I giudizi del cavolo: ovvero quelli col dito puntato!

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Forse non sarà elegante intitolare così un articolo, ma ogni tanto bisogna essere poco carini se si vuole ottenere il giusto quadro.

La società odierna ci vuole perfetti, ma cos’è esattamente la perfezione?

Se fate caso, in realtà, qualsiasi cosa fate non va bene a nessuno.

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Neanche dichiarare di avere un cancro va bene (vedi insulti a Emma n.d r.), neanche morire di cancro (vedi Nadia Toffa n.d r.), o di altra malattia va bene, ma allora cosa va bene?

Non si sa.

Cosa ci ha reso così cattivi o poco obiettivi col prossimo?

Cosa non ci fa avere pietà per un bambino morto in un modo atroce, ma ci fa giustificare il gesto insensato di un/una padre/madre?

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Cosa ci arroga il diritto di giudicare tutto e tutti per quello che sono, non sono, cosa fanno, che lavoro fanno?

Non si sa.

Vero è che i 3/4 dei giudizi, se vai poi a scavare bene, arrivano da gente frustrata, che non ha una vita, ma vorrebbe essere una grande diva, sposata al cantante di turno.

Peccato che lui non sappia neanche della sua esistenza, perché se la sapesse, probabilmente la eviterebbe come la peste bubbonica.

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Cosa ci fa emettere giudizi in base al lavoro di una persona?

Una volta si diceva “qualsiasi lavoro è buono, l’importante è non andare a rubare!”, una volta.

Ora se te ne vai a rubare sei un figo pazzesco.

Quindi mi chiedo cosa ci ha rivoltato come un pedalino al quale cerchi il buco da rattoppare?

Chi siete voi per dire tu sei solo una commessa, una segretaria, uno spazzino, piuttosto che un panettiere?

Cosa fareste  se entrando in un negozio non trovaste la commessa che vi aiuta?

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Cosa fareste se entrando in un ufficio non trovaste una segretaria che vi accoglie e vi aiuta nei vostri dubbi, nei vostri problemi?

Quanto vi lamentate se trovate le strade  sporche, eppure giudicate lo spazzino in quanto tale, ma lui è quella persona a cui passate accanto senza neanche sfiorarlo perché sudicio, sudicio della vostra spazzatura, della cacca del vostro cane, della carta o del mozzicone di sigaretta che avete buttato per terra.

Ecco cosa siamo diventati, siamo diventati persone assurde sempre con l’indice puntato verso qualcuno, non importa il motivo, basta puntare, basta parlare di qualcun altro per non guardare la nostra misera vita.

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Fateci caso, chi vi giudica è sempre qualcuno che se andate a scavare bene, una vita non la possiede.

Magari viveva per un unico scopo, che ne so, uno sport, poi non può più farlo per un motivo qualsiasi e finisce di essere una persona.

Eppure potrebbe reinventarsi in altri cento modi, ma non lo fa, sapete perché?

Perché quello in cui eccelleva lo/la faceva sentire una star, ma poi una volta finito, le luci della ribalta si spengono e si torna alla solita magra vita di tutti i giorni.

Allora ci si siede davanti ad un computer e si diventa dei leoni da tastiera, quelli che sparano giudizi sulle persone senza conoscerle, ma quelle persone hanno un vero reale difetto.

Uno solo.

Hanno una vita.

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Ecco questo è il problema. Magari non è neanche una gran bella vita, ma loro ce l’hanno, i leoni da tastiera no.

Quindi cosa succede?

Bisogna rosicare, bersi litri di malox , ma non bisogna mai guardarsi allo specchio e chiedersi: “perché sono diventata/o così acida/o?”

No, il confronto con se stessi è bandito, lo specchio poi potrebbe dire  loro che sono vuoti, vuoti come cartoni del latte da accartocciare, vuoti come bottiglie di vetro pronti per la differenziata. Vuoti.

I loro giudizi del cavolo, pieni di rabbia, frustrazione, cattiveria, servono solo a loro, non vi sentite feriti dai loro deliri, perché questo sono: deliri.

Deliri di cattiveria di gente vuota.

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Vi attaccheranno per il vostro aspetto fisico, ma si guarderanno bene di toccare un punto sul quale potrete controbattere, per esempio, non vi diranno mai: “sei troppo alta” se loro sono basse o bassi, non vi attaccheranno mai sul vostro lavoro se loro un lavoro non ce l’hanno, pensateci.

Riflettete e non vi fate neanche scalfire dai giudizi di povera gente insulsa.

Chiunque essi siano, anche persone, in cui, magari avete riposto fiducia.

Alla fine il loro aggredirvi dimostra solo una cosa, avete lasciato un vuoto nella loro vita.

Diversamente non vi attaccherebbero, perché sarebbero solo felici di avervi eliminato, ovviamente in senso metaforico.

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Quando vi faranno i dispetti come i bambini arrabbiati, che battono i piedi davanti ad un vostro rimprovero, pensateci vi stanno dicendo solo una cosa “mi manchi”.

Potevano pensarci prima, quando c’eravate e non vi hanno apprezzato, perché se siete arrivati  ad una rottura un motivo ci sarà.

E ricordatevi che in ogni caso sarà sempre colpa vostra, perché loro non hanno mai colpe e sono lindi come panni stesi al sole, ma se guardate bene, vedrete un bel po’ di macchie.

Pensateci e fatevi una grassa risata.

Valete molto di più di quello che pensate.

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Immagini tratte dalla pagina fb

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