Intervista a Numa artista eclettica e versatile

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PALERMO – Un brano pop dance che racconta la “legge dell’attrazione” spronando ad affidarsi alla saggezza della vita che muove il flusso delle cose, piuttosto che opporre muri e resistenze portatrici solo di conflitti e sconfitte. Questa è l’essenza di “Secret key”, il nuovo brano di Numa Palmer: cantante e moglie di Phil Palmer, Numa è inoltre un’insegnante certificata in tecniche energetiche di “self empowerment”, coaching del metodo americano del pensiero positivo “Louise Hay” e psicologa che ha veicolato tutti i suoi studi, svolti nelle più avanguardistiche scuole americane, nel suo lavoro di cantante, autrice, produttrice e direttrice artistica. Siamo riusciti ad ottenere da lei questa lunga intervista per i lettori di Les Femmes Magazine. Buona lettura!

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Ascoltando il tuo nuovo singolo “The secret key”, si percepisce il desiderio di guarire il mondo, come recita un verso della canzone. Guarigione possibile grazie alla chiave segreta che non è altro che la legge dell’attrazione, come tu stessa suggerisci. Da dove nasce il tuo amore verso questo principio di vita?
25 anni fa ho conosciuto il buddismo e la mia vita è cambiata completamente perché ho letto, percepito, imparato, studiato e sperimentato che la vita non succede a noi ma per noi, che le cose non succedono a noi ma per noi e soprattutto nulla è contro di noi ma ci sono sempre degli insegnamenti dietro le esperienze, anche quelle più difficili e quelle più dure. Ci sono anche delle nostre resistenze, delle nostre paure, delle nostre diffidenze che rendono il percorso della nostra vita ancora più ostico. Quindi ho imparato, percependo e sperimentando nella mia vita che grazie all’ascolto del cuore e della voce interiore, la voce del proprio bambino interiore, la ricerca di mettere d’accordo il proprio cuore e la propria mente fa trovare una forza interiore e un’armonia e di conseguenza una fluidità veramente potenti. Questo opera la guarigione. Ed è per questo che mi sono innamorata, è un principio vero, autentico che sperimento ogni giorno nella mia vita. Lo faccio e lo sperimento anche attraverso la musica in quanto la musica ci provoca delle emozioni molto profonde, molto intense. Quando noi ad un pensiero, ad un obiettivo, un desiderio, un sogno, uniamo anche l’emozione, questo desiderio, o obiettivo o sogno si amplifica, diventando molto più potente. E’ come se noi mettessimo tutta la nostra energia, tutta la nostra vibrazione, tutta la nostra vita in direzione di quell’obiettivo, di quel sogno. Questo lo può fare benissimo anche la musica, lo strumento di guarigione più grande e potente in quanto la musica con le parole contiene un messaggio, un pensiero e con le note e la melodia questa provoca un’emozione. A questo punto al pensiero si unisce l’emozione e tutto questo crea delle vibrazioni che altro non sono che delle frequenze che sono all’interno della musica ed ecco fatto che la nostra vita può andare nelle direzione da noi sperata. E chiaramente se noi speriamo nella guarigione, che può essere sia fisica che mentale perché riguarda la soluzione di alcuni nostri problemi, di alcuni nostri drammi o dubbi o nodi interiori, ecco fatto che la musica diventa guarigione. Questo è il mio pensiero.

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Tua madre, come tu una volta hai dichiarato, è impegnata a sostegno di cause umanitarie. Anche il tuo brano “Promise land”, tradotto in “Noi siamo amore” mostra all’interno del video, sostegno verso chi è in difficoltà, in particolare spicca il logo dell’Unicef: segui dunque le orme materne?

Più che seguire le orme materne potrei dire che tutta la mia vita è stata ispirata dal carattere e dai valori di mia madre fin da quando ero piccolina. Ho avuto una mamma sempre empatica verso gli altri e verso i più deboli soprattutto. E sin da piccola mi ha insegnato a provare questa empatia e sentire la solidarietà per gli altri. Ma soprattutto devo dire la verità, era già innata dentro di me e siamo diventate amiche ed alleate in questo. Lei mi aiutava a comprendere questi sentimenti che provavo, riusciva a farmi scoprire che la tenerezza o a volte la preoccupazione e il desiderio che avevo sempre di aiutare gli altri erano innati, una forma di connessione che chiamiamo appunto empatia, sentire gli altri come sentiamo noi stessi. Da bambina lo provavo nei confronti degli altri bambini, dei compagni di scuola e nei confronti di tutti quegli essere viventi più deboli. Mi ricordo anche l’amore che ho sempre provato nei confronti degli animali, di tutte le specie vorrei sottolineare, ma che da bambina mi portava a salvare cani e gatti. Crescendo, sempre insieme a mia mamma, è nato il desiderio di aiutare i ragazzi adolescenti, quelli più grandi che avevano già problemi con la droga o con l’alcol e ci siamo sempre prodigate per avere un pensiero di comprensione, di appoggio e supporto anche in termini concreti. Ho sempre apprezzato di lei la sua generosità, il suo altruismo. E’ stata una donna anticonformista, e lo è tutt’oggi e questo mi ha ispirato molto e mi sento molto in linea con lei. Oggi ho trovato forse la mia strada per avere fede nei miei valori e poterne fare uno scopo nella mia vita. E qui ritorno al discorso della musica che per me non è solo un fatto astratto o strettamente legato al lavoro o legato alla creatività ma profondamente legato a dare un senso alla mia vita. E la mia vita non ha senso se non posso dare un senso a quella degli altri cioè dobbiamo darcela insieme, a sentirci uniti in un lavoro congiunto a dare un senso al nostro percorso su questa pianeta, al nostro passaggio in questa vita. Quando parliamo di creare un mondo migliore, di volere un mondo migliore non è una cosa utopica, assolutamente, perché il cambiamento parte da noi, dal singolo individuo. Diventa fondamentale capire che il mare è la goccia e la goccia è il mare e noi dobbiamo appellarci ai nostri valori più profondi e innati e iniziare una rivoluzione umana nella nostra quotidianità dove mettiamo al centro la sacralità della vita, il rispetto per noi e per gli altri e l’amore. Amore che parte da noi stessi per poi coinvolgere tutto il nostro pianeta e tutti gli esseri senzienti e insenzienti intorno a noi. Questa è la vera rivoluzione.

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Uno dei tuoi idoli italiani, correggimi se sbaglio, è Renato Zero: se ti venisse offerta l’occasione di duettare con lui, cosa risponderesti?

Parlando di Renato, andiamo a toccare un pezzo del mio cuore. Ho un ricordo molto remoto di lui perchè la nostra amicizia è nata attraverso i miei genitori, era molto amico sia di mia mamma che di mio papà. erano tutti molto giovani, avranno avuto 20 – 21 anni, forse Renato 18, io non ero ancora nata. Mi ricordo che mia mamma venne a casa con un disco (se non sbaglio era “Zerofobia”) e disse “come sono felice che questo mio carissimo amico sta avendo un grande successo, ti voglio regalare questo disco così lo conoscerai anche tu”. Mamma era felicissima e fu un colpo di fumine, mi innamorai perdutamente di quel principe bellissimo, quel trucco meraviglioso e quella voce così profonda, con quei messaggi così forti e potenti per la mia crescita e quindi sono cresciuta con molto orgoglio come “sorcina”, come ammiratrice di questo grande amico dei miei genitori. Per me era proprio un principe azzurro, il principe delle favole. Crescendo, ho avuto la possibilità di conoscerlo durante una festa che fece al Piper quando io avevo 14 anni e poi abbiamo iniziato ad avere un rapporto personale. Renato fondò Fonopoli e io diventai una ragazza – Fonopoli e cantai in diverse manifestazioni per lui, ci siamo trovati tante volte per tante ragioni. Ho conosciuto il suo produttore a una cena organizzata da lui, che poi è diventato mio marito, Phil Palmer, quindi abbiamo avuto modo anche di collaborare per tanti anni, per tanti progetti. Cantai ad una delle serate di Fonopoli ed ero incinta di 8 mesi, Renato mi fu molto vicino ed è molto vicino anche a mia figlia, tanto è vero che lo chiama zio e mi ha sempre colpita la tenerezza e il sincero affetto che ha sempre avuto verso mia figlia, come fosse figlia sua. Lui ha in genere questa tenerezza per i bambini. Quello che posso dire è che Renato più di un idolo è un maestro di vita, un amico vero, una persona molto sincera, molto schietta, che qualsiasi cosa lui mi abbia detto, l’ha sempre detta per il mio bene e per la mia crescita. E’ una persona della quale mi fido e verso la quale ricambio un’amicizia molto leale. Ho spesso la fortuna di stargli accanto quando scrive, sono sempre in ascolto perchè ho tanto da imparare e spesso io percepisco saggezza, introspezione, integrità, onestà, crescita, lui è un uomo che si mette sempre in discussione, sempre pronto a fare un salto in avanti, è un grande maestro di vita per me. Sarei felicissima ed onorata di duettare con lui sul palco, ma, devo dire la verità, in questi 50 anni ho avuto spesso la possibilità di duettare spesso con lui nella vita e questo per me è stato un onore, un privilegio, un’immensa gioia che ho tutt’oggi. L’evoluzione delle nostre collaborazioni è culminata nella creazione del suo ultimo album “Zero il folle” che uscirà a settembre, un progetto al quale ho collaborato per due anni, nella creazione del team e nella ricerca dei brani: per questo dico che duetto con lui da sempre.

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Tornando alla legge dell’attrazione, come consiglieresti l’approccio a chi volesse eventualmente saperne di più?

Quando parlo di rivoluzione umana, intendo la nostra capacità intrinseca di poter operare un cambiamento sia personale che individuale, quindi di essere persone migliori, di rivoluzionare il nostro modo di vedere la vita in termini umanitari. La rivoluzione spesso può essere intesa come il fatto di farci guerre personali ed è esattamente l’opposto di quello che intendo dire. Nel Buddismo la rivoluzione umana è la rivoluzione del pensiero, essere in grado di portare dei profondi cambiamenti all’interno di noi stessi, quindi di rivoluzionare il nostro modo di vedere e sentire le cose, fare un “upgrade” delle nostre potenzialità.

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Hai davanti a te il genio della lampada: esprimi tre desideri

Il primo desiderio che potrei rivolgere al genio della lampada, quindi un genio che può fare tutto, è che ogni essere umano possa vedere, sentire e percepire il prossimo come pezzo imprescindibile di se stesso, con la stessa empatia, con lo stesso amore e con gli stessi occhi, e quindi che non sia più in grado di poter uccidere e di fare del male al prossimo perchè non lo farebbe a se stesso, e quindi la fine di ogni forma di violenza e di guerra su questo pianeta. Ho voluto dare questa spiegazione perché dire “la pace nel mondo”, mi risulta banale perchè credo che la pace nel mondo avvenga quando riesci ad amare gli altri come e quanto ami te stesso, se riesci a vedere gli altri come vedi te stesso: allora se il genio della lampada facesse vedere gli altri come vediamo noi stessi, facesse amare gli altri come amiamo noi, facesse sentire e capire gli altri come sentiamo e capiamo noi, ci sentiremmo finalmente imprescindibili gli uni dagli altri, allora sì che sarà impossibile farci del male e quindi, consequenzialmente, potremo dire che vogliamo la pace nel mondo.

Il secondo desiderio… Vorrei che nessuno su questo pianeta ci dia e mangi mai più carne animale e che tutti gli esseri viventi si abbraccino come nostri fratelli, a pari diritto e che cessasse completamente la violenza sugli animali. Ho già spiegato precedentemente la violenza sugli esseri umani e vorrei che smettesse pure quella sugli animali e di conseguenza sul nostro ambiente.
Per quello che riguarda me e la mia carriera, tra i tanti desideri, ho un desiderio di carattere strettamente artistico, che è quello di partecipare al Festival di Sanremo, festival che sogno sin da quando ero bambina.

I profili ufficiali dell’artista:

https://www.facebook.com/NUMAofficialpage/

https://www.youtube.com/user/numavideochannel

https://twitter.com/NumaPalmer

Sito web: www.numaofficial.com

Biografia
Emanuela Palmer, nome d’arte NUMA, è nata sotto il segno dei Gemelli a
Roma. Avendo scoperto la danza all’età di sei anni ha iniziato ad esibirsi
quasi subito e, fino ad oggi, insieme al teatro essa è ancora fra i suoi primi
amori. La passione per l’arte l’ha portata a studiare canto e danza in varie
scuole teatrali professionali, come la Merce Cunningham e gli Apple
Studios di New York.

Tornata a Roma, inizia il suo percorso formativo professionale nei
musical, a fianco di Tony Cucchiara con “Caino e Abele” e “La Baronessa
di Carini”, e nei remake di Hair e Jesus Christ Superstar.
Pur mantenendo un indirizzo musicale, si è anche dedicata
all’approfondimento degli studi di recitazione con Michael Margotta e
John Burt presso l’Actors Studio ed ha partecipato ad alcuni work shop
con Bernard Hiller.

Nel campo della musica ha ricevuto numerosi premi in festival prestigiosi
ed ha vinto l’European Live Festival a Roma con un brano di cui era anche
autrice, dal titolo “Lasciami Volare”.

Svariate le partecipazioni a spettacoli e trasmissioni televisive, anche
accanto a Renato Zero per Fonopoli, a Red Ronnie e, realizzando un sogno
personale, il duetto con Ron in “Vorrei incontrarti fra Cent’anni” durante
uno dei suoi concerti a Roma.
Nello stesso periodo ha registrato il singolo “Tu Per Me”, prodotto e
composto dal produttore inglese Geoff Westley (produttore e arrangiatore
dei più importanti artisti italiani come: Battisti, Baglioni, Renato Zero e
Eros Ramazzotti) di cui è coautrice.

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Nel 2006 Numa ha cominciato a lavorare nella produzione musicale e management insieme a Phil Palmer (musicista inglese e arrangiatore di fama mondiale) collaborando, in Italia, con artisti famosi come Renato Zero, Pino Daniele, Claudio Baglioni, Adriano Celentano, e, a livello
internazionale, con George Michael ed il produttore Trevor Horn.

Nel 2012 Numa e Phil hanno realizzato il loro sogno d’amore e si sono sposati nel cuore di Roma, in una cerimonia intima, circondati da parenti stretti ed amici.

Nel corso di una lunga carriera “live”, Numa si è esibita in numerosi eventi di prestigio sia a livello nazionale che internazionale.
Nel 2013 si è esibita al fianco del britannico Murray Head, una vera icona per il pubblico francese, all’ Olimpya di Parigi. Ha continuato ad esibirsi dal vivo al fianco di suo marito Phil Palmer, come nel concerto “Notte Dei Fori Imperiali”, promosso dal Sindaco di Roma, ed alla manifestazione di beneficenza al Teatro Bagaglino, nell’evento “A Teatro Con Il Cuore”,
insieme a molti artisti italiani.

Nel 2014 viene premiata al Sanremo Music Awards come migliore artista femminile.


Numa e Phil Palmer - ph.Cristina-Arrigoni - www.lesfemmesmagazine.it

PROMISED LAND con l’UNICEF

Numa è un artista poliedrica ed eclettica, impegnata in attività umanitarie e animaliste. Ha sempre creduto nella musica come grande veicolo di  messaggi di aggregazione e fratellanza, di forza creativa e d’incoraggiamento per tutti coloro che non vogliono arrendersi alle loro
sofferenze.  “La musica”, dice, “è portatrice di solidarietà perché, se lo si vuole e lo si sceglie, essa può essere creata per non avere barriere politiche e ideologiche. La musica è l’Esperanto del Mondo. La concepisco come mezzo di guarigione”.

Nel 2015, con il patrocinio di Unicef, Numa ha realizzato il progetto “PROMISED LAND”.

“La Terra promessa” è una canzone ed un progetto interamente dedicato al sostegno delle persone che fuggono dalla povertà e dalla guerra, per coloro che cercano di vivere in pace e praticare la propria religione senza paura; la dignità di esistere.
La canzone “Promised Land” è stata scritta da Phil Palmer con Paul Bliss ed interpretata da Numa, con la partecipazione di alcuni dei più grandi musicisti del mondo: Mickey Feat al basso, Elio Rivagli alla batteria, Phil Palmer alla chitarra, alle tastiere Paul Bliss e cori di Justin Heyward.
E’ stata realizzata anche una versione italiana, dal titolo “Noi Siamo Amore” il cui testo è stato scritto da Vincenzo Incenzo in collaborazione con Renato Zero, con l’obiettivo di abbracciare il più possibile nazioni e lingue diverse, Italia compresa.
Questo importante progetto internazionale di Numa e Phil Palmer “Promised Land” diventa un grande veicolo per la pace e l’amore, anche per il sostegno dell’Unicef, che ha concesso alcune immagini dei nuovi video sui rifugiati e le attività umanitarie svolte in loco.

Numa ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo impegno attraverso la musica: la recente nomina di “Ambasciatrice del Giubileo dell’educazione” ufficializzata dal dott. Domenico di Conza (in qualità di Portavoce Nazioni Unite Academic Impact e responsabile unico del
Giubileo dell’Educazione e dal Sottosegretario di stato alla Difesa On. Domenico Rossi) e il premio alla carriera “ Musica per la Pace”, che le è stato consegnato durante la recente manifestazione “Rome Fashion week” per il suo impegno costante nel veicolare la musica come strumento di pace nel mondo.

E’ stata anche nominata testimonial Unicef e testimonial ufficiale della Federazione internazionale sportiva WVBF che, oltre a promuovere lo sport nel mondo (soprattutto nelle aree più disagiate), si impegna a sostenere case famiglia per bambini orfani e meno fortunati, e persone diversamente abili.

Numa fra le sue numerose attività ed interessi è insegnate internazionale certificata “HEAL YOUR LIFE” ( Guarisci La Tua Vita ) del metodo Louise Hay.
Una scuola che ci aiuta ad imparare ad accedere e a sviluppare la propria Saggezza Interiore, a connettersi cioè con il proprio Io Superiore, alla parte più spirituale ed intuitiva di noi stessi.

Numa, oltre ai brani del progetto di Promised Land, ha quattro singoli di successo alle spalle: “Più di un compromesso”, interpretata in una cover country rock, sia in inglese che in italiano. Il testo, di cui è autrice, è ripreso dalla versione originale “If love is out of the Question” scritta da Phil Palmer e cantata nel ‘90 da Celine Dion.
“Amore del passato”, nata dal talento di una sua grande amica d’infanzia, Gianna Simonte, e prodotto da Phil Palmer con Gaspare Federico. Special guest del videoclip è Kaspar Kapparoni, la regia affidata a Giuseppe Racioppi: una fiaba romantica girata nello splendido Silvano Toti Globe Theater di Roma (direttore artistico del teatro, Gigi Proietti).

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“Mi Mancherai”, testo scritto in collaborazione con Gianna Nannini,
prodotta da Phil Palmer e Mauro Paoluzzi e, l’ultima arrivata,
“VIVO”,  (pubblicata anche in versione spagnola): brano arrangiato da Phil Palmer,
un inno alla vita e all’amore in tutte le sue forme, composto da Matteo
Saggese, già autore di grandi brani, come l’indimenticabile “Diamante”
cantata da Zucchero.

Attualmente impegnata in tour promozionali per la sua musica e in veste istituzionale di ambasciatrice per supportare cause umanitarie e animaliste, Numa sta lavorando ad una nuova collezione di brani, in italiano ed inglese, prodotta da Phil Palmer.

Tuttavia, il suo sogno è scrivere un libro autobiografico, raccontando l’emozionante esperienza di rivoluzione interiore e spirituale realizzata attraverso i suoi viaggi nel mondo, gli incontri umani, musicali e la sua fede Buddista.

E alla domanda se abbia un desiderio nel cassetto per la sua carriera, risponde: “Sono una cittadina nel mondo ma nasco italiana e amo l’Italia con tutto il cuore. Vorrei cantare a San Remo al Festival della Canzone Italiana per tutti i miei connazionali del nostro paese e nel mondo”.

I videoclip di Numa:
IF LOVE IS OUT OF THE QUESTION: http://goo.gl/kn4joC
PIU’ DI UN COMPROMESSO: http://goo.gl/USgcEL
AMORE DEL PASSATO: http://goo.gl/fOyQxU
MI MANCHERAI: http://goo.gl/qQGXCc
PROMISED LAND: http://goo.gl/ezJmG0
NOI SIAMO AMORE: http://goo.gl/qwZcv9
VIVO: http://goo.gl/jhW90I

I profili ufficiali dell’artista:
Sito web: www.numaofficial.com
Facebook.com/numaofficialpage
Youtube.com/numavideochannel
Twitter.com/emanuelapalmer

 

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