Ficarra e Picone portano “Le Rane” di Aristofane al teatro Biondo, in una veste rinnovata

ficarra e picone - LeRane_ONCphoto_les femmes magazine (6) - Copia

PALERMO – E’ una nuova edizione, questa de  Le rane di Aristofane, interpretata da Salvatore Ficarra e Valentino Picone, riadattata dal regista Giorgio Barberio Corsetti che ha ideato delle modifiche che rendessero l’opera rappresentabile anche all’interno di teatri coperti. Il riallestimento è prodotto dall’INDA – Istituto Nazionale del Dramma Antico, curato dal Teatro Biondo di Palermo insieme al Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale e Fattore K. Al fianco dei due protagonisti, recitano Valeria Almerighi, Gabriele Benedetti, Gabriele Portoghese, Giovanni Prosperi, Francesco Russo, Roberto Rustioni.

ficarra e picone - LeRane_ONCphoto_les femmes magazine (5)

 

Scene  di Massimo Troncanetti, costumi a cura di Francesco Esposito,  luci di Marco Giusti e riprese video di Igor Renzetti e Lorenzo Bruno. I SeiOttavi hanno composto le musiche, che eseguono in scena, mentre Marzia Gambardella dirige le marionette ideate da Einat Landais e costruite da Carlo Gilè.

Il dio Dioniso e il suo servo Santia, interpretati da Salvatore Ficarra e Valentino Picone, decidono di scendere nell’Ade (regno dei morti) in una sorta di peregrinazione dantesca ante litteram, per riportare sulla terra Euripide, il poeta che Dioniso considera di maggior valore perchè, tra i vivi, a sua detta, non ce n’è rimasto uno degno di reggerne il confronto. Una gara tra il poeta Eschilo ed Euripide però, segnerà la vittoria del primo a dispetto del secondo perché, mentre Eschilo, pur con la sua apparente pedanterìa, cercava di insegnare i valori giusti al popolo in ascolto, Euripide li deviava verso le leggerezze della vita, tra le quali il libertinaggio.

ficarra e picone - LeRane_ONCphoto_les femmes magazine (4) - Copia

Fin qui, la parte “tecnica”: ora, se il lettore permette, lasciamo parlare il cuore o meglio, la pancia. Chi scrive, sapeva già che quello cui stava per assistere, non fosse il solito spettacolo di Ficarra e Picone: si sapeva insomma, che sarebbe stato uno spettacolo di un certo livello, adatto specialmente a chi è “studiato” e conosce bene la trama. Il problema però, è che forse è adatto solo a quel pubblico lì.

ficarra e picone - LeRane_ONCphoto_les femmes magazine (2) - Copia

La sottoscritta infatti, pur possedendo una laurea in Filosofia, ha trovato molto faticoso seguire l’intreccio narrativo, specialmente in alcuni momenti dello spettacolo in cui faceva la sua comparsa una telecamera e uno schermo retrostante i protagonisti, sul quale essi venivano proiettati. Non parliamo poi dei continui riferimenti alle deiezioni umane, comunemente detta “merda”, (parola usata proprio nello spettacolo) nominata talmente spesso da farne avvertire quasi l’olezzo.

Dubito fortemente che Aristofane, pur col suo genio creativo, avrebbe permesso allo spettatore di “svegliarsi” continuamente dall’incanto della storia in modo tanto brusco, impedendo la continua e totale immersione ed immedesimazione da parte del proprio pubblico, che aveva, fino ad un momento prima, cercato faticosamente di prendervi parte con la mente.

ficarra e picone - LeRane_ONCphoto_les femmes magazine (3) - Copia

Perfino il pubblico presente, a rappresentazione ultimata, si è lasciato andare a considerazioni del tipo: “Quello rappresentato a Siracusa era un altro spettacolo, troppo bello. Questo di stasera, sembrava quasi uno diverso”. E se lo dicono loro che sono stati presenti, chi sono io per contraddirli, tanto più che non ho avuto l’occasione di assistere allo spettacolo di Siracusa?

Sicuramente tutto sarà stato ideato e studiato per rendere al meglio, non ci sono dubbi. Però forse, si poteva fare di più. Se è vero infatti, che il teatro deve trasmettere degli insegnamenti, oltre che del sano divertimento, è pur vero che ci si trovava pur sempre all’interno di un teatro cittadino, pieno di “over 50” i quali difficilmente sapranno raccontare lo spettacolo a chi non era presente.

Spettacolo riservato alla elite, non per tutti i palati.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *