De Gregori sold out a Catania

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FRANCESCO_DE_GREGORI_-_CT_28-4-2015_-_PH._VALERIA_C._GIUFFRIDA_(1)CATANIA – La musica di qualità, soprattutto in Italia e soprattutto in questo periodo, è di pochi. Tra questi, ovviamente, Francesco De Gregori che ieri sera, col suo “Vivavoce tour” ha fatto tappa al Teatro Metropolitan di Catania, in un concerto organizzato da Musica e Suoni di Nuccio la Ferlita. Teatro gremito ed inizio puntuale alle ore 21. La band che lo accompagna: al basso Guido Guglielminetti, alla batteria Stefano Parenti, Paolo Giovenchi chitarre, Lucio Bardi chitarre, alle tastiere Alessandro Arianti, Alex Valle chitarre e padal steel guitar, al violino Elena Cirillo, al trombone Giorgio Tebaldi, alla tromba Giancarlo Romani e al sax Stefano Ribeca crea il giusto e magnetico contesto per una serata che già dalle prime note, si preannuncia di grande valore. L’ innesto della sezione fiati da gioia, sprizzo ad una serie di arrangiamenti che vestono in modo diverso i brani di De Gregori.

Un concerto di certo trasversale. Generazioni a confronto. De Gregori esce dalla zona canzoni “rifatte”, per cui, come dicevamo veste di nuovo tantissimi brani.
Il momento più commovente è riservato a poche note suonate dal violino di Elena Cirillo che ricorda Lucio Dalla ed il Teatro non si fa pregare per alzarsi in piedi e tributare il giusto pensiero al grande Lucio, con il quale Francesco De Gregori aveva condiviso anche il palco del Metropolitan di Catania.
Una serata, insomma, all’insegna della buona musica, dei successi di sempre, come “Buonanotte Fiorellino”, “Titanic”, “La donna cannone”, “Alice”, “Generale” “Viva l’Italia” che non dimenticano di fare spazio, magari a brani meno noti al grande pubblico, ma che sono stati ascoltati in religioso silenzio. Certo i brani più noti sembrano quasi dei salmi della domenica, infatti, il pubblico, forte della conoscenza del testo, intona il brano con sicurezza e lo fa suo, con la voce del Principe sempre in primo piano.
La buona musica non è di tutti, ma per fortuna che esistono ancora persone che sanno come suonarla, cantarla, ma soprattutto scriverla.

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