PILLOLE DI IMPRESSIONISMO: 7 OPERE DEL BREVE MOVIMENTO CHE RIVOLUZIONÓ LA STORIA DELL’ARTE

parigi 1800 - foto dal web - www.lesfemmesmagazine.it

Sono gli ultimi trent’anni dell’800 quando in una Parigi più splendida che mai i tavolini dei caffè invadono i boulevard, la metropolitana ne percorre il sottosuolo, e i lampioni rischiarano le notti della ville lumiere.

Café de le Nouvelle Athènes - foto dal web - www.lesfemmesmagazine.it

É proprio nella capitale francese, al Caffe Gerbois, al numero 11 della Rue des Batignolles, che un gruppo di giovani artisti iniziarono a riunirsi, ed è proprio lì che nacque il fenomeno dell’impressionismo. La voglia di fare qualcosa di nuovo e il rifiuto di una pittura canonica, porta questi artisti ad uscire dai loro atelier ed andare per le strade, nei parchi e nei caffè, a ricercare (anche grazie all’invenzione dei colori ad olio in tubetto, più semplici da usare per dipinger en plein air) L’IMPRESSIONE PURA, ciò che conta non più quello che si narra, ma come lo si narra, l’attimo fuggente.

Il disegno preparatorio viene quasi del tutto abbandonato, la necessità di dover imprimere sulla tela un istante, unico e irripetibile, fa sì che vengano usate pennellate veloci, virgolate, picchiettature, trattini e macchie. I colori utilizzati sono colori puri, ad eccezione del bianco e nero, mai utilizzati in quanto non rappresentano un colore esistente in natura, ma bensì o pura luce o totale assenza di essa. I colori vengono accostati e non miscelati, così da avere un’immagine come in un continuo divenire.

Nonostante la sua breve durata, l’impressionismo fu un movimento rivoluzionario, e possiamo indicarne l’inizio nel 15 Aprile 1874, quando alcuni artisti, le cui opere erano state rifiutate dalle maggiori esposizioni, organizzarono una mostra nello studio del fotografo Felix Nador, al 35 di Boulevard desCapucines. La mostra fu un completo fallimento, ed ogni critico la descrisse come un totale disastro. Fu in questa occasione che Louis Leroy, noto critico, definì Impressione, sole nascente di Monet una carta da parati mal rifinita, e diede al movimento il dispregiativo appellativo di Impressionisti.

impressione sole nescente - foto dal web - www.lesfemmesmagazine.it

IMPRESSIONE SOLE NASCENTE – CLAUDE MONET

La piccola tela realizzata nel 1872, oggi al MuseèMarmatton Monet di Parigi, inizialmente non aveva titolo, solo al momento dell’esposizione si decise di intitolarlaImpressione. Nessun disegno preparatorio, ma pennellate piccole e veloci, sulla sinistra alcune navi che si specchiano sull’acqua, a destra le gru del porto, due barche a remi appaiono come ombre, e poi l’aurora, quel sole che attraversa la nebbia e si riflette sulle acque del porto di Le Havre. Non viene più descritta la realtà, ma l’impressione di un attimo ben preciso e diverso dal precedente e dal suo successivo.

il bar delle folies bergere - foto dal web - www.lesfemmesmagazine.it

IL BAR DELLE FOLIES BERGÈRE – EDUARD MANET

La tela realizzata tra il 1881 e il 1882 è l’ultima realizzata da Manet. In essa sono presenti tutti i principali elementi della sua pittura: le immagini del quotidiano, le nature morte, i colori piatti e l’assenza di chiaroscuro, e la sapiente restituzione della luce. É il grande specchio alle spalle della disincantata cameriera il vero protagonista, attraverso di esso Manet ci mostra il salone del locale parigino. Il dipinto acquista una grande profondità, i rapidi tocchi di colore, se esaminati si frantumano in un accostamento senza senso, ma alla giusta distanza riescono perfettamente a restituire l’atmosfera dell’affollato sala del bar.

cattedrale di ruen - foto dal web - www.lesfemmesmagazine.it

CATTEDRALE DI RUEN – CLAUDE MONET

Negli anni 90 dell’800 Monet si cimenta con la serie della Cattedrale di Ruen, realizza circa trenta tele, raffiguranti tutte lo stesso soggetto, e con il medesimo punto di vista, a cambiare è solo la luce. La facciata della cattedrale di Ruen viene dipinta dalla finestra di una stanza vicina, e i risultati sono straordinari. Lo stesso Monet dichiara: ‘’ogni giorno aggiungo e scopro qualcosa che non avevo ancora visto.’’

stagno delle ninfee - foto dal web - www.lesfemmesmagazine.it

LO STAGNO DELLE NINFEE – CLAUDE MONET

É l’acqua uno dei principali protagonisti nelle opere impressioniste, ed è l’acqua ad essere al centro delle centinaia di tele realizzate da Monet dal 1899 fino alla morte, e aventi come soggetto le ninfee del giardino di Giverny. In questo dipinto l’artista raffigura il ponte giapponese presente all’interno del suo giardino, immerso in un’atmosfera fiabesca, caratterizzata da una luce verdastra, che si infrange tra i salici piangenti, e scintilla nell’acqua dalla quale affiorano le ninfee in fiore. Innumerevoli sono le versioni realizzate, tutte diverse, perché l’artista ogni volta indaga qualcosa di diverso, cambiando punto d’osservazioni a seconda della luce e del mutare delle stagioni.

29.100.112
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LA GRENOUILLERE – PIERRE AUGUSTE RENOIR – CLAUDE MONET

Nel 1869 Renoir e Monet si recano a Bougival, dove un isolotto divide in due rami la Senna, ed è su questo isolotto che è situato un ristorante all’aperto, conosciuto come Grenouillere. I due pittori collocano lì i propri cavalletti, ed ognuno realizza la propria Grenouillere, quella di Monet oggi conservata al Met di New York, e quello di Renoir oggi al Nationalmuseum di Stoccolma. Il punto di vista dei due dipinte è lo stesso, ma l’approccio alla scena è diverso, Monet si concentra sull’immagine d’insieme, mentre Renoir sulle figure umane, che appaiono più definite rispetto a quelle del collega, che sono rese con la stessa tecnica utilizzata per gli elementi vegetali. In entrambi i dipinti è l’acqua ad avere una resa straordinaria, Monet usa pochi colori, con pennellate orizzontali, che individuano ombre e luci, con decisi cambiamenti di colore. Renoir invece adotta pennellate più piccole, affinché la resa sia più vivace, il suo dipinto è senza dubbio più allegro e gioioso, mente quello di Monet più rigoroso.

- foto dal web - www.lesfemmesmagazine.it

LEZIONE DI DANZA – EDGAR DEGAS

Il primo di una serie di dipinti aventi come soggette delle ballerine, realizzato tra il 1873 e il 1875. La scena raffigura il momento in cui una ballerina prova dei passi di danza, sotto direzione del suo maestro, mentre altre ragazze, disposte a semicerchio, aspettano il loro turno. La composizione è molto particolare, quasi fotografica, tanto che alcune figure fuoriescono dall’inquadratura. La resa finale dichiara una forte attenzione di Degas per i dettagli, ogni gesto è studiato: la ragazza sul piano che si gratta la schiena, quella che si sventola con il ventaglio, la ballerina che si sistema l’orecchino e quella che parla con la compagna. Tutto questo è indice del grande studio verso i gesti delle figure, come lo stesso artista sostiene: deve sembrare che si stia spiando da una serratura. Tutta la scena è inserita all’interno di una morbida luce proveniente da destra, e vediamo come Degas non rifiuta il disegno prospettico, che costruisce con grande abilità posizionando il punto di fuga all’esterno della tela. Anche i colori, come la luce, risultano morbidi ed equilibrati, con l’inusuale uso del bianco e del nero; Degas riesce quindi a far coesistere il suo studio della pittura classica rinascimentale con una nuova realtà.

l'assenzio- foto dal web - www.lesfemmesmagazine.it

 

L’ASSENZIO – EDGAR DEGAS

Forse il più famoso dipinto di Degas, realizzato tra il 1875 e il 1876, è realizzato all’interno del Cafè Nouvelle-Athènes di PlacePigalle.  La composizione è consapevolmente squilibrata verso il lato destro, anche se l’immagine viene costruita in modo impeccabile, grazie al sapiente uso della prospettiva. Il punto di vista è quello di un possibile osservatore seduto ad un tavolino vicino. I due personaggi sono una prostituta e un clochard, con un bicchiere d’assezio lei, ed uno di vino lui. Entrambi hanno lo sguardo perso e assente, lontanissimi pur essendo seduti l’una accanto all’altro. L’atmosfera squallida e angusta è resa perfettamente dall’artista, che colloca dietro i due personaggi uno specchio appannato, che riflette le sagome in modo evanescente, completamente diverso da quello scintillante del Bar delle Folies Bergère

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