Torna, dal 23 febbraio, “La vita promessa” con Luisa Ranieri

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Torna dal 23 febbraio, su Rai Uno, la fiction di grande successo “La vita promessa 2” che vede protagonista Luisa Ranieri.

LA STORIA

New York, 1937. La famiglia Rizzo ha una nuova casa e un nuovo ristorante a Little Italy e, nonostante le dolorosissime perdite che ha dovuto affrontare, sembra aver trovato finalmente la vita promessa in America. Carmela (Luisa Ranieri), infaticabile, è sempre l’anima dell’intera famiglia e a lei fanno riferimento tutti, Rocco (Emilio Fallarino) per primo, il figlio menomato dalla mano violenta di Vincenzo Spanò (Francesco Arca) che ha dato il via a tutte le drammatiche vicende di questa famiglia.

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Mentre Rosa (Miriam Dalmazio), rimasta vedova di Michele, è andata ad abitare dal vecchio compagno di lotte, Carlo Ragusa (Antonio Monsellato), senza però che tra di loro ci sia nulla. Maria (Francesca Di Maggio) e Alfio (Primo Reggiani) si sono appena sposati, dopo tanti anni di lutto per il suicidio del marito di Maria che aveva scoperto la loro relazione struggente e clandestina; Alfredo (Vittorio Magazzù) è innamorato di una ricca americana, Sharon (Miriam Cappa), non se la passa troppo bene a causa della crisi e dà una mano al banco dei pegni della sorella; Antonio (Giuseppe Spata), dopo aver scontato due anni di prigione a causa della sparatoria contro Spanò, ha trovato un lavoro come croupier in una festosa sala giochi di proprietà della mafia.

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Carmela continua a pensare a mister Ferri (Thomas Trabacchi) che è tornato da qualche anno in Germania per affari. Prima di partire l’uomo le aveva proposto di sposarla ma lei non si sentiva pronta e aveva rifiutato. Le cose da fare sono sempre infinite: il ristorante, i figli da seguire e Carmela trascura l’amore.

Una vita tranquilla che, improvvisamente, va in pezzi sotto l’urto di due eventi quasi concomitanti: Rocco fugge di casa dopo l’ennesima lite tra Rosa e Carmela e Spanò – che non era morto ma soltanto rimasto gravemente ferito nel conflitto a fuoco sul finire della prima stagione – evade dalla prigione federale dove era rinchiuso e vuole la sua vendetta. Tutti si mobilitano per cercare Rocco e dalla Germania torna anche mister Ferri.

Non è solo, perché ha preso a cuore le sorti di una famiglia ebrea perseguitata dai nazisti che però ha grosse difficoltà ad espatriare. Per il momento solo la piccola Sarah (Sara Ciocca) riesce a raggiungere New York e Carmela la accoglie e accudisce come fosse una figlia.

Tra Carmela e Ferri rinasce l’amore. Tra Spanò e Antonio, da subito, è invece lotta all’ultimo sangue: i due si sfidano ma vengono fermati dal boss dominante, Lucky Luciano (Marcello Mazzarella), latitante e ricercato dall’FBI, incontrastato padrone della città, per i quali lavorano entrambi. È soltanto l’inizio di una serie di eventi che avranno conseguenze drammatiche: la famiglia Rizzo ha tanti segreti che lentamente verranno alla luce segnando la vita di tutti.

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Il piccolo Turi (Antonio Avella), figlio di Maria, scoprirà che il padre Mosé si è ucciso a causa dell’amore adultero tra la madre e Alfio e si legherà allo zio Antonio. Il quale, a sua volta, ha molto da nascondere ed è tallonato da un agente dell’FBI, Cesare Vitale (Arturo Muselli).

Alfredo, in cerca di un’affermazione sociale per rendersi degno della sua ricca fidanzata, si presenterà alle elezioni comunali con Fiorello La Guardia (Emanuele Salce), un italoamericano fuori dalla norma che è riuscito a diventare sindaco di New York e che mira alla riconferma. Intanto Spanò, nonostante il divieto di Lucky Luciano, aspetta l’occasione per uccidere Antonio. E Vitale mette gli occhi su Rosa. Ignara di tutto questo, Carmela si batte come una leonessa per tenere unita la famiglia e continuare nella disperata ricerca di Rocco, proprio mentre deve difendersi dalla passione sfrenata di Spanò e lottare per impedire che il suo ristorante venga demolito a causa di una speculazione edilizia.

Chiunque altro si arrenderebbe, ma non lei, che risponde colpo su colpo. Reagisce alle minacce, mantiene uniti i suoi figli “come le dita di una mano”. E intanto la piccola Sarah viene raggiunta a New York dal padre Bruno (Stefano Dionisi) che finalmente è riuscito a scappare dalla Germania

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NOTE DI REGIA 

È la prima volta, nella mia lunga carriera, che mi capita di fare il seguito di una serie: La vita promessa, andata in onda nel 2018. La storia, ambientata negli anni ’20, raccontava la drammatica emigrazione degli italiani in America, con al centro una donna, Carmela, la splendida Luisa Ranieri: ha avuto un’accoglienza strepitosa, appassionando milioni di spettatori. In molti, dopo la fine della serie, mi chiedevano quale fosse il destino di Carmela, se si sarebbe sposata con mister Ferri, interpretato dall’ottimo Trabacchi, o quello di Antonio, di Maria e Alfio, dell’amato Rocco e di Rosa e dell’intraprendente Alfredo, e se l’incubo di Spanò, cui ha dato il volto il sorprendente Francesco Arca, colpito al cuore da Antonio, fosse davvero finito per Carmela.

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Ma il materiale residuo, pur ricco e prezioso di Marotta e Toscano, non sembrava sufficiente per poter continuare questa storia in almeno tre puntate come richiesto dalla Rai e dalla Produzione; ed ecco che mi sono venuti in soccorso gli sceneggiatori: Simona Izzo, che aveva già curato la prima serie, e Franco Bernini. Gli autori mi hanno consegnato un ricco bottino che, pur tenendo conto dell’eredità dei due maestri, si arricchiva di nuovi personaggi. Così è spuntato Bruno, un medico ebreo di origine italiana, un sensibile ma incisivo Stefano Dionisi, e sua figlia Sarah, interpretata da Sara Ciocca, una giovanissima attrice che ha dato prova di sé nell’ultimo film di Ferzan Ozpetek.

Ma anche Cesare Vitale, un algido ma emozionante federale dell’FBI, per cui ho scelto Arturo Muselli, reduce dal successo di Gomorra. Sharon, la nuova fidanzata di Alfredo, ha il volto della bella Miriam Cappa, mentre Rita, una donna emancipata e affascinante, quello della poliedrica Eleonora Giovanardi, assistente del mitico Fiorello La Guardia, il sindaco di New York che ha le sembianze di un tonico Emanuele Salce.

 

Marcello Mazzarella dà corpo a un minaccioso Lucky Luciano e l’eterea Demetra Bellina nei panni di Emily, ad una bellissima albina. Nel frattempo, i nostri bambini sono cresciuti: Turi, figlio di Maria e di Mosè, morto suicida, oggi ha tredici anni e il volto di un talentuoso Antonio Avella, che cederà il passo, nel 1943, al vibrante Brenno Placido. E Spanò? Che fine ha fatto? Lo ritroviamo sull’ambulanza di un penitenziario di massima sicurezza, spargendo sangue riesce a evadere. Non avrei potuto fare a meno di questo personaggio che incarna la passione accecante e distruttiva per la nostra protagonista e il male, perché di questo si tratta, che vuole infliggerle per punirla del suo rifiuto. Francesco Arca, ancora una volta, dopo il successo personale della prima serie, mostra un piglio che aggancerà di sicuro lo spettatore.

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Mi preme dire che mi sono trovato davvero bene sul set, eravamo diventati una famiglia già durante la prima serie. Mi sentivo un po’ il papà di questa tribù piena di giovani talenti ma anche di grandi certezze: in primis Luisa Ranieri che muove come un’abile burattinaia i fili della storia, guidando i suoi figli, nonostante siano diventati adulti.

Una mamma a tutto tondo ma anche una giovane e amorevole nonna e, se possibile, ancora più desiderabile e appassionata che nella prima serie. Mi è bastato guardarla negli occhi, il primo giorno sul set, perché tutto avvenisse: Carmela era rimasta dentro di lei, e come una memoria carsica, riaffiorava… Nella storia, gli sceneggiatori l’hanno fatta crescere: ed eccola alla guida di un’automobile d’epoca, ha imparato l’americano e si muove con più disinvoltura anche negli affari, ma la sua anima è sempre un po’ inquieta.

Gli scenari si sono arricchiti, i nostri personaggi si muovono in ambienti diversi, cominciamo nel 1937 e finiamo nel 1943 con lo sbarco degli Alleati in Sicilia: è cambiato il ristorante di Carmela, i nostri attori si godranno l’infinita spiaggia di Coney Island ma entreremo anche nei covi sinistri dei gangster, nei casinò dove si svolgevano i traffici dei malavitosi, nelle aristocratiche case dei magnati americani, e la storia ci porterà anche in una Germania assediata dal nazismo e nelle assolate campagne della Virginia.

L’ansia da record e da successo, così come insegna la storia degli sportivi, l’ho sofferta: le aspettative create dalla prima serie erano alte. Mi sembra di non avere disatteso le speranze, ma saranno naturalmente gli spettatori ad avere l’ultima parola. Squadra che vince non si cambia, ho riconfermato tutti i nostri preziosi e appassionati collaboratori: in primis Tani Canevari che ha illuminato con sapienza e stile la nostra storia, ma anche Roberto De Nigris; Paolo Vivaldi che con Alessandro Sartini ha accompagnato con nuove melodie i nostri personaggi; Enzo Forletta, a cui devo una superba scenografia; Alfonsina Lettieri, che ha vestito con creatività i nostri attori; Bojana Sutic, il mio aiuto, che ha tenuto il set come solo lei sa fare; Ian De Grassi che, con sensibilità e tenacia, ha architettato il montaggio; Anna Cuocolo che ha coreografato i momenti gioiosi della famiglia Rizzo; e poi Simona Castaldi che con trucco e parrucco ha sapientemente riproposto l’epoca.

Un grazie a Giuseppe Giglietti Piso e a tutta la produzione, e naturalmente a Roberto Sessa, per Picomedia, cui si deve la sontuosa produzione e Max Gusberti che, insieme a Filippo Rizzello, ha accompagnato gli sceneggiatori Simona Izzo e Franco Bernini, presenti fino alla fine.

Ma un ringraziamento particolare va al direttore Tinny Andreatta per Rai Fiction, cui sarò sempre grato per aver rinnovato la fiducia a me e a questa storia, e al vicedirettore Francesco Nardella.

Ricky Tognazzi

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NOTE DEGLI AUTORI

Rispettando la grande umanità dei personaggi ai quali il pubblico si è fortemente affezionato nella prima stagione, forti di due sceneggiature firmate da Toscano e Marotta, ma rielaborando il soggetto di serie, abbiamo creato nuovi personaggi e snodi narrativi che intrecciano i fili della storia minuta a quelli della Storia, così come accadeva nella prima serie.

Se nella scorsa stagione si raccontava il viaggio della speranza di Carmela e dei suoi figli nella ‘terra promessa’, stavolta abbiamo posto l’accento sull’inserimento dei nostri protagonisti in America che, pur se accogliente, cela molte insidie e li vedrà combattere con determinazione contro il pregiudizio e le difficoltà che da sempre funestano la vita degli emigranti. Lasciando sempre in primo piano i sentimenti, abbiamo voluto poi far vivere ai Rizzo il culmine della crisi economica (che ha tanti punti di contatto con quella attuale), la lotta per l’emancipazione femminile, le conseguenze dell’antisemitismo in Europa, la guerra sempre più senza quartiere tra legalità e crimine a New York.

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Frutto di questo disegno narrativo è, ad esempio, Cesare Vitale, italo-americano di seconda generazione e agente dell’FBI, impegnato in una battaglia all’ultimo sangue con la mafia, la cui presenza avrà un grande impatto sulle vite dei Rizzo, ma soprattutto di Antonio. Ci è sembrato importante raccontare, attraverso gli occhi di Carmela e Alfredo, l’epopea della riconferma di Fiorello La Guardia, un altro italo-americano, come sindaco della Grande Mela e le sue iniziative a favore della povera gente. Un grande spazio, hanno anche le vicende di una famiglia ebrea, con un capofamiglia italiano, Bruno Morelli, esule in America dalla Germania grazie all’aiuto di mister Ferri. Un altro tema della serie è quello dell’emancipazione femminile delle nostre protagoniste: a cominciare da Carmela, che diventa a pieno titolo una donna del Novecento, e con lei Rosa e Maria che da sempre si spendono per proteggere i loro figli dalle insidie di un percorso di crescita senza, però, trascurare la propria evoluzione intellettuale, professionale e sociale.

Le ragioni del cuore dominano, come sempre. Carmela è ancora una donna sola, ma, come dice Rosa, nel cuore c’è posto per tutti, compreso un nuovo amore. Sarà per quello che mister Ferri, pur essendosi allontanato, troverà il modo di raggiungerla nuovamente a New York? La stessa Rosa, pur nel ricordo di Michele, si abbandonerà a una storia controversa ma appassionata con un uomo misterioso, dalla doppia faccia: Cesare Vitale alias Peter Costa.

E poi, siccome la vita non la ferma nessuno, i profughi ebrei che Ferri ha salvato dai nazisti – Bruno, sua figlia Sarah e sua moglie Verena – faranno irruzione nell’esistenza dei Rizzo, ma soprattutto in quella di Carmela, dando vita ad una svolta sentimentale e ponendo la nostra protagonista di fronte ad una scelta molto difficile. La prima serie si chiudeva con un colpo di pistola, sparato da Antonio all’acerrimo ma appassionato nemico di Carmela. Ma siamo sicuri che sia stato letale?

L’erba cattiva non muore mai… e tutto fa pensare che l’ossessione di quell’uomo per lei sia ancora presente nel nostro racconto, elemento forte di continuità con la prima stagione che ha appassionato milioni di spettatori. Franco Bernini e Simona Izzo

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