Chi sarà mai Andreotti? Scopritelo nel suo disco d’esordio “1972”

foto fornita da uff stampa Fleisch

Sì. Andreotti, classe ‘93, è l’ennesimo cantautore indie-pop del Bel Paese. Nessun volto, nessuna brama di fama personale: la musica è al centro dell’intero progetto.

“1972” è il titolo del suo disco d’esordio, uscito a maggio scorso

Andreotti - www.lesfemmesmagazine.it (7)

Andreotti con “1972” rievoca la candidatura vincente di quell’anno e ne lancia una nuova, per un inedito ritorno al palazzo: quello della scena indipendente italiana.

L’irriverenza contraddistingue il suo sguardo, che tra elucubrazioni iperboliche, metafore surreali e immagini schizofreniche ritrae la mera depravazione artistica di un folle sognatore.

Andreotti - www.lesfemmesmagazine.it (9)

“Ma forse non ti ho detto che è terribile invecchiare / rompersi i coglioni, essere adulti e non giocare più” canta in “Luis Miguel”, autentica nemesi per i seriosi di tutto il mondo, “Non vorrei ma se vuoi io potrei scodinzolare un po’ / e senza farne una festa, una notte e poi basta / due tette e un uomo fanno sempre pendant”, intona bukowskiano in “Aristogatti”, oppure caustico e senza pietà per certa provincia in “Sassuolo”, quinta traccia del disco: Mettiamo su una storia / certo un’idea che possa funzionare tipo
addentare un ghiacciolo in centro a Sassuolo / sai potrebbe diventare trendy / cazzo da Zara fanno il venti”
.

Andreotti - www.lesfemmesmagazine.it (8)

 

E ancora, all’improvviso Saturnino e pseudonichilista: “nascondiamoci dai / che il mondo non fa più per noi / da domani ti giuro Cracco Spotify Cannavacciuolo Netflix / guardiamo Stranger Things / al limite fumiamo un po’” recita nel refrain di “Colori”, prima della nostalgia calciofila e assurda di “Lombroso”,  in chiusura di album: “Sai cosa intendo quando dico che i gol di Weah mi fanno ancora sognare / che le trentenni incazzate col mondo mi fanno indurire il cane”.

Un sound sfacciatamente “vintage” caratterizza la sua musica, in cui batteria analogica, basso elettrico e string machine d’annata proiettano l’ascoltatore in un’epoca ormai passata: il 1972. Qualcosa sta per cominciare.

 

“1972” è scritto, prodotto, suonato e mixato da Andreotti

01 – Eschimesi

02 – Winnie the Pooh

03 – Droga

04 – Luis Miguel

05 – Sassuolo

06 – Colori

07 – Aristogatti

08 – Lombroso

ANDREOTTI

Instagram

TUTTI I TESTI DI “1972”

Andreotti - www.lesfemmesmagazine.it (5)

 

Winnie the pooh

Venderò casa come Piero Pelù
come le caramelle mou
il mio cane non si droga più
e tu assonnata ingoi una Red bull
oh mio dio sta bruciando quel ragù
vecchio filibustiere tu
mi tormentavi con quei dejà vu
e tanta voglia di lei in tv, canta Winnie dei Pooh
e abbracciamoci al divano poi
la solitudine è già in mezzo a noi
si chiama Armando e non ha peli sai
é solo il capo di quel centro Snai
(ascoltami dai)

Non é facile confessarti che stanotte é l’ultima notte che vivo
Non é facile confessarci che stanotte é l’ultima notte che vivo

Fumiamoci su
che sennó quel rum non scende giù una ragazzina sbagliata ha quasi sempre una amica ingrata, una vecchia frustrata, qualche frase rubata…
dai che stanotte non voglio porcate
niente Marrazzo truccate
solo due vescovi e un frate
quattro suore ma già depilate

Non é facile confessarti che stanotte é l’ultima notte che vivo
Non é facile confessarci che stanotte é l’ultima notte che vivo

Eschimesi

Dai non siamo catastrofici
che i cornetti sono soffici e poi
mi ricordano Praga di notte
i tetti che soffrono
quelle labbra che ci sorridono
tua cugina, sai, é il mio porno dislessico
Toto Cutugno in un quadro bucolico
ho il cervello già in Ecuador
balliamo sotto questo sassofono
già  rimpiango i pomeriggi da tossico

Sai che c’é, c’é che alla lunga anche Parigi rompe i coglioni
Sai che c’é, c’é che alla lunga anche Parigi rompe i coglioni

Rispondi male e non é carattere
dai ordiniamo quel latte se ti va
non sbatteró quei persiani cinesi
Patrizia Vallesi
2 ragazze eschimesi si confessano
sembri quasi una dea
gli indigeni all’Ikea a scambiarsi matite nei pub amarsi a 20 anni é follia
scopare alle feste è magia
a pelle nuda é pazzia

Sai che c’é, c’é che alla lunga anche Parigi rompe i coglioni
Sai che c’é, c’é che alla lunga anche Parigi rompe i coglioni

Droga

Cara non vedi che malinconia
si fa diviso due e la tua droga é anche mia
non andare via, rimani a pranzo se vuoi
lo so che usare nostalgia ha fatto male anche a te
mentre dicevi che

Le luci delle 3
poi rimangono per ore
a ricordarci errori
e non dormono neppure alle 3
e rimangono per ore
a ricordarci errori

Spogliarsi in funivia é una stronzata un cliché
le uova un’ anarchia, una vecchia senza un bidet
e poi rimane l’ apatia, i film di Lars Von Trier
la tua banalità soffusa e il cane abbaia con me
Ma non sapeva che

Le luci delle 3
poi rimangono per ore
a ricordarci errori
e non dormono neppure alle 3
e rimangono per ore
a ricordarci errori
e non dormono neppure alle 3
e rimangono per ore

Andreotti - www.lesfemmesmagazine.it (6)

Luis Miguel

Stanotte mi ricordi un semaforo
un vecchio con un grammofono
il volto di un cane davanti a un citofono
un prete nudo che canta i successi di Luis Miguel
e se ti dicessi poi
che é colpa delle multinazionali,
delle zingare o degli animali
o forse delle tue zie, quelle eleganti

Ma forse non ti ho detto che è terribile invecchiare, rompersi i coglioni essere adulti e non giocare più
Ma forse non ti ho detto che è terribile invecchiare, rompersi i coglioni essere adulti e non sognare più

Se l’ipocrisia avesse un palazzo
se avesse dei nei e un vecchio citofono
se il suo nome fosse Cristoforo o Galeazzo
non me ne fregherebbe assolutamente un cazzo
perché mi mancano i Beatles
mi manca il tuo pianto
quell’odore addosso
due dita di rum in un calice rosso
per scaldarci il sabato
per fare due tiri sdraiati in terrazza
o per cantare battisti storditi dal vomito

Ma forse non ti ho detto cheè terribile invecchiare, rompersi i coglioni essere adulti e non giocare più
Ma forse non ti ho detto cheè terribile invecchiare, rompersi i coglioni essere adulti e non sognare più
Mi manca l’aria lo sai

Sassuolo

E certo che poi puoi anche non credermi
non sono mica un primario
Patrizia D’Addario
se solo avessimo due nani in cantina
un po’ di vino da usare
ci potremmo aiutare, potremmo giocare
anche se ho il cane da portare a pisciare
io forse potrei tentare uno sguardo malinconico ma sono solo uno stronzo astigmatico
che non ha niente da fare
che non vorrebbe abbozzare
ma quel faro sai non mi fa dormire
quel faro mi tormenta amore
com’é profondo il mare
si che é profondo il mare

E noi che anche stanotte
ma chi se ne fotte
non cambieremo mai, non cambieremo mai
E noi che anche stanotte
ma chi se ne fotte
non cambieremo mai, non cambieremo mai

Mettiamo su una storia
certo un idea che possa funzionare tipo
addentare un ghiacciolo in centro a Sassuolo
sai potrebbe diventare trendy
cazzo da Zara fanno il venti
le tue cosce splendenti, m’ arrapi i clienti
e io che ancora cucio quei ricordi e non fodero i rimpianti
come un vecchio maiale che non sente il suo odore
ma che almeno sa già quant’é profondo il mare

E noi che anche stanotte
ma chi se ne fotte
non cambieremo mai, non cambieremo mai
E noi che anche stanotte
ma chi se ne fotte
non cambieremo mai, non cambieremo mai

Colori

Traducimi quei discorsi che non hai fatto mai
che mi sembri cilena quando ridi distratta, lo sai la psichedelia di Sandra Milo é una chimera per noi
lo sai sto mare fa troppo male
mi dovresti consolare
mi dovresti giurare che m’ascolterai

C’hanno rubato i colori, il profumo
c’ hanno rubato gli eroi
e nascondiamoci dai
che il mondo non fa più per noi
da domani ti giuro Cracco Spotify

Cannavacciuolo Netflix
guardiamo StrangerThings
al limite fumiamo un pó

Ma che colore ha quella felpa che indosserai
quei pavesini non avevano un motivo per noi
e al disgusto dei vecchi che ingoiavano whiskey (che ingoiavano whiskey nei bar)
un palinsesto superbo
un giovedì da sballo
un film di Alberto Tomba alla Rai

Ci hanno rubato i colori, il profumo
ci hanno rubato gli eroi
e nascondiamoci dai
che il mondo non fa più per noi
da domani ti giuro Cracco Spotify Cannavacciuolo Netflix
guardiamo StrangerThings
al limite fumiamo un pó

C’ hanno rubato i colori…

Ci hanno rubato i colori, il profumo
c’hanno rubato gli eroi
e vorrei urlare fino a scoppiare lo sai

Aristogatti

Ho conservato già da tempo il plaid
quei piedi struccati già mi parlano di te
rimani sbronza alle tre
come fanno i sabati gli aristogatti nei club mentre vanno a cercare girlfriend
e mi chiedevi uno stronzo, un visionario un po’ bohemien, ma

dovresti parlare un po’ con Licia Coló
dai ora scopri le cosce un po’ amore
che da stasera se vuoi ti presto il cuore ma… se ti va

Una soluzione c’é sempre lo sai
non vorrei ma se vuoi io potrei scodinzolare un pò
e senza farne una festa, una notte e poi basta
due tette e un uomo fanno sempre pendant
non mi ricordo più dov’é la dependance
quella gioconda mi spaventa
non sarà che é un po’ bastarda?

Dovremmo parlare un po’ con Licia Coló
dai ora scopri le cosce un po’ amore
che da stasera se vuoi ti presto il cuore ma… se ti va

Dovremmo parlare un po’ con Licia Coló
dai ora scopri le cosce un po’ amore
che da stasera se vuoi ti presto il cuore ma… se ti va

 

 

Ph. Fornite dall’Ufficio Stampa Fleisch

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lombroso

Sai cosa intendo quando dico che a odiare gli stronzi già mi sento banale
é ormai da tempo che non cago con ciabatte cinesi e non c’é niente di male
lo sai che poi mi prudono i piedi e non mi sento speciale ma non sopporto quel tale
sembra babbo natale fatto di ketamina
un’ anima latina a corto di nicotina, di birre alla spina
vi salutano Gino e Martina

sai cosa intendo quando dico che i gol di Weah mi fanno ancora sognare
che le trentenni incazzate col mondo mi fanno indurire il cane
e non urlare che il sale fa male che vorrei morire come cazzo mi pare
e poi i salutisti convinti e decisi mi fanno girare il cane, e che pazienza ci vuole!…

Sai cosa intendo quando ti parlo di Genova e mi gratto il culo assonnato
stamattina sai chi ti ho incontrato a quel supermercato?
Un sanbernardo al guinzaglio e mi fissava scocciato, allora mi é dispiaciuto e sottovoce gli ho detto: va sempre così, va sempre così, c’est la vie, monchèri…

Sai cosa intendo quando bevo e non pippo, quando mangio e non paperino e intanto rutta un topolino
mentre un poliziotto balla con un nano in un tango delizioso, un bambino petaloso,
Cesare Lombroso ti regala 2 mimose
e tu che hai le tue cose ma se solo avessi un gatto, mille like e il culo adatto, canteresti così “papparapà”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *