“Pranzo di Famiglia”: intervista ad Andrea Biagioni

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“Pranzo di famiglia” è un disco che tutti dovrebbero avere. Un viaggio da fare, ma anche il giusto compagno per uno da intraprendere.

Andrea Biagioni, al suo primo lavoro si presenta con un album maturo, forte, con dei testi molto belli e con delle musiche che li incorniciano in modo perfetto.

Tutto troppo bello? Forse!

Forse in un mondo di musica usa e getta, di quella che dopo due secondi non ti ricordi neanche come suona, serve un disco come “Pranzo di famiglia”, che ti accarezza, ti culla e ti accompagna.

Ti prende per mano e ti guida.

Lo fa senza essere invadente, ma seguendoti nel tuo quotidiano facendoti pensare o, rallegrandoti. Alla fine della giornata ti ritroverai a canticchiare delle canzoni veramente belle. Avendo il privilegio di ascoltare in anteprima questo lavoro ho pensato a molti dei dischi ascoltati in questi ultimi anni.

Album pubblicati anche da grandi nomi, che non hanno la profondità, l’eleganza, il suono del disco di Andrea.

E’ un album di esordio, ma è un gran debutto che mi auguro spalanchi le porte dell’amore del pubblico ad un cantautore raffinato come Andrea Biagioni.

Foto di Federico Giammattei
Foto di Federico Giammattei

 

Vorrei partire dal titolo del tuo album perché “Pranzo di famiglia”?

Nella mia vita è basilare ricrearmi una famiglia in ogni cosa che porto avanti, che sia un progetto o una situazione.

Sono stato fortunato ed ho avuto di base, una bella famiglia, che mi ha supportato in tutto e per tutto, se non ci fossero stati loro, sicuramente, non saremmo qui a parlare. Hanno creduto in me sin dall’inizio e continuano a crederci. Per cui ho questo concetto di famiglia positivo. Non è questo il motivo del titolo, ma si collega.

Questo progetto è nato tre anni fa.

Le persone che vi hanno partecipato sono diverse, da fotografi a videomaker, piuttosto che grafici, stilisti, lo stesso coautore che ha collaborato con me David Ragghianti e insieme abbiamo creato una famiglia.

Ecco perché ho deciso di intitolare il disco così, per dedicarlo a tutti coloro che mi hanno aiutato in questo mio lavoro.

Foto di Federico Giammattei
Foto di Federico Giammattei

Ho ascoltato più volte il tuo disco e mi fa ha fatto pensare ad un viaggio, ogni canzone sembra la foto di un luogo, di una meta, cosa che poi mi è stata confermata dalle note di stampa, com’è nata l’idea di raccontarti attraverso la tua musica?

Questo è il mio primo progetto in italiano. Partendo da questo ed avendo 31 anni ho deciso di dire cose che non  ho mai detto prima.

Per esempio crescendo si hanno delle difficoltà oggettive a rapportarsi coi genitori o con le persone più grandi. Oppure inizi a provare dell’emozioni più profonde e te ne vergogni, quindi le tieni per te.

Ho deciso, pertanto, di raccontare dei momenti cardine della mia crescita  di questi ultimi quindici anni.

Per cui ho parlato di persone importanti o di situazioni varie, anche di gioia come per esempio “Surferemo” che parla di una cosa per me importantissima, ovvero, la necessità, nella follia quotidiana, di ritagliarsi un momento, facendo quello che sentiamo e non che dobbiamo.

Ho pensato alla gioia dei serfisti quando, la mattina, mettono la tavola in acqua. Per cui è vero il cd è un viaggio dentro l’emozioni tristi, ma anche quelle belle, gioiose.

Foto di Federico Giammattei
Foto di Federico Giammattei

 

La cura del suono in questo cd è praticamente maniacale, arrangiamenti bellissimi, l’ho definito una carezza, una nuvola, anche nei brani più ritmati, una scelta o una casualità?

Alla base di tutto c’è il mio io, definiscilo gentile o disponibile, ma sono io.

Per cui quando scrivi un testo e lo fai perché ne hai l’esigenza è normale che vieni fuori tu e quello che sei.

Se il disco lo avessero scritto più persone, probabilmente questo non sarebbe accaduto.

“Via da me”, per esempio, è nato tre anni fa. Non ha un testo ricco, ma ogni singola parola veste perfettamente ogni suono della chitarra.

Quel brano è un viaggio, che parte dalla difficoltà di esprimersi e chiede che questa situazione di incomunicabilità si allontani da me perché non la voglio, non la desidero.

Alla fine c’è un momento di riflessione strumentale che segna un’apertura positiva, dove cambia un accordo, ma modifica tutta l’armonia del brano.

Questo per dimostrare che basta cambiare una nota in un accordo, per trasformare una momento negativo in positivo.

Tutto questo per dirti, che se si hanno orecchie buone per ascoltare, non servono grandi parole per far passare un messaggio. Per me i suoni sono più importanti delle parole ed Italia, chi la pensa come me ha delle difficoltà, in quanto nel nostro paese si ragiona esattamente al contrario, ma lotteremo anche per questo.

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L’arte incontra l’arte, così Andrea incontra Augusto Titoni, nasce una copertina decisamente bella, ma soprattutto originale, ma soprattutto il video bellissimo di “Alba Piena”…

…Con Tito (Augusto Titoni ndr), ci siamo conosciuti anni fa perché facemmo insieme un Pitti Uomo. Io indossavo le sue maglie e le sue giacche. Ci siamo poi rincontrati dopo X Factor e mi disse che aveva piacere a farmi una giacca per i live. In realtà diventarono le giacche, erano le sue quelle indossate nel tour con gli Afterhours, era sua anche quella che ho indossato a Sanremo.

Un giorno sono andato a casa sua e mi ha fatto vedere i provini.

Sono rimasto affascinato dal fatto che per disegnare queste giacche, lui avesse disegnato un mio personaggio vestito di stoffa in miniatura.

Gli ho detto subito che tutto questo doveva diventare qualcosa, soprattutto nella visione totale dell’album.

Essendo un disco autobiografico, come ti dicevo, racconto il mio percorso e mi guardo indietro vedendo me bambino, da adulto.

Quindi tutta la grafica del disco è stata creata con la visione di un bambino.

Tutti noi, a mio avviso, dovremmo accettare la nostra parte bambina, perch’è l’unica che ci salva e non ci si deve vergognare di questo, anzi.

Noi da piccoli abbiamo bisogno di conferme, sono momenti della nostra vita, che ci formano e ci fanno diventare quello che siamo.

Quindi il disegno, lo stile di Tito, sono diventati parte integrante del progetto. E’ un mondo che si evolve dentro il disco grazie a Tito, ma non solo, ci saranno anche delle sorprese.

Come dicevi tu, questo disco è un viaggio e se un artista mi rapisce nel suo mondo, come ha fatto Tito, a trecentosessanta gradi per me è non solo interessante, ma un arricchimento.

I viaggi musicali sono sempre una sorta di seduta dal psicologo. Andrea Biagioni consegna al pubblico questo cd, che lo racconta, ma musicalmente parlando qual è stato il punto di svolta?

Questo disco è la terza sfida nel mio percorso musicale.

La prima fu nel 2014, quando andai in America e rimasi per un anno. Andai a fare l’audizione alla Berklee College of Music, era uno dei miei sogni.

Quando arrivai ero terrorizzato, ma superai l’esame a pieni voti e per me fu un grande successo, pur sapendo di non poterla frequentare perché costa 124 mila dollari per 4 anni, era come se mi fossi diplomato perché avevo superato l’esame alla grande.

La seconda sfida fu partecipare ad X Factor anche in quel caso ero terrorizzato e stavo per non partecipare, ma una settimana prima mi feci una domanda: “non voglio andare perché penso che non mi porti a niente o perché in realtà ho paura?” La risposta fu che avevo paura. Com’è andata lo sappiamo tutti.

Quindi posso asserire che il momento di svolta è stato il mio viaggio in America. In quell’anno ho fatto anche un percorso personale perché ho analizzato tutto, mettendo insieme le cose negative e quelle positive ed avendo ben chiaro in testa cosa volevo fare. Da quando sono tornato in tre anni si sono mosse una serie di cose incredibili che mi hanno portato sino a qui.

manuel agnelli e andrea biagioni - afterhours - ph. valeria c. giuffrida - www.lesfemmesmagazine.it

Ti dico solo due nomi Manuel Agnelli e Rodrigo D’Erasmo, quali sono i vostri rapporti?

Siamo sempre in contatto con entrambi. A livello lavorativo continuano ad appoggiarmi per come possono e sono presenti nonostante i loro molteplici impegni. Per esempio, gli archi di “Alba Piena” sono di Rodrigo e mi ha aiutato a scegliere i musicisti quando ho deciso come presentarmi a Sanremo giovani. La loro amicizia è il regalo più bello che mi ha fatto X Factor.

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Il 23 novembre da Milano parte il “PRANZO DI FAMIGLIA – SOLO TOUR”, una serie di date prodotte da Vox Concerti / Doc Live in cui il cantautore toscano si esibirà sui palchi italiani. Questo il calendario ad oggi confermato e in continuo aggiornamento:

23 novembre – Casa Doc @ Milano Music Week – MILANO

29 novembre – Corte Ongaro – VERONA

30 novembre – Di Noi Tre – ALESSANDRIA

15 dicembre – Spaghetti Unplugged – ROMA

27 dicembre – Spazio Polaresco – BERGAMO

29 dicembre – Distilleria Molloy – BRESCIA

16 gennaio – Vecchia Ceneda – VITTORIO VENETO (TV)

18 gennaio – Ex Mattatoio – APRILIA (LT)

19 gennaio – Kuma – FOSSOMBRONE (PU)

23 gennaio – Marco’s Pub – LIVIGNO (SO) – con band

24 gennaio – Germi – MILANO – con band

25 gennaio – The Family – ALBIZZATE (VA) – con band

9 febbraio – Gran VariEtà/Osteria Barabba – PADOVA

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