Francesco Renga: un pieno di energia!

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francesco renga - ph valeria c. giuffrida (3) CATANIA – Il “Tempo reale tour” arriva a Catania ed appena si apre il sipario, si intuisce subito che Francesco Renga, riserverà ai presenti qualcosa di diverso.

Sin dalle prime note di “Vivendo adesso” arriva una carica energica, che si evolverà durante tutto il concerto.

Il Teatro Metropolitan, che ospita lo spettacolo, organizzato dalla Musica e Suoni di Nuccio La Ferlita, è gremito in ogni ordine di posto, con un pubblico trasversale.
L’affetto per Francesco è palese già appena giunti in teatro.
In ogni posto a sedere le Renga’s Angels hanno posto un cuore di cartone, con scritto “Aiutaci a fare una sorpresa a Francesco, alza questo cuore durante Ci sarai” ed in effetti, durante l’esecuzione di uno dei brani più belli della carriera di Renga, il teatro si illumina delle luci di tutti i cellulari e tanti cuori di cartone fanno capolino.
Il sorriso di Francesco, che diciamolo non ha mai abbandonato il suo viso, diventa, s’è possibile, più intenso ed è palese la sua felicità nel vedere che la sua canzone ha una cornice così luminosa, “Grazie mi avete emozionato” sono le parole di ringraziamento di Renga alle sue fans.
Il concerto è un turbinio di energia, Francesco non si è mai fermato un attimo, calore, sorrisi e grandissima voglia di esserci.

 

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Dal palco giungo le note, assolutamente perfette, se si può definire così la musica, di ben ventisette brani, compreso il bis, suonati magistralmente dalla band e cantati in modo altrettanto magistrale, da un Renga che sembra non subire la stanchezza, visto che salta e interaggisce fisicamente col pubblico per tutto il concerto.
Una speciale mensione per la scenografia, che seppur essenziale, supporta il tutto con dei giochi di luce meravigliosi e con delle immagini suggestive che sottolineano i vari brani.
In uno spettacolo privo di pecche a livello musicale, l’unico neo è la costante presenza di tablet, telefonini e quantaltro perennemente davanti alla faccia di chi ha pagato un biglietto ed è venuto al concerto per vederselo e non per registrarlo e poi vederlo a casa.
Questa “moda” assurda che ha preso il sopravvento è indice di una maleducazione costante che ci massacra dall’avvento di questi mezzi di diffusione di massa, quali sono divenuti i telefonini e tablet.
Non si capisce perché qualcuno paghi un biglietto per stare costantemente con un braccio alzato e registrare tutto il concerto.
francesco renga - ph valeria c. giuffrida (1)A tal proposito si aggiunge un’altra pecca. A chi lavora, fotografi, operatori, viene chiesto dopo il terzo brano di non fotografare o riprendere, la domanda è: “che senso ha chiedere di smettere a chi lavora, quando dopo cinque minuti dalla fine del concerto, quest’ultimo sarà tutto su youtube?”.
Questa “morbo”, perché non si può definire altrimenti, della ripresa costante ha ormai rovinato il piacere di godersi un concerto, visto che quando si chiede a chi ti sta davanti di abbassare il braccio, vieni pesantemente insultato e smaccato con “io ho pagato un biglietto”, ma se hai pagato un biglietto perché non te lo vedi questo concerto?
Tutto ciò esula, ovviamente, dalla performance di Francesco Renga, che definire impeccabile è veramente esiguo.
Di concerti di Francesco ne ho visti tanti, tutti molto belli, ma non l’ho mai visto così bello e non parlo di bellezza fisica, come in questo concerto.
Non so cosa sia cambiato in lui con questo disco, ma sembra vestire dei panni diversi, che lo hanno rigenerato e ricaricato di una nuova forza, che mi auguro lo accompagni ancora per tantissimo tempo.

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