Grillo vs Grillo: l’ironico racconto del comico genovese

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grillo-770x495Catania
– Teatro gremito, ieri sera, per “Grillo vs Grillo”. Organizzato dalla Musica e Suoni di Nuccio La Ferlita, lo “spettacolo” di Grillo ha segnato un buon successo di pubblico, che ha interagito col comico, giunto, come fa spesso, dal corridoio del Teatro, piuttosto che dal proscenio. L’insolito allestimento fatto di un letto, una scrivania, una sedia e una chitarra, poco è servito al comico genovese.

In realtà ha passato tutta la serata a raccontare se stesso, in modo assolutamente ironico, caratteristica predominante di Grillo, stando tra il pubblico. Il palco lo ha occupato pochissimo.

Grillo può piacere o no, si possono condividere le sue idee o meno, però almeno una volta lo si deve andare a vedere.
Purtroppo, lo sport usale della società odierna è giudicare il libro dalla copertina.
Ormai ci si sofferma all’effimero, all’ apparire e si guarda poco il contenuto, nel quotidiano e non.
Per cui per giudicare Grillo bisogna almeno ascoltarlo una volta, poi si può esprimere un giudizio che sia positivo o negativo.
Anche quando racconta la sua vita, passando per delle iperbole assolutamente esilaranti.
Sfido, però, chiunque una volta uscito da un suo, come possiamo definirlo “spettacolo”, non è, sicuramente la parola più consona, a non porsi delle domande.
A non chiedersi dove andremo a finire.

A non farsi venire la voglia di muoversi e fare qualcosa. Ma qualcosa di reale e concreto. Con Grillo o senza Grillo.

Il problema fondamentale che sta alla base di tutto, è il non avere una coscienza sociale, il non comprendere che siamo arrivati al piatto finale: la frutta.
Che l’ Italia, il nostro bel paese, di bello non ha più niente, se non per l’appunto l’effimero.
Ora che si chiami Grillo quello sul palco o tal Sig. Marco Rossi, poco importa, è ora di svegliarsi.
E’ ora di comprendere che siamo veramente al limite, ma che non è il fine ultimo, si può cadere ancora più in basso.
E se ancora riusciamo a comprare il megacellulare a rate, perché fa molta scena nella società odierna, c’è da pensare a cosa mettere in tavola domani.
Problema principale dei ¾ delle famiglie italiane.
Purtroppo l’italiano è così, sino a quando avrà ancora da mettere qualcosa nel piatto, continuerà a non vedere e a non sentire, complici due delle tre scimmiette famose.
E allora facciamo finta di non vedere il problema banche. Ignoriamo il problema pensioni. Giriamoci dall’altra parte davanti agli innumerevoli suicidi per mancanza di lavoro. Sorridiamo e diamo una pacca sulla spalla a colui o colei, che perdendo il lavoro non sa come sostenere la famiglia, ma soprattutto continuiamo a credere a tutto quello che ci raccontano.
Continuiamo a mettere la testa nella sabbia e a fare finta di niente, continuiamo a non andare a votare, “tanto non cambia niente” ritornello che tanto ci piace.
Per cui che si chiami Grillo o Marco Rossi, bisogna svegliarsi ed aprire il cervello per capire la realtà delle cose.
E prima di dire: “Secondo me Grillo fa tutto questo per soldi” come mi è capitato di sentire, bisognerebbe chiedersi: “Ma perché Grillo quando andava in giro a fare i suoi spettacoli guadagnava di meno?” “No, forse di più”.

Lo spettacolo di ieri è stato decisamente meno politico di “Te la do io l’Europa” che l’ha preceduto. Ma, ovviamente, si sono toccate tematiche molto importanti, dal lavoro all’ ambiente, argomenti molto cari a Grillo da sempre.
Non è mancato il saluto doveroso a Casaleggio. Non è mancata la commozione di Grillo ancora tangibile.
Non sono mancate tante cose, neanche i disturbatori, purtroppo ormai all’ordine del giorno in qualsiasi spettacolo, che sia Grillo o che sia altro.
Una cosa manca sicuramente: l’ EDUCAZIONE!!!

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