Niccolò Fabi conclude il suo tour al Teatro Metropolitan di Catania

NICCOLò FABI - CATANIA 27-2-2017 - PH. VALERIA C. GIUFFRIDA (3)

NICCOLò FABI - CATANIA 27-2-2017 - PH. VALERIA C. GIUFFRIDA (6)CATANIARECENSIONE CLARISSA DIAMANTE

 Con grandissimo successo di pubblico e critica, il cantautore Niccolò Fabi, lunedì 27 febbraio ha concluso il suo Tour, iniziato a Maggio del 2016 , nel capoluogo etneo, al teatro Metropolitan.

A conclusione di una maturità artistica ormai ventennale, quest’anno ci ha regalato un progetto discografico bellissimo.”Una Somma Di Piccole cose ” che ha portato Live in Italia e in Europa, emozionando il suo pubblico, grazie ad uno spettacolo con al centro sempre la musica, ma l’uso Folk della chitarra e quell intimo uso della voce , ascoltandolo, arriva direttamente al cuore, come un balsamo, riuscendo a commuovere. Quando si parla di maturità artistica non si sa mai dove si può arrivare.

NICCOLò FABI - CATANIA 27-2-2017 - PH. VALERIA C. GIUFFRIDA (13)Fabi nel suo lavoro precedente “Ecco” aveva dato prova ,sia dal punto dei testi che musicale, una completezza che rasentava la massima espressione.”Una somma di piccole cose” è un album che va oltre, quasi perfetto. È un momento davvero creativo per l artista in cui entrano in gioco , temi molto cari, la vita privata e pubblica, ma con ispirazioni luminose….un libero scorrazzare con la fantasia sulle verdi praterie, nell’aria frizzante e ancora umida della primavera.Infatti è proprio in un casale lontano dalla città, che incide , questa sua ultima fatica, per ritrovare quel silenzio e riuscire a tornare vicino a quella natura, che entra in quasi tutte le tracce del disco.Il concerto inizia quasi in punta di piedi, con una intensità emotiva, da sfiorare i brividi, arrivando al culmine delle emozioni con “Una mano sugli occhi ” e “Mimosa” Difficile non commuoversi, quando dal pubblico al palco arriva quel “Ti vogliamo bene” con tanta enfasi.

NICCOLò FABI - CATANIA 27-2-2017 - PH. VALERIA C. GIUFFRIDA (2)Se poi ti giri e vedi che la signora seduta accanto te …è andata a consolare un altra più giovane , quasi in lacrime, seduta sui pochi scalini che portano sul palco, ti è facile pensare, che magari quelle canzoni , così raccolte, le abbiano ricordato un dolore che ancora brucia.Con una buona idea comincia , la seconda parte del concerto, accompagnato, dalla Band , composta da musicisti polistrumentisti dal talento eccezionale : Domir Nefat, Filippo Cornaglia e Matteo Giai.Sul palco Niccolò Fabi coinvolge anche il cantautore Alberto Bianco che canta ” Filo d’erba”.Come afferma lui stesso : la musica che sostiene altra musica è insieme, libertà e speranza. Il pubblico applaude ad ogni singola canzone , le note di ” L’ amore che cambia ” ” le chiavi di casa ” “Facciamo finta ” scorrono insieme a questo ragazzo ormai cresciuto da un po’ che tuffa continuamente le mani nei suoi mille e mille capelli. Il finale naturalmente spetta ai classici del vecchio repertorio : Vento d’estate, Oriente e Lasciarsi un giorno a Roma. Appagata da questo concerto , che sembra essere toccato dalla mano di Re Mida, una bella frase letta, che trovo appropriata…penso , che la musica è una delle più belle realtà dell’uomo, chi ha questo dono da Dio è veramente fortunato !!!

NICCOLò FABI - CATANIA 27-2-2017 - PH. VALERIA C. GIUFFRIDA (7)RECENSIONE VALERIA C. GIUFFRIDA

Niccolò Fabi e il suo “Una somma di piccole cose” hanno concluso il tour a Catania.

Un concerto accattivante organizzato dalla “Punto e a Capo” di Nuccio La Ferlita.

Cos’è un concerto di Niccolò Fabi?

E’ realmente una somma di piccole cose.

E’ una stanza dei giocattoli, quella di quando siamo piccoli ed ha tutti colori tenui, azzurrati, rosati, talune volte giallo paglierino. Di solito in fondo alla stanza in un angolo c’è sempre un contenitore colorato, una bella cassapanca, che raccoglie i nostri giochi, all’inizio sono piccoli, di colore tenue e morbidi.

Esattamente come le canzoni che hanno aperto il concerto di Fabi, le atmosfere sono soffici, quasi da nuvola e delicate, proprio come i giocattoli dei neonati o come le ninna nanne che ci cantavano le mamme per cullarci.

Al sesto brano la musica cambia, anche al nostro sesto anno di età si cambia, si inizia la scuola, si legge, si ascolta, si percepisce il mondo in modo diverso.

Le canzoni diventano più ritmate, quasi a tenere il tempo dei nostri primi impegni scolastici o delle attività che scegliamo di fare.

Il ritmo incalza.

NICCOLò FABI - CATANIA 27-2-2017 - PH. VALERIA C. GIUFFRIDA (12)I giocattoli cambiano, anche la nostra stanza non è più uguale, non è più ovattata come prima, magari abbiamo qualche macchinina che cammina e ci segna il passo, o una bambola parlante, i giochi cambiano esattamente come il ritmo del nostro quotidiano, come il ritmo delle canzoni di Fabi, che inizia ad alzare il tono.

Il ritmo diventa più forte più carico, complice anche la presenza di Alberto Bianco, che ci ha donato un suo brano, e la sua band, composta dai musicisti polistrumentisti Damir Nefat, Filippo Cornaglia e Matteo Giai, che regalano a Fabi un ritmo diverso molto più aggressivo.

E’ cambiata di nuovo la stanza. Alle pareti non ci sono più i giocattoli di peluche o le bambole, ci sono i poster dei nostri miti, i colori sono cambiati sono più aggressivi, i nostri giocattoli sono diventati da adulti, sono cresciuti, così come il ritmo delle canzoni di Niccolò è diventato forte, ritmato, energico, vigoroso, come gli anni dell’adolescenza.

NICCOLò FABI - CATANIA 27-2-2017 - PH. VALERIA C. GIUFFRIDA (11)Il ritmo cambia di nuovo è intimo, la nostra stanza ormai non esiste più i giocattoli sono chiusi nella cassapanca in cantina, siamo diventati adulti e le responsabilità hanno avuto il sopravvento sui giochi.

Siamo adulti stressati dal lavoro dal nostro correre a destra e sinistra, un po’ come il mondo che racconta Niccolò nel suo “Ha perso la città”, siamo adulti consapevoli, siamo padri, genitori, fautori di vita e di idee. Stiamo costruendo!

Siamo!!! Abbiamo smesso di giocare, ma se si guarda bene in fonda alla stanza c’è ancora una cassapanca, non è più ovattata è di pelle, o di legno, ma se la apri ci sono ancora i giochi, ci sono ancora i miti adolescenziali, ci sono i primi amori, le prime emozioni, c’è la nostra consapevolezza di adulti, c’è una somma di piccole cose.

SAMUELA SCHILIRò - CATANIA 27-2-2017 - PH. VALERIA C. GIUFFRIDA (3)Il concerto è stato aperto da una performance della bravissima Samuela Schillirò

 

 

 

http://www.valeriagiuffrida.com

2 Responses

  1. Bellissima descrizione di ogni brano, lo seguo da 20 anni, da sempre…..è stato un crescendo di emozioni, ma “costruire” mi ha lasciato un segno definitivo. Grazie anche per aver notato Samuela .

    1. Grazie Nica per le tue belle parole. …. Costruire lascia sempre il segno in qualsiasi occasione 🙂 ……Samuela non si può non notarla!!!

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