Intervista con Cristiano De Andrè, il 2 dicembre live a Catania

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Cristiano De Andrè è molto atteso a Catania. Manca dalla città etnea da qualche anno e in molti attendevamo questo ritorno.

Il cantautore sarà a Catania il 2 dicembre al Teatro Metropolitan. Un concerto organizzato dalla Puntoeacapo di Nuccio La Ferlita.

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Non sarà un concerto qualsiasi, perché sul palco Cristiano porterà “Storia di un impiegato” un concept album che definire solo un disco di Fabrizio De Andrè è riduttivo.

Le canzoni, collegate tra loro da un filo narrativo, raccontano la storia di un giovane impiegato, che dopo aver ascoltato un canto del Maggio francese,  decide di ribellarsi senza rinunciare al suo individualismo. Le canzoni raccontano la sua presa di posizione solitaria e il succedersi dei fatti, sino al carcere alla presa di coscienza del bisogno di una lotta comune.

Una scelta non indifferente visto il momento sociale e storico che stiamo vivendo.

Sicuramente un appuntamento da non perdere, perché perderlo sarà, sicuramente, motivo di rammarico, quindi, perché rischiare e lasciarsi sfuggire un’occasione così bella?

Cristiano De André - PH. Adolfo Ranise (5) www.lesfemmesmagazine.it

L’appuntamento, quindi, è il 2 dicembre al Teatro Metropolitan di Catania

Torni a Catania dopo diversi anni, con un’unica data per la Sicilia del tuo tour. Quali sono le tue aspettative per questa data tanto attesa dai tuoi fans, dopo i vari sold out in tutta Italia?

Mi auguro che vada bene come sono andate bene le altre date, per me tornare in Sicilia è sempre una bella emozione, anche perché è una terra che amo, che si è evoluta, fatta di gente, di ragazzi, di studenti in gamba. 

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“Storia di un impiegato” un disco ben preciso di tuo padre, un concept album con una linea politica e sociale ben precisa e non un tour generale come i precedenti di “De André canta De André”, come nasce questa scelta specifica che tanto successo sta riscuotendo?

È il più grande trattato di pace che mio padre ha fatto. Per me a 50 anni dal ’68 è importante riprendere un album del genere, in un momento in cui la nostra società ha di nuovo voglia di un cambiamento, il sogno di chi crede nella pace e nell’amore e chi crede in un mondo senza dolore è rimasto. Ho voluto riportarlo nei teatro cambiando gli arrangiamenti anche per dare una visione più ampia all’opera, è un viaggio musicale e poetico totale. 

Dopo i vari album di “De André canta De André” quando potremo ascoltarti con un lavoro tutto tuo di inediti?

Dopo questo progetto, mi occuperò di un disco mio di inediti.

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