Intervista a Natalia Moskal che ci presenta il suo lavoro “THERE IS A STAR”

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E’ l’Italia della dolce vita quella raccontata da Natalia Moskal nel suo lavoro “THERE IS A STAR”.

L’amore per il vintage, per i suoni degli anni 50 e 60, che Natalia ha fatto suoi in questo disco.

Natalia Moskal è una ventisettenne polacca trasferitasi a Milano, con l’amore per Carosone, Kramer, Trovajoli e tutto ciò che concerne l’Italia del dopoguerra. Compresa Sophia Loren che balla “Mambo italiano” in “Pane amore e….” e che Natalia ha lanciato come primo singolo dell’album.

In questo album troverete spazio anche per brani come “Tu vuo’ fa l’americano”, “S’agapo”, “Soldi, soldi, soldi”, e tanti altri.

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Come è nato il progetto che ha portato alla realizzazione di “There is a star” e la scelta è caduta su canzoni anni 50 e 60?

In parte è nato perché amo tutte le cose oldschool e vintage, questo si riferisce anche all’arte, al cinema e alla musica. Ho sempre avuto un posto speciale nel mio cuore per la musica e la moda degli anni ’50 e ’60. Volevo anche fare qualcosa in italiano, riguardante la cultura italiana perché vivo a Milano e mi piacerebbe lavorare qui, preferibilmente come musicista.

Il disco è stato registrato in Polonia durante il lockdown, pensi che in qualche modo abbia influito nel tuo modo di vivere ed interpretare i brani?

Penso che soprattutto mi abbia confortato perché gli strumenti sono stati registrati nello Studio Buffo, uno degli studi più leggendari in Polonia, ma la mia voce è stata registrata a casa del tecnico del suono. Così abbiamo potuto fare una pausa ogni volta che volevamo, abbiamo pranzato in terrazza e abbiamo bevuto MOLTO vino che, sorprendentemente, mi ha aiutato a rilassarmi e a cantare canzoni in 5 lingue straniere 🙂 Il vino era Valpolicella #NotSponsored 😀

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Tu sei polacca, ma nel disco canti in greco e in napoletano, oltre che in italiano, non ti sei creata problemi nell’affrontare lingue e dialetti?

Sì, certo, è stato molto difficile. Soprattutto, per molto tempo ero sicura che la canzone S’agapo fosse scritta in dialetto napoletano ma poi si è scoperto che in realtà è in greco! Ho dovuto imparare la canzone foneticamente perché non parlo greco ma ho trovato una traduzione in italiano quindi almeno sapevo di cosa stavo cantando. La mia pronuncia, ovviamente, è tutt’altro che perfetta ma ho lavorato su tutte le canzoni con la mia insegnante di canto Paola Candeo. Mi ha aiutato a cantare bene, ma mi ha anche insegnato a pronunciare meglio le parole.

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“Mambo italiano” è il tuo primo singolo, una canzone molto vivace e ballabile, che rapporto hai con la danza?

Adoro ballare. È il mio sogno un giorno avere un concerto dal vivo e avere ballerini e coreografie complete come fanno in America. Lavorerei instancabilmente durante le prove perché so che ballare mi dà un’incredibile quantità di gioia. Avevo anche un coreografo sul set di Mambo Italiano perché volevo ballare solo un po’. Abbiamo eseguito un breve ballo ispirato a una scena del film “La baia di Napoli”.

Il video è stato girato in Polonia con una regista polacca, ma se potessi scegliere un regista italiano chi ti piacerebbe?

Direi Attilio Cusani che ha realizzato alcuni video per Mahmood. Li amo. O anche Simone Peluso, Giacomo Triglia.

Quando il covid ci permetterà di tornare ai tour, pensi di portare in concerto il tuo lavoro e come speri di strutturare un eventuale live?

Chissà come sarà la realtà il prossimo anno o quando potremo fare di nuovo concerti? Temo che ci vorrà ancora del tempo. Purtroppo in questo momento questo settore è in grave crisi. Dico sempre però che i concerti sono la mia parte preferita del fare musica, essere in grado di cantare ed esibirsi di fronte ad altre persone. Mi piacerebbe poterlo fare in Italia e anche trovare il mio pubblico qui 🙂

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Le foto dell’articolo sono state fornite dall’Ufficio Stampa Parole e Dintorni

 

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