“Non me l’aspettavo”, lo spettacolo dedicato a Padre Puglisi, con Salvo Piparo incanta Brancaccio

Salvo Piparo 4 - Ph. Valeria C. Giuffrida - www.lesfemmesmagazine.it

PALERMO – Una full immersion nel mondo antico e affascinante dei “pupi” della famiglia Argento e del cunto appassionato di Salvo Piparo, alla cui voce si è affiancata quella, meravigliosa e straziante, di Egle Mazzamuto. Il tutto, come una veste preziosa, è stato adornato dalle note del pianoforte di Irene Maria Salerno.

Irene Maria Salerno
Irene Maria Salerno

Al centro di tutto lui,  padre Pino Puglisi, meglio conosciuto dai suoi bambini di Brancaccio come “3P”, presente sul palco non ahimè in carne ed ossa, per ovvie ragioni, ma in veste inusuale di burattino. Questa in sintesi, l’anima di “Non me l’aspettavo”, primo dei tre appuntamenti all’interno della rassegna culturale “Biondaccio, il Biondo a Brancaccio”, che vede appunto gemellati il Teatro Biondo e il quartiere periferico Brancaccio. Assente la direttrice del teatro Biondo, Pamela Villoresi, trattenuta a Roma perché intenta, come lei stessa ha fatto sapere tramite un messaggio che altri hanno letto per lei, a “raccogliere fondi per il prosieguo di manifestazioni come questa”.

Egle Mazzamuto
Egle Mazzamuto

Lo spettacolo, all’interno del centro polivalente sportivo di via S. Ciro 23, ha riscosso  l’apprezzamento del pubblico, che ha riempito in breve tutti i posti disponibili pur di assistere all’evento, che ha visto alternarsi, sul piccolo palco allestito per l’occasione, pupi e attori in carne ed ossa, che hanno fatto ridere, sorridere, riflettere e perfino commuovere gli astanti.

Lo spettacolo dei pupi, ovvero i classici burattini siciliani, ha visto alternarsi scene tipicamente antiche, con i paladini che lottano contro i saraceni, ad altre decisamente di stampo più moderno, in cui sono rappresentati uomini e donne siciliane presi da problemi quotidiani, passando poi per la rappresentazione di quella che è stata la vita a Brancaccio con don Pino e le persone che l’hanno circondato, fino purtroppo al tragico momento dell’assassinio per mano mafiosa.

Salvo Piparo 3 - Ph. Valeria C. Giuffrida - www.lesfemmesmagazine.it

Non sono mancati i momenti improvvisati, in cui Salvo Piparo, interagendo col pubblico, ha tenuto testa egregiamente perfino a dei fuochi d’artificio non previsti, riuscendo a superare il “trauma” momentaneo del risveglio dello spettatore, rispetto all’incanto della serata che l’aveva visto, fino a quel momento, pienamente immedesimato e assorto. Facendo infatti riferimento alla leggenda secondo la quale, i giochi pirotecnici indicherebbero la liberazione della prigione, Piparo ha scherzato sulla durata degli stessi: “Sono almeno vent’anni questi! E’ uscito da almeno vent’anni di galera!”

Salvo Piparo 2- Ph. Valeria C. Giuffrida - www.lesfemmesmagazine.it

Tra i presenti, oltre a Maurizio Artale, responsabile del Centro Padre nostro, anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che si è volentieri prestato agli artisti, reggendo, come altre persone tra il pubblico, un oggetto ad inizio spettacolo, cosa che è poi servita ad introdurre l’arrivo di Salvo Piparo.

Unica pecca dello spettacolo: ad un certo purtroppo, è finito.

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