Folfiri o Folfox: intervista a Rodrigo D’Erasmo degli Afterhours

afterhours-11

afterhours-9Chi ha letto con attenzione un mio articolo di circa un mese fa, sa che il mio percorso verso la musica degli Afterhours è tortuoso, insolito, ma decisamente illuminante.

Talune volte si devono percorre strade differenti, magari quelle del fato che poco aggradano Agnelli, ma che in questo caso, si possono accettare, per poi arrivare ad una meta, una che neanche avevi pensato di raggiungere.

Il fatalismo di cui parla Agnelli in “Folfiri o Folfox” è di ben altra natura, per cui ne condivido in pieno il pensiero.

Personalmente, però, credo molto al fato, al famoso destino, che ti mette nella situazione d’incontrare una persona, o di ascoltare un disco e lo fa per vie traverse ed insolite.

Magari le medesime che ti hanno fatto incontrare quella persona tante volte e non te l’hanno fatta conoscere realmente.

E, invece, un bel giorno mi ritrovo con l’ultimo bellissimo lavoro degli Afterhours ed inizio ad ascoltarlo, ho trovato il secondo disco del 2016 con 18 brani, dopo quello di Silvestri.

Mi verrebbe da gridare: Evviva!!! Ma mantengo un minimo di dignità.

“Folfiri o Folfox” è un disco intrigante e ti porta in un viaggio unico già dal primo brano “Grande”.

Non è un disco da primo ascolto. E’ un lavoro per palati raffinati, di quelli che al primo boccone hanno assaporato solo una parte di tutta la pietanza.

E la pietanza è ricca. Ricca di sfumature, suoni, parole, tante parole, bellissime parole.

Di questo disco, ho avuto il piacere di parlare con Rodrigo D’Erasmo, persona piacevolissima, con il quale, è stato di una semplicità disarmante chiacchierare.

Faccio questo lavoro da quasi 20 anni e non mi era mai capitato di rapportarmi con una persona che non conosco, con la semplicità con cui mi approccio con gli amici di sempre, quelli per intenderci che ti puoi anche presentare in pigiama e coi capelli arruffati, che tanto neanche ci fanno caso.

Con Rodrigo, per me, è stato così, spero che la sensazione sia stata reciproca e che si percepisca anche leggendo l’intervista.

afterhours

Inizierei col parlare del vostro ultimo lavoro, “Folfiri o Folfox”,  2 cd  e questo è già un bel anacronismo per  il mercato musicale odierno, aggiungiamo un suono sporco, delle voci belle potenti d’attacco, diciamo che per quello che ci viene proposto oggi è una gran bella provocazione?

Non era un intento ben preciso provocare, ma diciamo che è nel dna di questa band, nella storia degli Afterhours, per cui senza neanche programmare o calcolare di provocare, viene abbastanza spontaneo. La nostra era una esigenza ben precisa, avevamo necessità di fare un disco rabbioso, rock, soprattutto perché Manuel ha deciso di trattare delle tematiche ben precise. Non volevamo fosse un lavoro piagnone o di autocommiserazione, anzi, volevamo fosse un cd che parlasse di rinascita, per cui, in questo anche il sound aiuta. Anche le voci, come hai detto bene tu, sono voci di attacco, Manuel ha deciso di interpretarle si come un urlo di dolore, ma anche come un grandissimo richiamo alla vita e uno sprone alla reazione.

Il percorso palese del disco, ovvero che da un grande dolore, si arriva alla rinascita, tanto è vero che la conclusione è affidata a “Se io fossi il giudice”  (nuovo singolo n.d.r.), l’avete programmato oppure è arrivato tutto in corso d’opera?

No, non l’abbiamo programmato, semplicemente perché Manuel scrive i testi in coda al lavoro. Noi lavoriamo sulla parte musicale, sulle melodie, in questa fase Manuel canta in una sorta di finto inglese, che gli serve per la fonetica, ma solo alla fine arrivano i testi veri e propri. Per cui sapevamo, più o meno, di cosa avrebbe parlato il disco, ma le scelte in tema di concept per cui di apertura e chiusura del lavoro, sono arrivate in corso d’opera. La grande lucidità di Manuel ha cucito insieme tutto il percorso, insieme abbiamo costruito una scaletta che avesse un senso anche dal punto di vista narrativo. Infatti abbiamo deciso di aprire questo cerchio con “Grande”, una sorta di sogno, un’apertura onirica, che da il via a questo racconto tra padre e figlio, per chiudersi con questa chiamata alle armi di energia, perché tutto quello si è esorcizzato e sublimato nell’album deve poi confluire in un’energia positiva che ti permette di ripartire ed iniziare una nuova vita.

Voi che non avete scritto i testi, al momento di suonare e fare vostro, tutto questo dolore che arriva in modo tangibile dagli scritti di Manuel, come vi siete posti, sino al punto di acquisirlo e renderlo in suono?

Quando Manuel ci ha spiegato ciò di cui aveva esigenza di parlare, ci siamo ritrovati nella situazione di condividerlo tutti senza troppi problemi.

E’ diventato motivo di grande complicità e compattezza, soprattutto ha cementato la band che aveva un nuovo organico e che per la prima volta affrontava il lavoro di un disco. Alla fine l’esigenza di Manuel è stata condivisa dal gruppo. Siamo chi alla soglia dei 40 anni, chi li ha superati da poco, sino ad arrivare ai 50 di Manuel, quindi col dolore, con la perdita, con la malattia, abbiamo fatto i conti tutti, chi più e chi meno.  Questa condivisione ci ha portato a lavorare a quello che poi è diventato “Folfiri o Folfox”, sino a quel momento non avevamo il materiale per un doppio, ma quello che era già un ottimo momento creativo è diventata un’esplosione.


afterhours-1Voglio fare una domanda a Rodrigo violinista, pensi di aver sdoganato il violino come strumento classico?

Questa “responsabilità” me la posso prendere, in parte, in Italia, perché nel mondo ci sono dei grandi predecessori ben diversi tra loro, come Laurie Anderson. Il caso per me per eccellenza, perché lo considero un mentore è Warren Ellis,  il sodale di Nick Cave. Tra l’altro, in molti, hanno associato la mia tipologia di rapporto con Manuel, con quella di Ellis e Cave, cosa che ci lusinga moltissimo.

Chi mi ha preceduto negli Afterhours, Dario Ciffo, ha fatto un lavoro egregio, ma diverso, usava il violino quasi come un synth, lui è anche cantante e chitarrista, io sono proprio un violinista, per cui il percorso è differente.

Personalmente ho cercato di mantenere quell’approccio classico dal punto di vista sia esecutivo che del suono, violentando un po’quest’ultimo, ma mantenendone la matrice che poi è quello che ti fa distinguere un violino vero dentro un mix e non lo fa sembrare altro, come si faceva negli esperimenti anni ’80.

Io sono un maniaco di pedalini,  quando parto per un viaggio, metto nel budget qualche centinaio di euro o di dollari per farmi qualche regalo, soprattutto se trovo qualcosa di strano, è un territorio in continua evoluzione per cui molto affascinante.

Credo che questo modo di approcciarsi a questo strumento, abbia aperto uno scenario diverso ad alcuni ragazzi, sto ancora aspettando che arrivi qualcuno a tirarmi giù dalla poltrona. E’ bello avere stimoli in questo senso. Qualche collega che mi piace c’è, ma nessuno mi ha ancora spettinato.

afterhours-2A marzo partirete in tour, ci saranno cambiamenti rispetto al tour estivo? Ma soprattutto vi aspettate un pubblico diverso dopo l’esperienza di X Factor?

Bella domanda! Da parte nostra ci saranno sicuramente dei cambiamenti. Vogliamo fare un tour molto concept sull’album, per cui a differenza del tour estivo, dove suonavamo solo 10 brani di “Folfiri o Folfox”, per i concerti di marzo vogliamo avere tutta una prima parte dedicata a questo lavoro, dividendo il live sia dal punto di vista tematico che estetico.

La seconda parte poi la dedicheremo ai classici della band perché fa piacere a noi, ma anche alla gente.

Per quel che riguarda la seconda parte della tua domanda che poi è quella che mi piace di più, ti rispondo: Non lo so!

Ce lo siamo chiesto, senza però, neanche porci troppo la questione.

Siamo, ovviamente, curiosi, perché inevitabilmente la prima cosa che noti è che lo status di Manuel di personaggio pubblico è cambiato.

Banalmente è diventato più difficile andare a mangiare fuori o al bar.

Non che lui non fosse abituato, però il tutto avveniva in maniera ridotta e settoriale. Non so se questo equivale ad un numero maggiore di persone ai concerti. Quello che mi ha colpito è che un gran numero di ragazzi, attirati dal “personaggio” Manuel si avvicinano non solo perché sei il giudice di X Factor, ma perché sono andati ad ascoltarsi il disco ed hanno scoperto una musica che non conoscevano.

Già a Giugno quando abbiamo fatto il giro delle Feltrinelli, abbiamo notato un piccolo cambiamento in termini generazionali, vediamo se questo significa incremento ai live.

afterhours-6Personalmente li vedo come due binari paralleli, ma non tangenti. La cosa buona dal punto di vista di Manuel è poter fare il suo lavoro ad X Factor essendo totalmente se stesso, senza alcun tipo d’invasione e, dall’altra, avere il nostro percorso, come band, totalmente intatto.

Se poi la trasmissione porta qualcosa di nuovo alla band, la vedo come una cosa assolutamente positiva.

http://www.valeriagiuffrida.com/

http://www.afterhours.it/

Tutte le date del tour:

09.03 TREZZO SULL’ADDA (MI), LIVE MUSIC CLUB
12.03 RIMINI, Altromondo Studios
14.03 BOLOGNA, Estragon Club
17.03 CASTELFRANCO VENETO (TV), Arena Concerti Eurobaita al Lago
18.03 PARMA, CAMPUS INDUSTRY MUSIC
20.03 VENARIA REALE (TO), Teatro Della Concordia
22.03 ROMA, ATLANTICO LIVE!
23.03 NAPOLI, Casa della Musica
25.03 MODUGNO (BA), Demodè Club
28.03 MILANO, Alcatraz – Milano
30.03 FIRENZE, Obihall Teatro Di Firenze
31.03 NONANTOLA (MO), VOX club

La prevendita, come annunciato da Ticketone è aperta

 

Slide Fotografico Federica Morreale – Castello di Donna Fugata – Ragusa

 

17 Responses

  1. Eccoci qui davanti ad una bellissima intervista! Mettiamo che degli Afterhours non ne sapevamo niente, mettiamo che vivevamo su marte, mettiamo che ogni volta mi incanto a leggerti

  2. Egregia Valeria da quello che leggo lei ha scoperto per fato gli Afterhours io per fato ho trovato lei. Questa intervista è molto bella e dettagliata. Non credo da quello che leggo che lei abbandonerà la musica degli afterhours e non credo che io abbandonerò lei. Anna

  3. Bello sapere raccontare così e bello sapersi raccontare così

  4. molto interessante! soprattutto perche’ conoscevo pochissimo di loro! Solo ultimamente ho scoperto Manuel, ma come giudice di x Factor!

    1. Anche se è un genere “vicino” a quello che ascolto, non conosco i pezzi della band, li ho solo sentiti nominare.. Grazie per avermeli fatti scoprire con la tua intervista, che come sempre è ricca di dettagli e così bella che mi dà la sensazione di essere lì con voi..

  5. bello leggere un’intervista fatta di contenuti e non di aria.

  6. Grazie a tutti, a chi mi conosce e ha palesemente dell’affetto per me, quindi Grazie x 2!!! Grazie a chi non conosco e ha deciso di lasciare un commento per me molto importante. Thanks a tutti!!!!!

  7. Ecco cosa si intende per ” BELLA INTERVISTA”!
    Come sempre mi arricrio a leggerti!

    1. Wow!!! Finirò con montarmi la testa………..per non siculi (mi arricrio…… ecco ora come si traduce….mi sono divertita molto, ma non rende a fondo l’idea)

  8. Hai regalato a chi ti legge la sensazione di affacciarsi su un oceano immenso che è l’animo di quest’uomo. Sto imparando a conoscere meglio il lavoro degli Afterhours grazie a te…lo sai…e dopo questo tuo articolo la mia curiosità e la voglia di conoscerli bene è aumentata e si trasformata in ammirazione per il loro lavoro e per il tuo!😉 alla prossima Valeria…ti aspetto! 😉

    1. Un certo signore qualche anno fa cantava “Ho perso le parole
      Eppure ce le avevo qua un attimo fa” ………….idem!!! Comunque divulgare buona musica, arte in generale, è il motivo per cui faccio questo lavoro, se arrivo anche ad una sola persona per me è già un ottimo traguardo. Grazie. 🙂 …….. Arrivo ….Arrivo!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *