Debutta stasera, 9 novembre, “Gli orologi del diavolo” la nuova fiction di Rai 1 con Giuseppe Fiorello

Giuseppe Fiorello @Anna Camerlingo - www.lesfemmesmagazine.it

RAI FICTION

presenta

 GIUSEPPE FIORELLO

gli orologi del diavolo - www.lesfemmesmagazine.it

in

regia di 

 

ALESSANDRO ANGELINI

con 

CLAUDIA PANDOLFI, ALVARO CERVANTES

NICOLE GRIMAUDO, FABRIZIO FERRACANE, 

CARLOS LIBRADO, ALICIA BORRACHERO, 

MARCO LEONARDI, ROBERTO NOBILE

IGNASI VIDAL, GEA DALL’ORTO

Una produzione PICOMEDIA 

In collaborazione con RAI FICTION

In associazione con MEDIASET ESPAÑA

 

Prodotta da ROBERTO SESSA 

 Serie tv in 4 serate 

In onda in prima visione su Rai 1 da lunedì 9 novembre e domani 10 novembre

Giuseppe Fiorello @Antonio Serrano - www.lesfemmesmagazine.it

Giuseppe Fiorello torna su Rai 1 con Gli orologi del diavolo, un action crime tratto dall’omonimo libro di Gianfranco Franciosi con Federico Ruffo, edito da Rizzoli. Per la prima volta Giuseppe Fiorello sarà il protagonista di una serie tv di quattro puntate.

Marco Merani è un motorista nautico bravissimo, ha un passato nelle gare off-shore e un presente da costruttore di barche alla foce del fiume Magra. Lo sanno tutti che è il migliore e lo sanno anche dei narcotrafficanti a cui farebbero comodo gommoni che corrono più delle motovedette dei carabinieri e della polizia. Marco mangia la foglia e chiede a Mario, suo amico poliziotto, come deve comportarsi. La polizia in verità sta seguendo questi narcotrafficanti da tempo senza grandi risultati così propone a Marco di collaborare con la giustizia per incastrare i boss di questo cartello spagnolo. “El mecanico”, suo malgrado, si ritrova a indossare i panni di infiltrato speciale costruendo e guidando barche dedite al traffico di droga, diventando un punto di riferimento per il giovanissimo Aurelio, geniale e astuto boss dell’organizzazione che si affeziona a Marco come a un fratello.

Á.Cervantes G.Fiorello - @Antonio Serrano - www.lesfemmesmagazine.it

Un legame pericoloso come l’abbraccio di un serpente. E così la vita di Merani si sdoppia: è costretto a dire bugie ai suoi affetti, ai suoi operai e a invischiarsi in una spirale di continui compromessi. Marco fa il possibile per spiare i narcotrafficanti e rivelare tutto alla polizia, ma quando durante un’operazione in mare fra Italia e Spagna qualcosa va storto, Marco viene arrestato dalle forze dell’ordine francesi e incarcerato. È certo che la polizia italiana chiarisca la sua posizione e attende fiducioso la liberazione, ma nessuno dall’Italia rivendica la sua copertura. Ora è sotto scacco, il meccanico sa che se parla o dichiara la sua vera identità è un uomo morto e gli rimane una sola scelta: affrontare con coraggio l’inferno delle galere francesi. Marco trascorre otto mesi in prigione, in condizioni durissime e quando torna in Italia la sua reputazione è distrutta, la sua  vita familiare è a pezzi e si sente tradito da chi non l’ha tutelato. Alla sua porta, però, torna a bussare Aurelio.

Ha ancora bisogno di lui, del suo fratello italiano, che ha tenuto la bocca chiusa dietro le sbarre e che merita un premio, un ultimo viaggio, un ultimo carico che sistemerà tutto e tutti per sempre. Ma anche la polizia gli chiede un ultimo aiuto, un ultimo sacrificio, poi riceverà tutto il sostegno per ricominciare a vivere. Cosa farà Marco? Il meccanico sa che per uscire da questa trappola potrà contare solo sulle sue forze.

https://www.raiplay.it/video/2020/10/Gli-orologi-del-diavolo-Backstage1-96cd3926-c1aa-4cad-9fa9-626042762588.html

 

foto di scena "Gli Orologi del Diavolo"
SINOSSI PRIMA SERATA

 

PRIMO EPISODIO

Marco Merani, mago dei motori marini, ha una moglie e una figlia che ama e un lavoro che adora. Quando uno dei suoi migliori clienti viene assassinato, scopre che i gommoni che preparava per lui erano utilizzati per trasportare droga. Di lì a qualche giorno, due uomini si presentano al suo cantiere chiedendogli di proseguire con quel lavoro. Spinto da Mario, un amico poliziotto, Marco accetta di aiutare la polizia a identificare i mandanti del traffico. L’inizio di un’odissea che lo porterà faccia a faccia con Aurelio, il capo dell’organizzazione che lo vorrà nel suo clan. Per ogni lavoro, riceverà in regalo denaro e un prezioso orologio. 

 

SECONDO EPISODIO

Marco, complice la fiducia che Aurelio gli dimostra, accetta l’invito del suo amico poliziotto e diventa il primo infiltrato civile della storia. Le mille menzogne e i tanti spostamenti cui  è costretto, creano una crescente tensione con sua moglie, suo padre e la sua famiglia. Per di più l’atteggiamento di Aurelio, che lo tratta quasi come un fratello, insospettisce il commissario Vexina, il poliziotto che coordina l’operazione. La situazione precipita quando Aurelio chiede a Marco di uccidere un informatore della polizia, suo conoscente.

Giuseppe Fiorello - @Anna Camerlingo - www.lesfemmesmagazine.it (1)

NOTE DI REGIA

Truman Capote scrive che quando Dio ci regala un talento, quel dono può trasformarsi anche nella nostra condanna. 

È il caso di Gianfranco Franciosi (Marco Merani nella nostra serie), meccanico dall’incredibile bravura, contemporaneamente al servizio del narcotraffico e dello Stato.  Si tratta del primo civile inserito a scopi investigativi in un contesto criminale. Una pagina del nostro Paese rigorosamente vera, che vede un eroe per caso incontrare la storia con la S maiuscola e cambiarla per sempre; il primo “infiltrato per interposta persona”.

Ricordo che all’ultima pagina della lettura del romanzo sono giunto con il cuore che batteva forte come dopo una corsa. Merito della bravura di Ruffo che lo ha tessuto come un gioco ad incastri e del coraggio di Gianfranco Franciosi, capace di sfidare mille volte il destino a “testa o croce”, per uscirne vincitore sempre e solo all’ultimo lancio.

Il primo atto, approcciandomi a questo lavoro, è stato quello di profondo rispetto verso la vita di Franciosi e delle persone a lui care. E frequenti sono stati i contatti con lui durante il lavoro di preparazione e riprese, per metterci al riparo da errori ma soprattutto da imprecisioni che lo avrebbero allontanato dalla “sua storia”.

Nel dirigere la serie, la difficoltà maggiore è stata quella di trovare uno stile che tenesse insieme in maniera armonica le differenti anime del progetto, dato che “gli orologi del diavolo” ha nel suo Dna almeno tre diversi generi: impegno civile, crime, sentimentale nel senso più vasto del termine, quello in cui gli affetti rappresentano il solo approdo sicuro in un’esistenza messa a soqquadro dagli eventi. 

È una serie che vive e respira attraverso lo sguardo del suo protagonista, costretto, per la sua stessa sopravvivenza, ad accaparrarsi con ogni mezzo la fiducia di chi ha di fronte, Stato, famiglia, narcos.

Il tema che sottende la serie è proprio quello della fiducia e procedendo sul doppio binario del credere non credere…fidarsi non fidarsi… ho scelto di adottare uno stile di regia semplice e diretto che, senza rinunciare a valorizzare luoghi e situazioni, ponesse in primo piano, il racconto dell’uomo comune costretto a vivere sul filo del rasoio. 

Giuseppe Fiorello ha vestito i panni di Marco Merani con incredibile umanità e il suo sconfinamento nel ruolo di infiltrato che a poco a poco disintegra le certezze della sua vita per svolgere il compito che gli è stato assegnato e dal quale non può più uscire, è reso con grande efficacia. Apparentemente è sempre sicuro di sé ma i suoi gesti, il suo dover mentire per salvarsi la vita -vero leit motiv degli episodi- non mascherano mai la fragilità dell’uomo. In questi due estremi che coesistono, risiede la grandezza dell’interpretazione di Giuseppe.

Pur muovendosi nell’ambito dei generi la serie ha una forte connotazione nei rapporti umani.  Inquinati anche questi dal dubbio (chi serve a chi?), racconta legami profondi e imprevedibili agli antipodi tra loro, come possono esserlo l’amicizia che lega il protagonista a Mario, un ispettore di polizia, e quella che in maniera sorprendente nasce con Aurelio, il capo dell’organizzazione criminale, che trova in lui il fratello mai avuto e che spiazza continuamente Marco al punto di confonderlo e dubitare se sia giusto o meno “tradire” la sola persona che si fida ciecamente di lui. 

Due sono anche le storie d’amore; una al crepuscolo, destinata a spegnersi sotto la tempesta della nuova vita di Marco, l’altra nascente ma molto lontana dai clichè del nuovo amore che regala una seconda opportunità al protagonista perché permeata da un vissuto che parla di passi sbagliati e scelte difficili. Storie rese vibranti dall’interpretazione di due attrici di talento estremamente generose come Nicole Grimaudo e Claudia Pandolfi, capaci di tratteggiare ritratti autentici di donne in lotta con i propri sentimenti.

foto di scena "Gli Orologi del Diavolo"

Credo che assieme alla storia, il cast sia il grande punto di forza della serie e che l’integrazione tra gli attori italiani e spagnoli sia stata la più bella sorpresa vissuta sul set.

Alvaro Cervantes è un cattivo molto poco convenzionale e camaleontico. Consapevole della sua giovane età, Alvaro non ha proposto un cattivo di seconda mano mutuato da altre opere più o meno riuscite, ma ne ha creato uno inedito, razionale e calcolatore ma imprevedibile.

Fabrizio Ferracane e Marco Leonardi sono due protagonisti di assoluto valore, bravi a rendere concreti i dilemmi morali dei propri personaggi.

Roberto Nobile porta sullo schermo tutta la forza di un padre che ama i propri figli, ma che segnato da una perdita prematura, non trova la forza di dirglielo, convinto che la verità non si nasconda nelle parole ma nei gesti.

Veri e propri personaggi della serie sono le ambientazioni. Il mare, su cui si svolge gran parte della nostra vicenda ma anche le marismas, le paludi dell’Andalucia, che -metafora della nostra storia- coi flussi delle maree nascondono e rivelano, evocando la doppiezza dei personaggi.

“Gli orologi del diavolo” ha il merito di espandere il racconto oltre i limiti geografici e qui il mio ringraziamento più sentito va a Rai Fiction, coproduzione spagnola e Picomedia, per aver creduto ad un progetto così complicato.

Ambientata in tre nazioni e due continenti ha mantenuto le lingue dei luoghi per non rinunciare all’immediatezza e al realismo.

Per certi versi mi sento di affermare che Gli orologi del diavolo, essendo una serie in larga parte ambientata in mare, proprio come questo, è senza limiti. Per la forza del racconto. Per le incursioni nei vari generi. Per quel girovagare senza fine che porta il suo protagonista dalla Liguria a Roma, dalla Spagna al Venezuela, fino alle dune di Punta Tarifa, il sito più estremo d’Europa, sospeso tra Mediterraneo e Africa e immortalato nell’inquadratura di apertura della serie; cioè dove ha inizio la nostra storia…e allora…buona visione!
PERSONAGGI

MARCO MERANI (Giuseppe Fiorello), meccanico e genio dei motori nautici, ama la sua vita e la sua famiglia. Il suo talento nel lavoro lo spingerà faccia a faccia con un giro di narcotrafficanti che lo porterà a diventare il primo infiltrato civile della storia italiana. Costretto al silenzio anche con sua moglie e sua figlia, travolto da accuse terribili e dall’onta di una carcerazione ingiusta e inevitabile, in nome del proprio senso di giustizia vivrà un’odissea che cambierà per sempre la sua esistenza.

 

foto di scena

AURELIO VIZCAINO (Alvaro Cervantes), spagnolo, rampollo di una nota famiglia di trafficanti di droga, ha ereditato il proprio impero da suo padre. Porta avanti i suoi affari con pugno di ferro e tenendo sempre un basso profilo. Intelligente e, a suo modo, sensibile quanto spietato, si affezionerà a Marco arrivando a considerarlo una sorta di fratello acquisito almeno fino al giorno in cui non scoprirà la verità.
foto di scena

ALESSIA (Claudia Pandolfi) è la donna che ruberà il cuore di Marco quando tutti, compresa sua moglie, gli volgeranno le spalle. Donna forte e sensibile e madre separata di tre figli, sarà accanto a Marco dandogli la forza di affrontare l’incubo di cui sarà vittima.

foto di scena "Gli Orologi del Diavolo"
JOY MERANI (Gea Dall’Orto) è la figlia adolescente di Marco. Molto affezionata a suo padre, vivrà in prima persona le conseguenze della sua scelta che la porterà a dover rinunciare a lui. A fare i conti con la paura che le accuse che vogliono suo padre narcotrafficante siano vere. Eppure, non smetterà mai di credere in lui. E di amarlo.

G.Fiorello e G.Dall'Orto - @Anna Camerlingo - www.lesfemmesmagazine.it

FLAVIA (Nicole Grimaudo) è la moglie di Marco. Donna pragmatica e dura, mal sopporta l’entusiasmo e la leggerezza di suo marito. Dinnanzi ai tanti silenzi e alle mille accuse di cui sarà vittima Marco, perderà fiducia in lui tanto da lasciarlo.

foto di scena "Gli Orologi del Diavolo"

JACOPO MERANI (Marco Leonardi), fratello minore di Marco ed ex tuffatore, ha dovuto rinunciare alla sua carriera e a una vita normale in seguito a un incidente. Prova per il fratello un amore forte almeno quanto la rabbia che cova dentro..

foto di scena

ANTONIO MERANI (Roberto Nobile) è il padre di Marco e Jacopo, un uomo ruvido e silenzioso. È stato lui a crescerli dopo la morte della loro madre.. Il suo rapporto già labile con il figlio verrà distrutto dalle accuse che piomberanno addosso a Marco. 

DIMITRI (Gjergji Lala), operaio nel cantiere di Marco e originario dell’est Europa, è legato al meccanico da un rapporto di profonda fiducia e riconoscenza. Nonostante i dubbi iniziali, le accuse che travolgono Marco e che lo vorrebbero narcotrafficante, non gli volterà mai le spalle.

MARIO (Fabrizio Ferracane), agente dello SCO e conoscente di Marco, sarà l’agente di collegamento tra lui e la polizia. Diviso tra il senso del dovere e la propria morale, pur di incastrare Aurelio accetterà di “usare” Marco ma, al contempo, tenterà in tutti i modi di proteggerlo. 

foto di scena "Gli Orologi del Diavolo"

VEXINA (Federico Pacifici) è lo spietato e opportunista Vice Questore Aggiunto che, pur di arrestare Aurelio, forzerà le procedure e getterà Marco nella morsa del carcere. 

CATERINA LEONE (Galatea Ranzi) è il PM incaricato dell’inchiesta. Competente e onesta, guiderà l’indagine con equilibrio e senso della giustizia.

CARMEN VILLA (Alicia Borrachero) è il commissario spagnolo incaricato di seguire la parte iberica dell’indagine. Donna forte e determinata, stringerà con Marco un rapporto di fiducia e reciproca stima. Nel limite delle proprie possibilità, proverà a tutelarlo e a porre fine alla sua odissea.
PABLO HERNANDEZ (Carlos Librado), uomo di Aurelio, verrà arrestato e vivrà il carcere assieme a Marco. Dopo un iniziale odio reciproco, dietro le sbarre stringerà una forte amicizia con Marco.

NERONE (Ignasi Vidal), Braccio armato di Aurelio e suo uomo di fiducia, ne è anche il cognato, avendone sposato la sorella. Ma quando scoprirà che la donna lo tradisce con Pablo Hernandez, scatenerà la sua rabbia sotto la guida di Aurelio. Anche nei confronti di Marco.

 

Le foto di questo articolo sono state fornite dall’Ufficio Stampa

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *