La Porta Rossa: Gabriella Pession ci racconta la sua Anna!

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gabriella pession (5)E’ fuor di ogni dubbio, la fiction del momento, “La porta rossa” interpretata da Gabriella Pession e Lino Guanciale, lancia una coppia inedita e ben assortita nel mondo dello sceneggiato televisivo, ma soprattutto mette in scena, un prodotto diverso e molto ben fatto.

Asciutto e lontano dal classico melò, “La porta rossa” ti conduce per mano attraverso un viaggio interiore, complice il cast eccezionale e anche una fotografia molto particolare.

La scelta registica di Carmine Elia, di sfumare i contorni, quando Anna ricorda i momenti col marito, è assolutamente geniale. Spinge lo spettatore a soffermarsi solo sugli attori e sul loro momento dimenticando, per l’appunto, i contorni, ma mettendo a fuoco solo ciò che è interessante: loro.

In molti, viste le dinamiche della fiction, l’hanno paragonata al film d’amore per eccellenza “Ghost” ed effettivamente ci sono delle similitudini, che però, non rendono “La porta rossa” una versione rivisitata e corretta del film.

Dopo “Romanzo Criminale” e “Gomorra”, esportiamo questa fiction, che finalmente, non parla di criminalità organizzata.

Abbiamo incontrato Gabriella Pession, protagonista della fiction.

gabriella pession (4)Cosa ti ha affascinato di questo progetto e quali sono i motivi principali che ti hanno spinto a prenderne parte?

In modo assolutamente istintivo. Quando leggo un copione mi deve evocare qualcosa. Può essere anche un ruolo bellissimo, ma se dentro non mi lascia nulla allora non lo interpreto.

Ho letto il copione tutto d’un fiato e non sono riuscita a smettere sino a quando non l’ho ultimato.

Questa storia è avvincente, piena di colpi di scena inaspettati e allo stesso tempo raccontata in modo innovativo.

Ciò che mi ha maggiormente colpito è stata la possibilità di portare sul piccolo schermo il dramma di una donna vera, che rimane vedova in giovane età.

Vive lo smarrimento, l’abbandono, la perdita, la paura, la solitudine, così come la voglia di morire, ma anche di rinascere.

Il personaggio di Anna è così ricco di sfumature psicologiche e umane, che difficilmente avrei potuto non innamorarmene.

Il successo della serie è stato immediato, nonostante non vada in onda sulla rete ammiraglia, ma su Rai Due…

E’ vero, Rai Due non faceva questo tipo di ascolti da diverso tempo, nulla togliendo al successo di Giallini con “Rocco Schiavone”. La serie è stata acquistata da Studio Canal distributore mondiale ed è un orgoglio pensare che la serie andrà oltre l’Italia ed avrà un mercato internazionale. Era accaduto solo con “Gomorra – La serie” e “Romanzo criminale – La serie”, ma finalmente esportiamo un prodotto che non parla di criminalità organizzata.

La fiction è stata girata a Trieste, ma potevamo essere ovunque, a Praga, come a Parigi.

gabriella pession (2)Il fattore sovrannaturale è stato, in qualche modo, motivo di riflessione prima di accettare il ruolo?

Mi ha spinto ad accettare il ruolo. La morte azzera tutto, rimane il silienzio e ti ritrovi a fare i conti con la solitudine. Anna è una donna sola e disperata, infatti non ho voluto trucco, proprio per rendere al meglio il suo stato d’animo. Attraverso questo percorso lei riesce a capire meglio l’amore per suo marito….

… qual è stata la difficoltà maggiore?

…dare la giusta interpretazione e lo si poteva fare solo entrando in quel dolore per poi buttarlo fuori quasi fosse un esorcismo. Non è stato un percorso facile, ma andava fatto.

Hai definito Lino Guanciale il nuovo Mastroianni, perché proprio Mastroianni?

Assolutamente per l’ironia, Lino non si prende mai sul serio è un simpaticone, esattamente come Marcello.

Siamo attori, ma non siamo divinità. Prendersi troppo sul serio non va bene.

Faccio l’attrice, esattamente come se facessi l’avvocato o altro, non sto salvando il mondo, è un lavoro che faccio con serietà, ma anche col dovuto distacco.

gabriella pession (3)I tuoi prossimi progetti?

Teatro, ho acquistato i diritti di  uno spettacolo “After Miss Julie”.

L’autore è Patrick Marber, candidato all’Oscar per la sceneggiatura di “Diario di uno scandalo” e noto anche per essere stato lo screenwriter di “Closer”, tratto da una sua stessa opera teatrale.

Mi sono innamorata di questo testo, quando l’ho visto l’anno scorso a Londra portato in scena da mio marito (l’attore irlandese Richard Flood, ndr). Ho portato i diritti a Andrée Shammah che è l’ anima del Teatro Franco Parenti di Milano, e lo produrrà con la regia di Giampiero Solari.

9 Responses

  1. bella intervista, bella anche la fiction, bellissima gabriella

  2. Bellissimo articolo,Valeria! Mi hai fatto venire voglia di seguire questo accattivante sceneggiato , vado subito a recuperare le puntate precedenti. D’altronde Lucarelli è una garanzia! Grazie

  3. Gabriella Pession è un’attrice affascinante. Lo dimostra anche in questa intervista

  4. attrice di grande delicatezza, intervista di grande interesse

  5. L’intervista è bella e interessante, come al solito, ma, confesso , non ho seguito la fiction!! 🙁

  6. Anche se non guardo la fiction (ma ultimamente proprio poco la tv in generale) ammetto che la tua intervista mi ha incuriosita.. Sempre belle e interessanti le tue interviste e si leggono con piacere..

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