Stereotipi: storia di un incontro al Pronto Soccorso

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Oggi, attraverso l’intervista che troverete di seguito, voglio raccontarvi una storia diversa dal solito film in promozione dell’attore, piuttosto del libro o del cantante di turno.

Oggi vi racconto un accadimento, un incontro, ma anche un minuscolo tratto della mia vita.

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Qualche giorno fa mi sono ritrovata ad essere ospite, non desiderato, ovvero non desideravo esserci, del pronto soccorso di un noto ospedale catanese.

Ne avrei fatto a meno, ma la situazione non mi consentiva di avere ripensamenti.

Ho “abitato” in loco per circa nove ore.

Quindi mi ritrovo ad essere presente al cambio turno.

La barella era diventata la mia cuccia? Il mio rifugio? Onestamente stavo poco attenta a ciò che accadeva attorno.

Il cambio turno, però, implica una svolta nel mio essere apaticamente attaccata alla barella e al mio dolore.

Al cambio turno arriva Bruno, chi è Bruno? Vi chiederete giustamente.

Bruno è uno degli infermieri che subentrano e subito sento mugugnare, parlare, chiacchierare e non capisco, perché dalla mia angolazione non lo vedo, non so né di chi parlano, né a chi si riferiscano, ma soprattutto perché?

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Di colpo Bruno rientra nel mio raggio visivo e “capisco” il perché di tanto mugugnare.

Certo, non si può dire che sia la figura classica dell’infermiere, quello che ti aspetti un po’ uscito dai telefilm americani, o, dall’immaginario collettivo.

Non nego di essere rimasta colpita, altrimenti, non sarei qui a raccontarvelo.

Il suo aspetto esteriore, però, dopo poco, diventa marginale, secondario, per quanto appariscente, perché lo vedo lavorare e lo seguo con gli occhi, vedo il suo modo di porgersi con le persone, coi pazienti, coi colleghi e allora inizio a pensare a quanto siamo attaccati agli stereotipi, per cui sei un impiegato/impiegata perfetto/a se porti i tailleur, piuttosto che la camicetta e il tacco 12.

Il mio riposo forzato dei giorni a seguire, mi da molto tempo per pensare, pensare di raccontarvi questa storia, di raccontarvi Bruno, che poi, conoscendolo mi riserva un’altra sorpresa che scoprirete attraverso l’intervista, un’altra attività che con l’infermiere, di regola, centrerebbe come i cavoli a merenda, ma è davvero così?

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Secondo me alla fine del video vi renderete conto che tutto può coesistere.

Attraverso Bruno, spero e auspico di dare  una bella mazzata al ben pensare, ma anche alle malelingue e a tutto quel rumoreggiare di quel giorno.

Guardate oltre i vestiti, i capelli, gli orpelli, i social, gli stereotipi che la società vi impone, guardate le persone, guardate negli occhi e non nella fotografia di facebook, potreste scoprire un mondo meravigliosamente bello e sconosciuto.

 

 

16 Responses

  1. bisognerebbe guardare oltre, ma le persone guardano avanti non oltre, ovvero passano e non si fermano, oppure ti guardano come fossi un soprammobile e non ti accorgessi che ti fissano.
    siamo una società strana e superficiale
    ce ne freghiamo del prossimo sino a quando non riguarda la nostra curiosità morbosa
    Bella intervista è molto interessante avere questo punto di vista.
    brava la sig.ra giuffrida e bravo bruno

  2. e se la finissimo di guardare la gente per quanto è alta, bassa, larga, magra, per come si veste e per come si pettina e ci facessimo i cavoli nostri?
    impossibile, siamo tutti social ma asocial, solo troppo curiosi
    questa storia mi è piaciuta, perchè ha raccontato una persona oltre il suo aspetto e per il suo lavoro, anzi i suoi lavori. guardatela

  3. pensavo di leggere una storia di malasanità e vedo un’intervista fatta da una professionista a un professionista
    rompiamo gli argini e parliamo di gente che sa fare il suo lavoro e chi se ne frega come si veste

  4. quoto ale22 chi caxxo se ne frega come si veste e come si pettina e quanti tatuaggi ha abbiamo bisogno di gente professionale soprattutto in posti come il pronto soccorso
    valeria c. giuffrida sei troppo avanti questa intervista è una figata pazzesca hai fatto bene a raccontarci bruno
    bruno sei un grande
    salvo

  5. avrei intervistato quelli che mugugnavano e che dopo hanno avuto bisogno di lui sarebbe stato interessante vedere le loro facce

  6. Questo è puro professionismo. Palese dimostrazione ed esempio per cambiare la mentalità di certe persone. Mai fermarsi alle apparenze. Bruno ne è la prova! Una storia bellissima quella raccontata da una grande giornalista e da un uomo che ha una vita completa e desiderata. E’ bello sapere che ci sono persone che amano il proprio lavoro al di la delle dicerie altrui.
    Sarebbe meraviglioso se noi, esseri umani, fossimo dei corpi trasparenti in maniera tale che tutti possano vederci dentro e quindi spostare l’attenzione ad un aspetto più importante invece di giudicare l’aspetto esteriore o il modo di vestirsi, atteggiarsi ecc….
    Complimenti a Valeria e sopratutto daje tutta Bruno!

  7. A volte l’apparire nasconde l’essere. Ci si lascia ingannare da ciò che si mostra e non si va a fondo…spesso troppo spesso accade. Se poi quello che mostri è ben curato e attira l’attenzione ci si distrae e si dimentica di guardare. A volte puoi incontrare delle persone che ti sorprendonoper quello che nascondono. Perle rare da conservare e che ti fanno ricordare che guardare a fondo è sempre un bene. In ogni caso…sia che si trovi o che non si trovi qualcosa!

  8. due professioni che non si incontrano, ma in realtà si.
    ascoltando questa intervista mi sono sentito molto bigotto perchè probabilmente non avrei scommesso soldi ne su l’uno ne su l’altro oggi ho imparato una lezione e me la conservo

  9. Quante persone giudichiamo con superficialità, senza conoscere le loro storie, il loro vissuto.. quanto mi sono dovuta ricredere negli ultimi anni , quante belle persone mi sarei persa se avessi guardato solo l’apparenza.. la tua intervista ne è la prova.. Bruno è un personaggio davvero intenso, con una vita ricca di interessi ed attività che si dedica con passione e amore agli altri, forse qualcuno lo guarderà con diffidenza, chi probabilmente non va oltre l’apparenza, per fortuna tu non lo hai fatto..

  10. Ho visto tutto il video con interesse e sono rimasto a pensare a quanto è scema la gente. X fortuna non tutts

  11. quanto siamo ottusi. grazie per questa storia a entrambi

  12. Vi leggo da ieri, uno per uno, ridendo delle vostre battute o pensando seriamente a cosa avete scritto. Vi ringrazio tutti, qualcuno come Vale70 mi ha proprio fatto ridere, avevo pensato anche io di fare un’intervista ai mugugnanti, ma come dire, ho dimenticato di prendere i contatti di tutti.
    Grazie per aver sostenuto questa idea un po’ “folle”, ma sincera coi Vs. commenti
    Valeria

  13. È un mio caro amico che stimo moltissimo. È una persona straordinaria di una signorilità una classe enorme e con tantissima umanità!! Non cambiare mai!!

  14. Grazie a tutti….ma soprattutto grazie a Valeria.. Per l’idea che ha avuto…

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