Io e lei: un affresco di Maria Sole Tognazzi

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Io-e-lei-4“Io e lei”, un rapporto, un amore, un quotidiano.

L’affresco di una vita di coppia, che in questo caso è di due donne, ma poteva essere anche di un lui e una lei, o due lui.
Il rapporto omosessuale di Marina (Sabrina Ferilli) e Federica (Margherita Buy), a mio avviso è solo marginale e non l’accento sul racconto di una relazione. Relazione quotidiana, di un legame normale, che Maria Sole Tognazzi ha voluto fosse di due donne, ma che in realtà racconta di tutti.

Salvo mettere l’accento su la non reale accettazione del rapporto, con conseguente remora a renderlo pubblico, da parte di Federica, che si trova ad affrontare il suo primo amore per una donna, nonostante stia con Marina da cinque anni.
Marina la vulcanica e verace Sabrina Ferilli, che interpreta un’ex attrice, che ha fatto outing e che ora è un’imprenditrice di successo.
Una donna realizzata, alla fine sicura di sé, che vive un amore totale per una compagna, che a parte l’aspetto lavorativo, è il suo totale opposto.
Ecco che dopo cinque anni di una stabilità precaria, dove in realtà la bilancia è stata mantenuta in equilibrio da Marina, subentra il rifiuto di Federica.

Così Marina, continua a mantenere con grandissimo sforzo, la bilancia in pari, ma dall’altra parte non riceve aiuto, anzi, subentra il demolire, il far sì che l’altro perda d’autostima, di sicurezza, d’ amore.

La lacerazione del proprio io, riversata sul partner al solo scopo di renderlo debole, insicuro, nel tentativo stupido di equipararsi o peggio ancora di demolirlo ai propri occhi.
Tutto ciò, però, incrina il rapporto, lo lacera e per quanto impegno ci si metta, alla fine il castello di carte, in cui, in realtà solo una parte ha creduto, crolla.
Crolla con un soffio forte, di quel vento che per orgoglio t’impedisce di rimettere a posto le carte.
I sentimenti però, come sempre, hanno il sopravvento sull’orgoglio e allora inizia una corsa, ma c’è chi s’impegna a ritroso per far sì che il castello si ricompoga come nel migliore dei rewind, c’è chi invece corre in avanti verso il futuro.
Le due rette parallele che per legge dovrebbero non incontrarsi mai, s’incroceranno questa volta? Chissà.
Per saperlo bisogna andare a vedere “Io e Lei”, non un film, ma un affresco di Maria Sole Tognazzi, che ha saputo dipingere un rapporto, prima che un amore. Un quadro di due personalità opposte che vivono ogni giorno l’una accanto all’altra, dipinte in ogni singolo dettaglio, sfumatura, espressione del viso, degli occhi. Talmente vivide che ne puoi sentire il dolore, la gioia, condividerne quasi il pensiero.

Ferilli-Buy-1Un plauso in particolare ad un’intensa e magnetica Sabrina Ferilli, con allegato un cordiale saluto ai suoi detrattori. Il ruolo di Marina è così forte in tutte le sue sfumature che ne sei totalmente rapito, catturato, in un totale sequestro di persona dal quale vieni “liberato” solo dalla scritta “intervallo”, che ti ritrovi a maledire con eleganza nei tuoi pensieri.

Federica è una disegno incompleto e lo è per tutto il film, quel personaggio di un quadro che non riesci a focalizzare, a rendere in totale amalgama con il resto del dipinto, ma che urla per avere lo stesso ruolo degli altri nell’immensa rappresentazione della vita. Margherita Buy interpreta il ruolo egregiamente, accompagnandolo nella sua evoluzione.
“Io e Lei” è un film da vedere, solo ad una condizione però, quella di non avere condizioni, se non quella di volersi innamorare di un bellissimo film.

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