Giulia Malaspina a cuore aperto sul suo nuovo album “No more pain”

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PALERMO –  Pianista, cantante, compositrice e arrangiatrice: non si fa mancare niente Giulia Malaspina, che nonostante la giovane età, dimostra di aver ben chiaro in mente gli obiettivi da raggiungere. Originaria di Monza, dopo essersi diplomata con il massimo dei voti presso la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, diretta da Enrico Intra, Giulia si trasferisce a Boston per proseguire gli studi di pianoforte alla prestigiosa Berklee Collage Of Music, specializzandosi in Piano Performance. Da li poi, Giulia ottiene un successo dietro l’altro. L’ultimo risale al 2018, anno in cui Giulia è stata l’unica musicista italiana invitata all’Havana International Jazz Festival.

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“No More Pain” è il brano che dà il titolo all’album. La traccia comincia con un battito cardiaco. Possiamo dire che, in questo caso, hai lasciato “cantare il tuo cuore”?

Questo album è autobiografico e ha una lunga storia. Dopo aver effettuato le prime registrazioni non sono stata contenta del prodotto perché era troppo “prodotto” e rispecchiava poco la mia anima. Per questo ho deciso di ri-registrarlo e quindi posso dire di sì, ho lasciato cantare il mio cuore.

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All’interno dell’album sono presenti tracce in inglese e in italiano. Tu sei di Monza, ma da tempo ti sei trasferita all’estero. Se dovessi dire, di getto, a quale lingua ti senti più legata, cosa risponderesti?

Diciamo che risponderei all’inglese con forte accento italiano. Ho deciso di mischiare entrambe le lingue, anche se so che non è consigliato farlo, ma io sono italiana e per questo sono legata alla mia lingua. Mi sono però formata musicalmente negli Stati Uniti, dove ho anche iniziato a lavorare come musicista, quindi diciamo per adesso sono a metà tra le due lingue.

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Considerando le tue molteplici esperienze in ambito musicale, qual è stata quella che ti è rimasta nel cuore?

Quando ho ricevuto la chiamata per aver vinto il “Made In Jazz in New York” grazie alla votazione dei giudici Joe Lovano, Randy Brecker e Lanny White, sono stata invitata a suonare al Gala di consegna dei premi al “Tribeca Art Performing Center” di Manhattan. L’energia, la paura e la soddisfazione che ho provato in quel concerto la sento ancora nel mio cuore.

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Apri il cassetto dei sogni e tirane fuori uno: di che si tratta?

Suonare nei teatri e nei festival jazz la mia musica o i progetti a cui avrò lavorato. Questo mi piacerebbe molto riuscire a farlo sia in Italia che (meno) nel resto del mondo.

Cosa diresti ad un giovane che volesse approcciarsi al mondo della musica come te?

Studia e non ascoltare chi ti scoraggia. Vai per la tua strada che se sarai preparato e avrai il giusto atteggiamento sarai felice!

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