Posso offrirti un tè? Storia della seconda bevanda più bevuta al mondo

Té - Ph. Valeria C. Giuffrida - www.valeriagiuffrida.com - www.lesfemmesmagazine.it (25)

Il tè è la seconda bevanda più bevuta al mondo. Le sue origini viaggiano nel tempo. Proviamo a capire come nasce questa bevanda e come si è modificata nel tempo.

La storia della nascita del tè ha origini molto antiche. La sua patria è la Cina ed i primi utilizzi, pare che risalgano a circa 2500 a.C.

Té - Ph. Valeria C. Giuffrida - www.valeriagiuffrida.com - www.lesfemmesmagazine.it (29)

Si crede che i primi usi della pianta del tè risalgano a 5.000 anni fa, ma il primo scritto che ne parla (un trattato di farmacopea) risale al 200 a.C.

All’inizio la pianta aveva uno scopo medicinale. Le foglie venivano tritate e macinate e poi, ovviamente assunte. Il tè veniva utilizzato, principalmente, dalle popolazioni della Cina del Sud, per le sue proprietà antibiotiche.

La Cina del Sud, che adesso conosciamo col nome di Yunnan è il punto cardine per il tè, da qui si espanderà verso il Nord grazie all’emigrazione dei cinesi.

Per moltissimo tempo l’utilizzo del tè e la sua coltivazione, rimane ad appannaggio della popolazione cinese, che inizia a cimentarsi in altri tipi di arte, che girano tutti intorno a questa bevanda.

Té - Ph. Valeria C. Giuffrida - www.valeriagiuffrida.com - www.lesfemmesmagazine.it (10)

 

Iniziano, pertanto, a creare Teiere di porcellana, tazze e tutta una serie di prodotti che servono alla preparazione della famosa bibita.

La produzione di questi oggetti, nasce, anche, con lo scopo di far felice l’imperatore che usufruiva di foglie di raccolti pregiati.

Sino all’800-900 d.C. il tè venne consumato solo in Cina. Grazie all’arrivo, però, dei monaci buddisti dall’India, il tè inizia ad espandersi. I monaci conobbero questa pianta e rimasero affascinati dalle sue proprietà, che lo utilizzavano in modo particolare per rimanere sveglie durante le loro lunghe meditazioni.

Il tè arriva in Giappone, solo dall’anno 1000. Il Giappone, nel tempo, diventerà il secondo paese produttore di tè al mondo, producendone, soprattutto, tantissime varietà di grande qualità.

Il tè arriverà in Europa solo nel 1660 D.C. quando per la prima volta i mercanti occidentali si recheranno in Cina. I primi ad arrivare saranno i portoghesi, ai quali seguiranno, spagnoli ed inglesi e proprio grazie a loro il tè inizierà a diffondersi anche in Europa.

Fu, soprattutto, la passione degli inglesi per la famosa bevanda, che portò alla diffusione in Occidente del tè in differenti varietà.

Té - Ph. Valeria C. Giuffrida - www.valeriagiuffrida.com - www.lesfemmesmagazine.it (26)

 

I nobili inglesi, infatti, impazzivano per questa pianta ed iniziarono a richiederla sempre con maggiore frequenza, sino a quando non nacque un vero e proprio mercato commerciale del tè.

La pianta, pertanto, veniva coltivata in Cina e trasportata sulle navi dai mercanti portoghesi, spagnoli e inglesi, che attraverso un lunghissimo viaggio, giungeva in Europa.

Questa commercializzazione andò avanti per lungo tempo e la richiesta di tè da parte degli Inglesi divenne sempre più incalzante.

L’ Inghilterra, ad un certo punto, stanca di acquistare il tè dalla Cina, opto per un espediente e “grazie” al botanico Robert Fortune, “rubò” le piante del tè per portarle in India, all’epoca colonia britannica.

Proprio in India nel XIX secolo iniziarono le prime coltivazioni alle pendici dell’Himalaya, oggi regione molto famosa per le sue numerose varianti.

Grazie a tutti questi accadimenti, il tè è una delle bevande più bevute al mondo, per la precisione la seconda dopo l’acqua.

Té - Ph. Valeria C. Giuffrida - www.valeriagiuffrida.com - www.lesfemmesmagazine.it (12)

In origine, però, non veniva preparato in infusione come facciamo oggi. Bensì le foglie venivano essiccate e poi polverizzate, poi vi si aggiungevano spezie diverse.

I mongoli andavano oltre e vi aggiungevano pepe e burro.

Questa è la storia del tè, ma in realtà anche diverse leggende girano intorno alla famosa bevanda.

Leggenda narra che l’Imperatore cinese Chen Nung, seduto a riposare proprio all’ombra di un albero di tè, stesse per bere la sua consueta tazza di acqua calda, così trattata per renderla pura, quando un leggero vento lasciò cadere nella tazza alcune foglie di tè.

Té - Ph. Valeria C. Giuffrida - www.valeriagiuffrida.com - www.lesfemmesmagazine.it (2)

Il suo servitore si affrettò per prendere la tazza e cambiare l’acqua ma l’imperatore lo fermò: “da ciò che il cielo ci manda nasce l’armonia in noi”. E bevve da quella tazza. Subito venne pervaso da una bellissima sensazione di benessere allora prescrisse a tutti i sudditi di consumare quella preziosa bevanda che oggi chiamiamo tè.
Secondo un’altra leggenda, che risale agli Indiani, invece, a scoprire il tè fu Bodhidarma, il figlio del re delle Indie Kosjuwo. Il principe, secondo questa storia mitica, si spinse sino in Cina per raggiungere il regno Wei del Nord, predicando il buddismo, la cultura dello spirito e la meditazione, indispensabili per la salute dell’anima.

Té - Ph. Valeria C. Giuffrida - www.valeriagiuffrida.com - www.lesfemmesmagazine.it (17)

Bodhidarama aveva fatto un voto: per tutta la durata della sua meditazione, ben 7 anni, non avrebbe dovuto dormire, ma dopo il quinto anno un senso di profonda stanchezza cominciò a pervaderlo.

Così il principe, per non addormentarsi, raccolse delle foglie da un cespuglio e cominciò a masticarle, trovandone immediatamente giovamento. Era il tè!
Della leggenda indiana si tramanda anche in un’altra variante, quella giapponese.

La versione giapponese della leggenda è decisamente più cruenta. Si narra che il principe si addormentò e, furioso contro sé stesso per l’errore, decise di tagliarsi le palpebre e gettarle tra i cespugli.

Té - Ph. Valeria C. Giuffrida - www.valeriagiuffrida.com - www.lesfemmesmagazine.it (30)

Qualche anno dopo, di ritorno dal viaggio in Cina, scoprì che nel luogo del misfatto erano cresciute delle piante rigogliose, che masticate aiutavano a essere più energici. Le riportò ai suoi discepoli, invitandoli a masticarle per non cadere nel suo stesso errore.

Questa è la storia del tè tra falsi miti, storia e leggenda, sono certa che vi sia venuta voglia di berne una tazza.

Buona degustazione e mi raccomando che l’ambiente sia rilassato e rilassante. Buon tè.

 

Valeria C. Giuffrida – www.valeriagiuffrida.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *