“Giustizia per Soumaila Sacko”, la nuova opera della street artista Laika

Laika Murales - foto pag fb di Laika - www.lesfemmesmagazine.it (1)

La street artist Laika ha partecipato all’iniziativa artistica patrocinata dal Municipio VIII di Roma e l’associazione Cultrise per la realizzazione di un murales in memoria del bracciante attivista Soumaila Sacko assassinato due anni fa a San Calogero.

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Ecco cosa ha dichiarato l’artista dopo l’inaugurazione del murales, sui suoi canali social:

“Oggi è stato inaugurato il mio primo murale. Ho abbandonato per un po’ carta e colla per prendere in mano vernice e pennelli.
Il protagonista è Soumaila Sacko, giovane bracciante maliano, ucciso nel 2018 a colpi di fucile nella piana di Gioia Tauro.
La storia di Soumaila racconta la violenza, lo sfruttamento, il razzismo che subiscono migliaia di lavoratori agricoli nelle nostre campagne, ma anche la lotta contro le ingiustizie.

Grazie al municipio VIII e al presidente @amedeo_ciaccheri che hanno dato il patrocinio all’iniziativa.
Grazie a @cultrise che mi ha supportato e sopportato in questa nuova avventura.
Grazie agli abitanti del quartiere di San Paolo che si sono fermati a chiacchierare durante i giorni di lavorazione. 
Per chi volesse vederlo, il murale si trova sul mercato ostiense, in via Efeso.

A Soumaila
A tutti gli “invisibili”, con la speranza che non lo siano più.

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Sacko, come tanti altri braccianti, è stato vittima della condizione di sfruttamento in cui vessano i lavoratori agricoli delle nostre campagne. “Le condizioni di lavoro inumane alle quali sono sottoposti migliaia e migliaia di donne e uomini sono il frutto delle politiche dei giganti del cibo, che, nel nome del profitto, schiacciano contadini e braccianti, con la complicità della politica che non ha interesse a far uscire tutte queste persone dall’invisibilità”, ha proseguito l’artista.

L’opera di Laika, un murales che raffigura Soumaila Sacko con sullo sfondo la parola “Justice” è un grido di rivolta e denuncia, realizzato in via Efeso, nel quartiere San Paolo, sul muro del Mercato Ostiense.

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Questa location è altamente simbolica. Sacko tiene in mano un pomodoro da cui cola del sangue lungo il suo braccio. È il sangue dei braccianti che si spaccano la schiena per una paga da fame per permettere alla grande distribuzione di ricavare il maggior profitto dalle vendite a basso costo dei prodotti agricoli” ha concluso l’artista.

 

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