In maniera molto NATURALE: intervista a Davide De Marinis

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Vi è mai capitato di fare una intera intervista ridendo? A me si, è capitato intervistando Davide De Marinis. Ho rischiato la paresi, visto che ho sorriso  e riso per tutto il tempo, ma peraltro con Davide non può essere diversamente. Lui è così, un’esplosione di positività, che ti investe e per fortuna lo fa, a mio avviso dovrebbe essere venduto in farmacia, come antidepressivo. E in ogni caso, che importa se non ci si conosce, basta parlare con lui tre secondi e così, in modo molto “Naturale” si è già vecchi conoscenti.

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La tua esperienza a “Ora o mai più” non poteva andare meglio, hai trovato un coach che in realtà è un amico, ovvero Fausto Leali, tirando le somme?

E’ vero la mia è stata un’esperienza bellissima, non poteva andare meglio, anzi mi è dispiaciuto sia finita. Fausto è stato un amico, uno zio ritrovato, visto che come in molti sapranno, io e Fausto ci conoscevamo già, ma da anni ci eravamo persi di vista. Da bambino, frequentavo, casa sua perché mio padre era cugino di secondo grado della sua prima moglie. Giocavo con le sue figlie. Per me era uno zio. Poi si sono separati, sono cose che succedono nella vita e, ovviamente, ci siamo persi di vista. Sapevo che Fausto era tra i coach e speravo di poter condividere con lui questa esperienza, per fortuna è andata così, anche perché nessuno sapeva che ci conoscessimo già.

…Direi che era abbastanza palese che ci fosse della complicità, ma soprattutto la voglia di fare, ma divertendosi…

E’ vero, dopo le prove, ci piaceva fare un aperitivo insieme, c’era e c’è molta complicità.

“Naturale” è stata subito un tormentone ed ogni giorno che passa la si ascolta sempre di più, con quale spirito è nata questa canzone?

Sono contento che subito abbia avuto un riscontro, sia come canzone che come movimento. La canzone è nata in modo molto naturale per l’appunto. Un giorno ho rifiutato di seguire degli amici per una gita fuori porta, ho dato buca all’ultimo momento. Era il 29 dicembre e come inedito per “Ora o mai più” avevo portato un altro brano, sempre molto ritmato, ma più romantico. Ero a casa, mi facevo l’acqua e limone, il caffè, insomma era una giornata normale, ma ho iniziato a prendere degli appunti. Queste parole hanno iniziato ad avere un suono e le canticchiavo dicendo proprio “in maniera molto naturale”. Ho iniziato a incidere ed in 45 minuti avevo la canzone. Pensa se fossi partito non avrei mai scritto “Naturale”. A quel punto ho chiamato Andrea Fresu, il mio produttore e gli ho detto che volevo cambiare brano. Lui è sbiancato, almeno così mi ha raccontato. Certo mi metto nei suoi panni, la trasmissione stava per iniziare e io gli dico che ho un brano più forte del primo, penso che qualche piccolo problema gliel’ho creato.

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Ed è arrivato “Naturale”….

Non del tutto, perché Andrea ha detto che mancava qualcosa e mi ha suggerito di mettere dei versi, ne abbiamo provati tanti, alla fine siamo arrivati a quelli che sentite nella canzone, ci sono piaciuti e li abbiamo lasciati.

Partendo da “Naturale” che disco dobbiamo aspettarci?

Abbiamo deciso di fare uscire due EP, che conterranno 4 o 5 brani, di quelli che io ho fatto uscire in questi anni come ”Apro e Chiudo”, la sigla che ho scritto per Mara Venier e che in molti mi chiedono e altri inediti. Tutto questo avverrà tra ora e Natale.

Presumo che si parlerà anche di live?

Si assolutamente, si stanno delineando diverse serate, e quindi presto potremo parlare del “Naturale tour”.

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Tu sei una persona molto spontanea che arriva alle persone con estrema facilità, quanto ti ha aiutato?

Assolutamente si. Se parlassi col me adolescente mi darei del “pirla”, perché ero un ragazzo introverso, che non viveva. Ho sviluppato questa leggerezza nel tempo. Dopo il successo di “Troppo bella” e tutti i riscontri dei primi anni 2000, è arrivata la caduta dal podio, perché magari non scrivevo più canzoni che arrivavano, oppure la discografia stava cambiando, non importa è successo. In quel momento ho sviluppato una leggerezza diversa. La consapevolezza che poi la fama non è la cosa più importante. Come diceva Troisi, “l’importante è la salute”. Se stai male, puoi avere tutti i sogni di gloria che ti pare, ma dove vai?

Se stai bene, puoi lottare e avere voglia di andare avanti, nel mio caso scrivendo canzoni.

Il successo e il riscontro sono cose belle, per carità nessuno lo nega, ma l’importante è che noi stiamo bene. Queste sono le cose importanti, insieme alla famiglia, gli affetti, se credi in qualcosa che sia Dio, Maometto o quello che vuoi. Se hai delle basi forti alle spalle puoi fare tutto e puntare andare avanti. Per me è molto più importante che quando incontro le persone mi dicano che sono simpatico. Ecco il rapporto con le persone è importante, tutto il resto viene dopo.

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