“Rosso Istria”, nelle sale cinematografiche il film shock che mette in luce gli orrori della guerra

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PALERMO – “Red Land”, per il pubblico italiano “Rosso Istria”, è un film che definire spiazzante è dire poco. Una pellicola che avrebbe sicuramente meritato più spazio anche se, ad onor del vero, è presente in diverse sale italiane. Siamo nella penisola d’Istria, il contesto storico è la seconda guerra mondiale, in particolare gli anni che segnarono il lento ed inesorabile declino del fascismo, dall’armistizio di Cassibile, 8 settembre 1943, in poi.

RED LAND - Locandina

 

La storia, narrata per mezzo di varie tecniche cinematografiche  – come il flashback in alcuni significativi momenti – e con una eccellente fotografia, ad opera di Giovanni Andreotta, riesce a catturare l’attenzione dello spettatore che, abituato ad apprendere la storia patria sui libri, si ritrova come catapultato davanti ad un nuovo punto di vista, senza tuttavia dimenticare gli errori – e gli orrori – commessi da ambo le parti.

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Prodotto da Venicefilm, in collaborazione con Rai cinema, “Rosso Istria” vede Maximiliano Hernando Bruno coinvolto nel doppio ruolo che lo vede impegnato alla regia, oltre che nell’impersonificazione di Giorgio, prima militare italiano poi disertore passato dalla parte degli uomini del dittatore iugoslavo  Tito.

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La pellicola non è certamente di facile fruizione, e lascia sgomenti la crudezza attraverso cui vengono portati alla luce gli innumerevoli supplizi inflitti agli italiani che vivevano all’epoca in quelle zone. E’ importante conoscere il contesto storico per comprendere o quantomeno, orientarsi: la penisola d’Istria, all’epoca dei fatti, era stata fino ad allora, terra ospitale per italiani, croati, sloveni ed altre minoranze. Da quando però il regime fascista decise non solo di italianizzare i nomi delle città d’Istria, ma anche gli stessi cognomi di chi vi abitava, fino a vietare l’insegnamento dello sloveno e del croato all’interno delle scuole italiane, per queste ed altre ragioni scoccò la malaugurata scintilla che scatenò la furia assassina nei confronti di quelli che erano stati fino a poco tempo prima, i propri “vicini di casa”.

La storia ruota soprattutto intorno alla figura di Norma Cossetto, studentessa istriana italiana in procinto di laurearsi e trovata morta all’interno di una foiba insieme ad altri connazionali, che subì inoltre innumerevoli violenze: dallo stupro inoltrato per tutta la notte ad opera dei partigiani jugoslavi fino a venire picchiata a sangue e costretta, con gli altri sventurati, a camminare scalza nel bosco fino al luogo destinato ad accoglierne il corpo martoriato. La malvagità di quegli uomini si riversò in maniera tanto crudele sulla ragazza anche perché figlia di Giuseppe Cossetto, dirigente locale del Partito Nazionale Fascista che ricoprì a lungo l’incarico di segretario politico del Fascio locale e podestà di Visinada.

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Voce narrante ed introduttiva, quella di una straordinaria Geraldine Chaplin, figlia dell’indimenticabile Charlot, che interpreta il ruolo di Giulia Visatrin, cuginetta di Norma, che scampa miracolosamente al massacro e tornerà, visibilmente invecchiata, sul luogo del disastro accompagnata dalla nipote per rivivere, ancora una volta, i terribili giorni di allora.

Il film è stato fortemente voluto dall’A.N.V.G.D, Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, fondata nel 1947. Essa è la maggiore rappresentante sul territorio nazionale degli italiani fuggiti dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia al termine della seconda guerra mondiale e grazie anche alloro interessamento, è stato possibile far assistere alla proiezione del film in occasione dell’unica tappa palermitana alcuni familiari delle vittime di quei tragici giorni.

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Menzione speciale va ad uno straordinario Franco Nero, che nel film interpreta il ruolo del professore Ambrosin, che assiste Norma nella preparazione della sua tesi di laurea e preferisce darsi la morte con un colpo di pistola alla tempia, piuttosto che finire in mano agli uomini di Tito.

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Impossibile non tenere conto anche della straordinaria interpretazione di un altra stella del panorama cinematografico italiano: Vincenzo Bocciarelli, che interpreta il difficile ruolo di soldato italiano con una freddezza e lucidità invidiabili, nonostante non veda attorno a lui che miseria, indecisione, attese snervanti dovute agli ordini che non arrivano mai, condannando i militari, lui compreso,  ad una inerzia della quale farebbero volentieri a meno e che sono costretti loro malgrado a colmare bevendo e fumando. Commuoventi le telefonate piene d’amore e rassicurazioni, seppur forzate, tra lui e sua moglie, sorella di Norma.

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Lasciando per un attimo gli orrori di Istria e concentrandoci sulla figura di Vincenzo Bocciarelli, una novità in esclusiva per i lettori di Les Femmes Magazine: attualmente l’attore, nato a Bozzolo in provincia di Mantova, è infatti impegnato sul set di un nuovo film dal titolo “Professor Dinkan”, le cui riprese stanno attualmente dividendosi tra la Thailandia e l’India. Bocciarelli interpreta il ruolo del poliziotto capo di Scotland Yard,  Luis Danay, coprotagonista al fianco di una grande star, Dileep. Uscita prevista, luglio 2019 e, stando alle primissime indiscrezioni trapelate finora, si tratterebbe di un film in 3d. Non ci resta che aspettare dunque, ingannando l’attesa recandoci al cinema a godere di “Rosso Istria”: pagina buia del nostro passato che tuttavia, è un dovere civile e morale conoscere, affinché le atrocità passate non possano più ripetersi.

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