“Toponomastica” : intervista all’ecclettica Marta Pistocchi

Marta Pistocchi - foto uff stampa Parole e dintorni - www.lesfemmesmagazine

Di lei colpisce subito il viso da bambina furba e birichina. Poi la conosci attraverso la sua musica e rimani affascinata dal suo essere ecclettico, dalle sue sfumature e dal suo essere artista a 360° gradi. Marta Pistocchi è una rarità nel nostro panorama musicale, ma soprattutto artistico. Un’ Artista, per l’appunto, con la A maiuscola che va assolutamente conosciuta.

Marta Pistocchi - Ph. Laila Pozzo - www.lesfemmesmagazine.it

La prima cosa che colpisce, sicuramente e, soprattutto per una come me che ne ha paura, è la copertina con un bel topo in primo piano. Il tuo album si intitola “Toponomastica”, vogliamo spiegare ai nostri lettori il perché di questa scelta che non è limitata ai roditori?

“Toponomastica” è un gioco di parole nato durante la creazione dello spettacolo teatrale omonimo, che rimanda ad un’osservazione della città attenta ai particolari, alle piccole cose, dal basso e dai bassifondi, metaforicamente, dal punto di vista dei topi.

La città è dunque il soggetto principale di questo album, ma vista in un’ottica diversa, laterale, sorprendente.

 “Toponomastica”, la canzone che da il titolo all’album, in realtà è la ghost track, una scelta al quanto bizzarra…

Anche la ghost track è nata durante le prove dello spettacolo, da un’improvvisazione al pianoforte della regista Rita Pelusio, con le parole del drammaturgo Domenico Ferrari: insomma è nata in maniera diversa dalle atre canzoni, e non è mia, ma volevo inserirla per raccontare l’atmosfera dello spettacolo comico musicale omonimo, ecco la scelta della ghost track. E poi solo chi arriva fino in fondo, e dimostra così una curiosità e un’attenzione ai particolari degni di un topo la scopre!

“Toponomastica”, però, come dicevamo, non è solo il titolo del tuo album, ma anche uno spettacolo teatrale….

Esatto, teatro comico musicale, regia di Rita Pelusio, drammaturgia di Domenico Ferrari, costumi di Ilaria Ariemme, distribuito da PEM – habitat teatrali, in scena Alessandro Sicardi ed io per presentare una immaginifica conferenza fatta da topi, per topi, che analizzano con pungente ironia le regole e gli stili di vita delle nostre città, e i vizi e le virtù degli umani che vi abitano.Toponomastica è un teatro-canzone molto particolare. Il tradizionale schema del cabaret milanese si lascia infatti contaminare e ibridare: il corpo comico prende il sopravvento, giocandocon leggerezza e originalità. Il tutto dà vita a un pastiche inaspettato e sorprendente che ci prende per mano e ci conduce alla scoperta di una città che troppo spesso non sappiamo guardare con occhi abbastanza attenti.

Marta Pistocchi e Alessandro Sicardi - Ph. Laila Pozzo - www.lesfemmesmagazine.it

Ritorniamo al disco. Il tuo è un lavoro molto particolare, perché sposi un genere retrò abbracciando tango, jazz, swing, blues, ma con modernità, una sfida in un mondo di rap e canzonette orecchiabili tutte uguali?

Semplicemente il mio mondo, il mio gusto, le atmosfere musicali che mi fanno battere il cuore, e il piede. “Toponomastica” è un disco che usa linguaggi semplici e diretti, popolare per vocazione; i generi musicali sono quelli del mio bagaglio artistico e culturale, le sonorità sempre acustiche con arrangiamenti ed orchestrazioni che ne impreziosiscono la scrittura, testi ironici e pungenti per parlare di temi universali, per far ridere e commuovere, raccontando una Milano vera, autentica e sorprendente.

Questo disco sancisce il tuo debutto come cantautrice, ma tu sei anche un’attrice, una violinista, un clown, in un paese come l’Italia, dove un artista a 360° gradi è mal digerito, tu come vivi questa tua peculiarità?

Mi piace mescolare i linguaggi creativi ed artistici, penso che sia la mia caratteristica più forte. Mi piace sperimentarmi in cose nuove, imparare, lanciarmi nuove sfide. Forse non è sempre facile perchè sei difficilmente incasellabile, ma diciamo che è un problema che non mi pongo più di tanto. Scelgo sempre di seguire il cuore nelle mie scelte lavorative ed artistiche.

Marta pistocchi - foto uff stampa - www.lesfemmesmagazine.it

Concedimi una piccola curiosità. Sei stata protagonista di una delle puntate de “I soliti ignoti”, raccontaci un po’ di backstage visto da “ignota”…

Ah che ridere! Ho partecipato con un numero di musica comica preso dal mio precedente spettacolo, il “Grand Cabaret de Madame Pistache”. È stata un’esperienza divertente, ho potuto vedere all’opera una squadra di autori, tecnici, sarte, macchinisti e molti altri, impeccabili e preparatissimi. Ricordiamoci infatti che dietro a qualsiasi forma di spettacolo ci sono sempre sapienti maestranze che permettono lo svolgersi in tranquillità degli eventi, professionisti dello spettacolo dal vivo che, insieme agli artisti minori del sottobosco culturale italiano, in questo momento soffrono di una gravissima crisi del settore, e il cui lavoro non viene tutelato.

Marta Pistocchi Facebook

Le foto dell’intervista sono state fornite dall’uff stampa Parole e Dintorni

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *