredi originali, tra cui i saloni di rappresentanza e gli appartamenti privati di “Franz e Sissi”.

Se non si è ancora stanchi, a questo tour, è possibile aggiungere una visita allo Zoo di Schönbrunn – il giardino zoologico più antico del mondo -, un’oasi verde di 17 ettari situata a sud-ovest del centro storico, accanto all’omonimo castello, costruito a partire dal 1752 per volere dell’imperatore Francesco Stefano I. La struttura barocca è tuttora ben preservata e ospita oltre 8.000 esemplari di 700 specie diverse. Il Tiergarten Schönbrunn è inoltre uno dei pochi zoo al mondo a poter vantare esemplari di panda gigante. Negli anni sono state aggiunte nuove ambientazioni, come attrazioni turistiche: non sarà più cosa strana passare dalla foresta pluviale al deserto, ed avere la possibilità di visitare persino una tipica fattoria tirolese.

I “Kaffeehaus” e la Sacher torte.

Un “viennese doc” sarà sicuramente pratico del bere tanta birra, quando è in compagnia.

Saprà che i ristoranti austriaci non sempre offrono un menù particolarmente ricco di piatti tipici.

E che la posizione geografica della città di certo penalizza, se si è amanti del pesce fresco.

Ma Vienna è sinonimo anche di qualcos’altro di altrettanto appetitoso, la Sacher Torte. C’è poco da fare: non si può non venire nella capitale e non assaggiarne almeno una fetta, ma anche un paio, perché no?

REPORTAGE VIENNA La cucina austriaca - ph. valentina contavalle (3)

La tradizione austriaca delle torte risale a diversi secoli fa ed è caratterizzata da una forte concorrenza tra città per aspirare al titolo di “miglior pasticcere – conteso anche all’interno dei piccoli villaggi -. Anche per la Sacher avvenne lo stesso, nata per caso il 9 luglio del 1832 nelle cucine del principe Klemens von Metternich, ad opera di un apprendista cuoco di nome Franz Sacher, che all’epoca aveva solo 16 anni.

Il momento perfetto per gustarla è sicuramente mentre si è seduti su un divanetto di uno storico Kaffeehaus, lentamente ed intensamente, come a voler imprimere nella propria mente quel suo sapore inebriante.

I posti per eccellenza dove andare ad assaggiarla per la prima volta sono, sicuramente, l’Hotel Sacher, la Pasticceria Dem ed il Cafè Central.

Tra una forchettata e l’altra, guardarsi intorno è quasi d’obbligo: il caratteristico caffè viennese è molto più di un locale per prendere un caffè. Nel bar italiano è quasi abitudine prendere il caffè in piedi e in fretta; nel caffè viennese invece ci si siede, ci si riposa, si chiacchiera, si legge, si perde tempo giocando a carte o persino a biliardo. Tutto secondo il modo di dire austriaco “Gott gab uns die Zeit, von der Eile hat er nicht gesprochen” (“Dio ci diede il tempo, ma della fretta non ha parlato”).

Il caffè è un’istituzione nella vita sociale di Vienna e rispecchia un lato del carattere deisuoi abitanti.

La sua atmosfera intima e confortevole ne fa un luogo sociale, una specie di salotto pubblico dove si sta comodi quasi come nel soggiorno di casa propria. L’arredamento era originariamente molto semplice; poi durante il periodo Biedermeier la sobrietà lasciò il posto allo sfarzo di ricchi allestimenti; furono introdotti anche vari giochi di società come le carte, il biliardo e gli scacchi e una ricca scelta di quotidiani e riviste. Soprattutto a partire dalla seconda metà del ‘800, letterati ed artisti divennero assidui frequentatori di questi locali, che conobbero un periodo di massimo splendore negli anni precedenti alla Prima Guerra Mondiale.

Non può certo mancare una seconda “capatina” per assaggiare le famose Palle di Mozart – in tedesco Mozartkugeln -. La cosa bizzarra è che l’interessato, ossia Mozart, non le abbia mai mangiate: sono state inventate ben cento anni dopo la sua morte, più precisamente nel 1890 dal pasticciere di Salisburgo Paul Fürst. Inizialmente si chiavano “Mozart-Bonbon”, ma intorno al 1900 il nome cambiò in “Mozart-Kugeln”, per l’appunto Palle di Mozart.

Dunque, appare ormai chiaro: una tazza di caffè, un giornale e un bicchiere d’acqua…Una tazza di caffè, un giornale e un bicchiere d’acqua. Ecco gli ingredienti indispensabili del “saper vivere” alla viennese.

Dal dolce al “salato”.

La cucina viennese risente di alcune influenze straniere – boema, ebraica, italiana ed ungherese -.

Tra i piatti a base di carne ricordiamo il Gulasch, uno stufato di carne con cipolle, carote, paprika e lardo oppure il Tafelspitz, questa volta carne di manzo bollita e servita con patate arrosto oppure con una salsa di erbe cipolline.

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Secondi nell’elenco, ma non di certo per bontà, la Wiener Schnitzel – equivalente alla nostra cotoletta milanese -, il Backhendl, il pollo impanato e fritto, e gli immancabili Wurstel accompagnati dai crauti e da un bel boccale di birra scura.

REPORTAGE VIENNA Hofburg, sede presidenziale - ph. valentina contavalle

Parola d’ordine, “divertirsi”.

Se si pensa all’impero austro-ungarico, alla sua potenza, alla principessa Sissi – la cui storia ha fatto il giro d’Europa – al Palazzo Reale, al Duomo…. insomma, sembra proprio che a Vienna di cultura ce ne sia, e che ne abbia pure da vendere.

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Ma anche i viennesi si sanno divertire e non passano le giornate solamente tra birra e Sacher torte; in tempi normali, la capitale austriaca è teatro di innumerevoli manifestazioni, luoghi dove divertirsi. Alla sera, sarà possibile andare al Triangolo delle Bermuda, il boulevard giovanile per eccellenza: gustose ed insolite pietanze servite nei locali del luogo e la moda stravagante dei giovani viennesi rendono la zona come una delle più vivaci della città.

Se si amano invece i posti più tranquilli, perché non fare una passeggiata sulle sponde del Danubio e lasciarsi piacevolmente distrarre dagli artisti di strada?

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Essere viaggiatori è dunque una questione di mentalità. Il vero viaggio è quello che facciamo dentro noi stessi, dentro le persone e dentro le cose della vita.

Saremo così pronti, con lo sguardo attento sul mondo per scoprire presto nuovi luoghi e culture differenti.

Guarda il videoreportage su Vienna

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