Da “Mediterraneo. Viaggio nella terra del mito”: Atene Ritrovata

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Quando si parla del mito, non si può fare a meno di pensare a cosa possa rappresentare.

E’ favola, memoria, religione, una creazione fantastica, simbolo ideale per l’uomo. Ma è anche rappresentato da oggetti concreti. Anche questa volta, il nostro girovagare vi farà arrivare nel posto giusto, dove poter trovare la risposta.

Ed è così che all’alba di un nuovo giorno, una sagoma a noi familiare, si colora di tutti i toni dell’arancio e del rosa. Tutt’ intorno comincia a prendere vita, ricomincia una nuova intensa giornata ad Atene, sulle tracce lasciate dagli Dei e dalle Dee.

 

È una tra le città più antiche del mondo; è stata una fiorente Polis ed è considerata la culla della civiltà occidentale. Sembra essere cominciato tutto da qua: filosofiaartestoriapolitica.

Nota in tutto il mondo per la nascita della democrazia; è stata la sede dell’accademia di Platone e del liceo di Aristotele, oltre che aver dato i natali a SocratePericleSofocle e molti altri filosofi e personaggi importanti dell’antichità. Visitare Atene sembra quasi un “obbligo morale” per chiunque abbia a cuore le sorti dell’Europa, a tutt’oggi. Non a caso, di fronte alle difficoltà economico-finanziarie che hanno colpito severamente la Grecia in questi ultimi anni, autorevoli opinionisti hanno parlato del rischio di un possibile declino della civiltà occidentale, così come la conosciamo. Quasi a dire che “dove tutto ha avuto inizio, tutto potrebbe anche finire”.

Si tratta senza alcun dubbio di supposizioni – si badi bene – ma la realtà però, è che risulta impossibile sottrarsi al “peso della storia” di Atene, quando la si visita da semplici turisti. Moderna, attiva, reattiva, innovativa, orgogliosa, inarrestabile e culturalmente vivacissima. Una città, insomma, tutta da scoprire.

Potrete farvi viziare da questa frenetica metropoli: la capitale greca, non piegandosi alla crisi, non lascia nessun desiderio insoddisfatto grazie alla sua energia, il profumo del mare azzurro delle meravigliose spiagge, l’ottima gastronomia e infinite opportunità di immergersi nella storia, nella cultura, nell’arte, nei miti. Quella sensazione di “storia e di antico” non vi abbandonerà mai, tutto si fonde armoniosamente: non ci sarà da stupirsi se nell’aprire una finestra, tra gli scorci di una fervente città, già dalle prime ore del mattino, godrete della vista di un magnifico tempio in stile dorico.

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A chi non è abituato alla grande metropoli, trovarsi immerso nei grandi viali, quel via vai di auto e di persone potrebbe suscitare un leggero timore. Eppure, questa sua vivacità la rende unica nel suo genere. Ciò nonostante, sarebbe consigliabile non prendere autobus per spostarsi, a meno che non si tratti di un autobus turistico: le lunghe code, specialmente nell’ora di punta, potrebbero lasciarvi un pessimo ricordo della vostra gita. Per cui, muoversi in metropolitana vi farà raggiungere con comodità ed in poco tempo le destinazioni turistiche, nonché ad un prezzo davvero economico.

Per la vostra prima volta ad Atene non dovrà mancare, come prima tappa, l’Acropoli.

Per un percorso un po’ alternativo, potrete scegliere di percorrere la via Dionysiou Areopagitou, che collega Keramikos- nota per la sua necropoli, oggi quartiere di vasai fino al sito archeologico, e passare attraverso le antiche rovine, vi darà una sensazione inebriante.

Ma solitamente, si predilige passeggiare per il lungo viale a tratti alberato – che va dalla Plaka all’Acropoli – intravedendo sullo sfondo la meta tanto agognata, quasi fosse un passaggio per il vostro viaggio nel tempo. Spesso verrete intrattenuti dalle piacevoli note dei numerosi artisti di strada. E poi ad un tratto, eccola, lì di fronte ai vostri occhi, bianca e fiera. Sembra quasi attendervi.

L’Acropoli è senza dubbio il simbolo di Atene. Da sempre “cartolina” del nostro immaginario, con il tempio che dalla collina domina la città. La sua struttura imponente ed elegante risplende sotto il sole di giorno e spicca, luminosa, nel buio delle notti ateniesi.

La sua rocca, spianata nella parte superiore, si eleva di 156 mt sul livello del mare sopra la città; il pianoro è largo 140 mt e lungo quasi 280 mt. Una curiosità: è anche conosciuta come Cecropia, in onore del leggendario uomo-serpente Cecrope, il primo re ateniese. Nel 1987, l’Acropoli è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Come non sentirsi impotenti di fronte a tanta imponenza. Arrivati al grande spiazzo, sovrastati dal Partenone, ci si sente davvero catapultati in un mondo mitologico. E c’è da ammetterlo: la generazione degli anni ‘80 non perderebbe l’occasione nell’immaginarsi protagonista di un noto cartone animato di quegli anni.

Beh, perlomeno io stessa l’ho fatto.

Si potrebbe rimanere un po’ delusi, in un primo momento, nel vedere le innumerevoli impalcature che sembrano sporcare di grigio tutto quel candore: in effetti, sull’Acropoli, i lavori di restauro del Partenone non cessano mai, per dare all’edificio, icona della classicità, parte del suo antico splendore, così come lo è stato per i Propilei, l’Eretteo ed il tempietto di Atena Nike. Ma ammirarla alle prime luci del mattino, oppure al tramonto, si godrà sempre di spettacolo mozzafiato, soprattutto se si ha la fortuna di osservarla da un punto di vista privilegiato.

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La storia degli Ateniesi comincia con un mito. Gli abitanti di Atene, come la maggioranza delle persone di tutto il mondo e di tutti i tempi, affidano le proprie origini storiche a situazioni molto simili alle favole; ma non si trattava del tutto di storie inventate: erano verità deformate e remote, di fatto irrecuperabili, trasmesse di generazione in generazione per mezzo di canti e balli. Ciò è raccontato in parte attraverso le statue del frontone orientale del Partenone, che d’improvviso appare proprio davanti ai vostri occhi. È davvero il più famoso reperto dell’antica Grecia ,universalmente considerato uno dei più grandi monumenti culturali del mondo; da sempre lodato come la migliore realizzazione dell’architettura greca classica con le sue decorazioni considerate alcuni dei più grandi elementi dell’arte greca: un simbolo duraturo della democrazia ateniese. A dispetto di ciò che vediamo oggi, al momento della sua costruzione, era coloratissimo.

“Voglio dirvi perché adoro stare qui. Ascoltate il vento che soffia tra le colonne del tempio: è lo stesso suono che l’umanità ha ascoltato per secoli e secoli, è il suono della natura che incontra l’immaginazione umana e per me questo è storia”.

Citazione davvero azzeccata. Ebbene si, una volta trovatovi di fronte a tanta possenza, resterete esterrefatti, piacevolmente incantati tra le grandi colonne in stile dorico, ancora lì, in piedi nella loro fierezza, dopo secoli di storia. Eretto per volontà del reggente Pericle, a partire dalla seconda metà del V secolo a.C., il Partenone fu costruito dagli architetti IctinoCallicrate e Mnesicle, sotto la supervisione di Fidia.  La ricchezza delle decorazioni del frontone del Partenone è unica per un classico tempio greco; con le colonne, manifesta tutt’oggi in maniera elegante la forza e la potenza della città. Il tratto più caratteristico nella decorazione del Partenone è sicuramente il lungo fregio marmoreo, opera di Fidia e scolpito in stile ionico, posto lungo le pareti esterne della cella. Si tratta di una caratteristica innovativa, dal momento che il resto del tempio è costruito in stile dorico.

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Differenti sono le chiavi di lettura che gli storici hanno dato al fregio:

la versione più conosciuta vede le miniature scolpite che sembrano dar vita ad una solenne processione che si teneva ogni quattro anni in occasione delle feste panatenaiche. C’è poi chi ipotizza che l’ampio spazio riservato alla rappresentazione della cavalleria sia un esplicito riferimento all’eroismo bellico delle Guerre Persiane; altri hanno ritenuto di riconoscere nei vari personaggi della processione figure rappresentanti la Polis aristocratica e arcaica in contrapposizione ad altre che incarnerebbero invece la democrazia dell’Atene classica, in un tentativo di unire passato e presente. Qualunque potesse essere la sua interpretazione, sta di fatto che si tratta della rappresentazione di un avvenimento comunitario, legato al culto di Atena e quindi della patria che la dea proteggeva: gli individui di ogni strato della società potevano dunque identificarsi nei personaggi del fregio e riconoscere i vari momenti della cerimonia. Attraverso gli scritti, le testimonianze e le antiche incisioni, potrete immaginare, se non persino percepire la presenza di un’imponente statua di Atena di fronte all’ingresso del Tempio in questione. Adornata con elmo, scudo e lancia, rappresentava il “faro” della città; persino coloro che da lontano s’avvicinavano alla città, venivano abbagliati tale era la lucentezza: era in quel momento che, magari al rientro da una guerra, si sentissero finalmente a casa.

Un altro luogo di affascinante bellezza merita senza dubbio attenzione: l’Eretteo.

Il santuario, dedicato alla dea Atena Pallade – protettrice della città -, era legato a culti arcaici e alle più antiche memorie della storia leggendaria della Polis, costituendo il vero nucleo sacro dell’Acropoli. La mitologia narra che quel luogo ospitò la disputa tra Atena e Poseidone, in merito al divenire il protettore della città. Poseidone offrì una fontana dalla quale sgorgò l’acqua del mare, simbolo della guerra e violenza, mentre Atena fece crescere un ulivo dalla roccia dell’Acropoli, simbolo della pace eterna e della speranza. Gli abitanti scelsero alfine Atena come protettrice, e le dedicarono sul punto più alto della città, proprio il Partenone. Tutt’oggi è ancora possibile vedere un albero di ulivo, ritenuto come la testimonianza del miracolo di Atena.

Chi poi da ragazzo, durante le ore di scuola, non ha mai provato a disegnare una Cariatide, una delle colonne, in forma umana, del tempio omonimo: sembra rappresentassero le donne di Karya, una città del Peloponneso, le quali, dopo la sconfitta della loro patria, furono rese schiave e costrette a sorreggere il peso di un edificio tanto simbolico. Vi è tuttavia un’altra ipotesi interessante in merito alle donne di Karya, le quali si dice fossero molto forti e robuste. Potevano persino cantare e ballare con una cesta pesante in testa; per tal ragione, la loro figura fu scelta come la colonna che mette in piedi il tempio. Leggenda o meno, quest’ultima versione rappresentava un vero e proprio riscatto della donna, non più debole, bensì forte, possente ed intelligente al pari di un uomo.

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Lasciatevi trasportare dalla fantasia, pensando di essere degli antichi cantori, mentre ammirerete i gradoni dell’Odeo di Erode Attico, un piccolo teatro in pietra situato sul pendio meridionale dell’Acropoli di Atene, originariamente coperto e pensato per esecuzioni musicali. O forse preferirete calarvi nei panni di aitanti attori di una tragedia di Eschilo o di una commedia di Menandro, presso il Teatro di Dioniso. Fu il teatro più importante del mondo greco tra V e IV secolo a.C. e venne utilizzato dai più significativi autori greci, per mettere in scena le loro opere, rimaste immortali nei secoli a venire, fino ai nostri giorni.

Una giornata sull’Acropoli non può però dirsi completa senza una visita al Nuovo Museo dell’Acropoli, aperto alle sue pendici meridionali. Tra i tanti reperti, il museo custodisce alcuni dei tesori archeologici quali le originali Cariatidi dell’Eretteo, parte del fregio del Partenone, le Korai e le Meteope.

Nel corso dei secoli le innumerevoli depredazioni dell’Acropoli, non sono riuscite però a distruggere la sua immagine di potenza e il suo simbolo di giustizia ed è posta ancora lì come una madre protettiva verso la sua città. E così, lasciandovi infine alle vostre spalle il sito, discendendo la collina che la ospita e rapiti dal potere che ancora oggi Essa suscita, non potrete far a meno di chiedervi “Eccomi ci sono anch’io, faccio parte della storia”.

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Dopo questo tuffo nella storia, immergersi nell’Atene più moderna, vi darà senz’altro una sferzata di energia.

La Plaka si snoda lungo Odos Adrianou, il corso principale, ed un’intricata rete di vicoli che si inerpicano fino in alto, tra ristorantini, tradizionali caffè e negozi di souvenir, dove potrete comprare qualche oggetto tipico. Conosciuto come il Quartiere degli Dei, proprio per la sua vicinanza all’Acropoli, la Plaka è una delle aree più antiche di Atene, oltre ad essere una delle zone più attraenti e frequentate della città. Pur essendo un quartiere frequentato dai turisti, conserva ancora il suo affascinante aspetto antico, grazie alle sue strette e labirintiche stradine acciottolate, dove si ergono delle belle case neoclassiche del XIX secolo. Forse vedere abitazioni più vecchie accanto a caseggiati più moderni e colorati potrebbe darvi, in un primo momento, una spiacevole sensazione d’abbandono, eppure vi renderete conto quanto il vecchio sembra fondersi con nuovo ancora una volta, rendendo il luogo davvero pittoresco. Per cui, non abbiate dubbi, perdetevi tra le sue strade senza timore; quelle sue viuzze colorate avranno in servo sempre qualcosa di sorprendente: ora un negozietto caratteristico, ora un suonatore ambulante. Ristoratevi infine in una delle tante economiche taverne: un momento davvero piacevole in un quartiere incantevole, davanti ad un buon gyros.

Dalla Plaka si possono realizzare delle visite in altri luoghi storici importanti, quali il Monumento dedicato a Lisicrate, l’Agorà Romana, oppure ad altre zone d’interesse, come i quartieri di Anafiotika – il più caratteristico – Monastiraki o Kolonaki. Proprio nel quartiere di Kolonaki potrete concedervi un caffè nell’ononima piazza, osservando l’alta società ateniese. Un momento per lasciarvi andare con qualche piccolo pettegolezzo, perché no.

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Ultima visita d’obbligo sicuramente dovrà essere Piazza Syntagma.

Conosciuta anche come Piazza della Costituzione, per essere stato il luogo in cui, il 3 settembre 1843, il popolo manifestò al Re Ottone, primo re della Grecia, la richiesta di accettare la creazione di una nuova Costituzione. Ospita inoltre la sede del Parlamento, un imponente edificio costruito fra il 1836 e il 1842, usato in qualità di palazzo reale. Di fronte all’edificio del Parlamento si trova la Tomba del Milite Ignoto, custodita giorno e notte dagli Euzoni, due guardiani vestiti in uniforme tradizionale. Sicuramente un momento in cui sbizzarrirsi ad immortalare con la macchina fotografica è il cambio della guardia, che si realizza ogni ora, anche se quella più caratteristica e probabilmente più conosciuta si svolge la domenica mattina.

Avete voglia di far shopping? Ebbene sarete nel posto giusto. Opposta al Parlamento, si trova la via Ermou, una delle principali arterie commerciali di Atene, frequentata a qualsiasi ora del giorno.

La Piazza Syntagma è una delle più famose per manifestazioni – non stupitevi se vi ritroverete all’improvviso nel mezzo di una delle manifestazioni che si svolgono lì quasi giornalmente -, festività o concerti: è piena di gente a qualsiasi ora, alle caffetterie o vicino alle bancarelle che la circondano, passeggiando o approfittando della connessione WiFi gratuita. Un luogo davvero evocativo, per il passato ed il presente e che occupa un posto speciale nel cuore degli ateniesi.

Il pasto frugale del pranzo, vi permetterà, per l’ora di cena, di scoprire i ristoranti dove gustare la cucina tipica. Girando per la città, si può assaporare il pane con il sesamo, il Koulouri, o un souvlaki avvolto nella pita: trattasi del famoso spiedino di maiale, pomodoro, peperone rosso, cipolla e prezzemolo. Il migliore? Da Kostas, da Lefteris o Politis. Una sosta da Ariston è d’obbligo per gustare ottimi dolci tipici della cucina greca.

Dopo una giornata tanto intensa, ci si sente già un po’ autoctoni, si vuole appartenere ancora di più al luogo. E per farlo al meglio, vale la pena visitare il Mercato Centrale di Atene, il cuore pulsante della città: Oinomageireio Ipiros serve casseruole, piatti cotti al forno, zuppe e il Patsa – trippa condita con aglio e aceto-. Nella parte più orientale, fra negozi di salsicce e spezie, il ristorante Ta Karamanlidika tou Fani, offre salumi e formaggi provenienti dalle diverse regioni della Grecia. Non lontano da quest’ultimo, la gastro-taverna, in stile “post moderno”, Aiolou 68 serve piatti a base di pesce, da abbinare a liquori e vini locali. Uno dei tanti locali dove vecchio e nuovo convivono in perfetta armonia.

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Se non siete ancora stanchi ed in vena di godere della metropoli di notte, la sera Atene sembra non avere rivali, come miglior offerta di cocktail bar. A cominciare da Baba au Rum, nella classifica dei 50 World’s Best Bars, e The Clumsies. Da tenere a mente anche A for Athens, moderno rooftop dal design minimal, proprio di fronte all’Acropoli, dove peraltro potrete godere della vista impagabile del sito illuminato.

La notte è traditrice, accoglie nel suo turbinio di eventi ma ci annuncia la fine della nostra visita.

Godete allora, fino al mesto momento di andar via, dando un ultimo sguardo ad Atene.

Una città fiera della cultura che conserva, nel suo essere mediterranea, spontanea, ed al contempo umile e un po’ disordinata, con le sue strade piene di turisti e voi con loro, ad ammirare le “rovine” di un mondo antico, che sono in realtà delle meraviglie senza tempo.

Viaggiando si vedono nuovi luoghi, si conoscono persone, si guarda un po’anche indietro, ci si guarda dentro. E spesso quello che si scopre non piacerà; tutto quello che aveva un senso prima, improvvisamente non l’avrà più. Acquista tutto un nuovo valore, ci si risveglia da una sorta di torpore.

Se riusciremo ad attrarre la curiosità per ciò che ci circonda, allora la nostra strada non è finita; per adesso possiamo fermarci qui, continuando ad immaginare la bellezza del mondo che ci aspetta, rincontrandosi nel modo migliore possibile, con un ricordo, lì con il nostro bagaglio pronto, sempre vivi, fino al momento del prossimo viaggio.

REPORTAGE VIDEO 

ENGLISH VERSION 

FINDING ATHENS.

When we talk about Myth, we need to think about what it can represent.

It’s fable, memory, religion, a fantastic creation, an ideal symbol for man. But it’s also represented by concrete objects. Also this time, our wanderings will get you to the right place, where to find the answer.

And so it’s that at the dawn of a new day, a familiar shape to us, is colored with all the tones of orange and pink. All around he begins to come to life, he begins a new intense day in Athens, on the traces left by the Greek Gods.

Athens, one of the oldest cities in the world; it was a flourishing Polis and is considered the cradle of Western civilization. Everything seems to have started here: philosophy, art, history, politics.

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Known throughout the world for the birth of democracy; it was the home of Plato’s and Aristotele’s academy, as well as having given birth to Socrates, Pericles, Sophocles and many other philosophers and important figures of antiquity. Visiting Athens seems almost a “moral obligation” for anyone who cares about Europe’s fate today. Not surprisingly, in the face of the economic and financial difficulties that have severely affected Greece in recent years, authoritative opinion leaders have spoken of the risk of a possible decline of Western civilization, as we know it. As if to say that “where it all began, everything could even end”.

Without a doubt, these are assumptions – mind you – but the reality, however, is that it’s impossible to avoid the “weight of history” about Athens, specially when you’re a simple tourist. Modern, reactive, innovative, proud, unstoppable and culturally very lively. A city to be discovered.

You can be pampered by this hectic metropolis: the Greek capital, not bending to the crisis, leaves no wish unfulfilled thanks to its energy, the scent of the sea and blue of the wonderful beaches, the excellent gastronomy and endless opportunities to immerse yourself in history, in the culture, in art, in myths. That feeling of “history and ancient” will never abandon you, everything blends harmoniously: don’t be surprise if opening a window, among the glimpses of a fervent city, from the early hours of the morning, you’ll enjoy the view of a magnificent Doric style temple.

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Those who aren’t used to the great metropolis, being immersed in the great boulevards, that coming and going of cars and people could arouse a slight fear. And yet, this vivacity makes it unique in its kind. Nevertheless, it would be advisable not to take buses to get around, unless it’ll be a tourist bus: long queues, especially during rush hour, could leave you with a bad memory of your trip. Therefore, getting around by metro will allow you to reach tourist destinations in a short time and for a great cheap price.

For your first time in Athens you shouldn’t miss the Acropolis as a first stop.

For a somewhat alternative route, you can choose to take Dionysiou Areopagitou street, which connects Keramikos – known for its necropolis, today a district of potters – to the archaeological site, and passing through the ancient ruins, will give you an intoxicating sensation.

But usually, one prefers to walk along the long avenue lined with trees – which goes from the Plaka to the Acropolis – seeing in the background the much-coveted half, as if it were a passage for your journey through time. Often you will be entertained by the pleasant notes of the many street artists. And then suddenly, here it is, right in front of your eyes, white and proud. It almost seems to be waiting for you.

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The Acropolis is undoubtedly the symbol of Athens. Always a “postcard” of our imagination, with the temple that dominates the city from the hill. Its imposing and elegant structure shines under the sun by day and stands out, luminous, in the darkness of the Athenian nights.

Its fortress, flattened at the top, rises 156 meters above sea level above the city; the plateau is 140 meters wide and almost 280 meters long. A curiosity: it is also known as Cecropia, in honor of the legendary snake-man Cecrope, the first Athenian king. In 1987, the Acropolis was declared a World Heritage Site by UNESCO.

How not to feel powerless in the face of such grandeur. Arriving at the large clearing, dominated by the Parthenon, one really feels catapulted into a mythological world. And i need to say this: the generation of the 80s would not miss the chance to imagine itself as the protagonist of a famous cartoon of those years.

Well, at least I made it.

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Suddenly, you might be disappointed to see the countless scaffolding that seems to dirty all that whiteness with gray: in fact, on the Acropolis, the Parthenon’s restoration work never ceases, to give the building, icon of classicism, part of its ancient splendor, as it was for the Propylaia, the Erechtheion and the temple of Athena Nike. But admiring it at the first light of morning, or at sunset, you will always enjoy a breathtaking spectacle, especially if you are lucky enough to observe it from a privileged point of view.

The history of the Athenians begins with a myth. The inhabitants of Athens, like the majority of people around the world and of all times, entrust their historical origins to situations very similar to fairy tales; but these were not entirely invented stories: they were deformed and remote truths, in fact irrecoverable, transmitted from generation to generation by means of songs and dances. This is told in part through the statues of the eastern pediment of the Parthenon, which suddenly appears right before your eyes. It is indeed the most famous relic of ancient Greece, universally considered one of the greatest cultural monuments in the world; always praised as the best achievement of classical Greek architecture with its decorations considered some of the greatest elements of Greek art: a lasting symbol of Athenian democracy. Despite what we see today, at the time of its construction, it was very colorful.

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“I want to tell you why I love being here. Listen to the wind that blows through the columns of the temple: it’s the same sound that humanity has listened to for centuries and centuries, it’s the sound of nature that meets human imagination and for me this is history “. Really good quote. Yes, once you find yourself in front of so much power, you’ll be amazed, pleasantly enchanted among the large Doric style columns, still there, standing in their pride, after centuries of history. Built by the will of Regent Pericles, from the second half of the 5th century BC, the Parthenon was built by architects Ictino, Callicrates and Mnesicle, under the supervision of Fidia. The richness of the decorations of the Parthenon pediment is unique for a classic Greek temple; with columns, it still elegantly expresses the strength and power of the city. The most characteristic feature in the decoration of the Parthenon is certainly the long marble frieze, work of Phidias and carved in Ionic style, placed along the outer walls of the cell. This is an innovative feature, since the rest of the temple is built in Doric style.

Different are the interpretations that historians have given to the frieze:

the most famous version sees the sculpted miniatures that seem to give life to a solemn procession that was held every four years on the occasion of the Panathenaic feasts. Then there are those who hypothesize that the large space reserved for the representation of cavalry is an explicit reference to the war heroism of the Persian Wars; others have decided to recognize in the various characters of the procession figures representing the aristocratic and archaic Polis as opposed to others who would instead embody the democracy of classical Athens, in an attempt to unite past and present.

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Whatever his interpretation may be, the fact is that it is a representation of a community event, linked to the cult of Athena and therefore of the homeland that the goddess protected: the individuals of every stratum of society could therefore identify themselves with the characters of the frieze and recognize the various moments of the ceremony. Through writings, testimonies and ancient engravings, you can imagine, if not even perceive the presence of an imposing statue of Athena in front of the entrance to the Temple in question. Adorned with helmet, shield and spear, it represented the “lighthouse” of the city; even those who approached the city from a far were dazzled by such brightness: it was at that moment that, perhaps after returning from a war, they finally felt at home.

Another place of fascinating beauty certainly deserves attention: the Erechtheum.

The sanctuary, dedicated to the goddess Athena Pallas – protector of the city -, was linked to archaic cults and to the most ancient memories of the legendary history of the city, constituting the true sacred nucleus of the Acropolis and the entire city. The mythology tells that that place hosted the dispute between Athena and Poseidon, regarding the becoming the protector of the city. Poseidon offered a fountain from which sea water gushed out, symbol of war and violence, while Athena raised an olive tree from the rock of the Acropolis, a symbol of eternal peace and hope. The inhabitants finally chose Athena as a protector, and dedicated them to the highest point of the city, the Parthenon. Even today it is still possible to see an olive tree, considered as the testimony of the miracle of Athena.

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Who then as a boy, during school hours, never tried to draw a Caryatid, one of the columns, in human form, of the temple: it seems to represent the women of Karya, a city of the Peloponnese, which, after the defeat of the their homeland, they were made slaves and forced to support the weight of a building so symbolic. However, there is another interesting hypothesis about the women of Karya, who are said to be very strong and robust. They could even sing and dance with a heavy basket on their head; for this reason, their figure was chosen as the column that sets up the temple. Legend or not, this last version represented a real redemption of the woman, no longer weak, but strong, powerful and intelligent as a man.

Let yourself be carried away by your imagination, thinking you are ancient singers, while you admire the steps of the Odeo of Herod Atticus, a small stone theater located on the southern slope of the Acropolis of Athens, originally covered and designed for musical performances. Or perhaps you’d prefer to step into the shoes of outstanding actors in a tragedy by Aeschylus or a play by Menander, at the Theater of Dionysus. It was the most important theater in the Greek world in the 5th and 4th centuries BC and was used by the most significant Greek authors, to stage their works, remained immortal in the centuries to come, up to our days.

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However, a day on the Acropolis cannot be complete without a visit to the New Acropolis Museum, open to its southern slopes. Among the many finds, the museum houses some of the archaeological treasures such as the original Erechtheum Caryatids, part of the Parthenon frieze, the Korai and the Meteope.

Over the centuries the countless depredations of the Acropolis, however, failed to destroy its image of power and its symbol of justice and is still placed there as a protective mother towards her city. And so, leaving the site behind you at last, descending the hill that shelters it and kidnapped by the power that it still stirs up today, you cannot help but ask yourself “I’m here: i’m a part of history”.

After this “plunge” into history, immersing yourself in the most modern Athens will certainly give you a boost of energy.

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The Plaka winds along Odos Adrianou, the main street, and an intricate network of alleyways that climb up high, among small restaurants, traditional cafes and souvenir shops, where you can buy some typical objects. Known as the Quarter of the Gods, ‘cause of its proximity to the Acropolis, Plaka is one of the oldest areas of Athens, as well as being one of the most attractive and visited areas of the city. Despite being a neighborhood frequented by tourists, it still retains its fascinating ancient appearance, thanks to its narrow and labyrinthine cobbled streets, where beautiful neoclassical houses of the nineteenth century rise. Perhaps seeing older houses next to more modern and colorful blocks of flats could give you, at first, an unpleasant feeling of abandonment, yet you’ll realize how “the old seems to blend with new” once again, making the place truly picturesque. So, have no doubts, lose yourself in its streets without fear; those colorful alleys of his will always have something surprising in their servants: now a characteristic little shop, now a traveling player. Finally, refresh yourself in one of the many cheap taverns: a really pleasant moment in a charming neighborhood, in front of a good gyros.

From the Plaka you can make visits to other important historical places, such as the Monument dedicated to Lysicrates, the Roman Agora, or to other areas of interest, such as the Anafiotika neighborhoods – the most characteristic – Monastiraki or Kolonaki. _It’s on this last district metioned,  you can drink a coffee in the square, observing the high Athenian society. A moment to let yourself go with some gossip, why not?

The last stop must certainly be to Syntagma Square.

Also known as Constitution square, for being the place where, on 3 September 1843, people manifested to the King Otto, first king of Greece, the request to accept the creation of a new Constitution. It also houses the seat of the Parliament, an imposing building built between 1836 and 1842, used as a royal palace. Opposite the Parliament building there’s the Unknown Soldier gravy, guarded day and night by the Euzons, two guardians dressed in traditional uniforms. Surely a moment in which to indulge in immortalizing with the camera is the changing of guard, which is realized every hour, even if the most characteristic and probably best known takes place on Sunday morning.

May you like to go for shopping? Well, you’ll be in the right place. Near the Parliament again, there’s Ermou Street, one of the main commercial arteries of Athens, frequented at any time of the day.

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Syntagma Square is one of the most famous for events – so, don’t be surprised if you find yourself suddenly in the middle of one of it, takes place there almost daily – festivities or concerts: it’s always full of people at any time, at the cafes or near the stalls surrounding it, walking or taking advantage of free WiFi. A truly evocative place, for the past and the present and which occupies a special place in the heart of the Athenians.

The poor lunch, you had, will allow you, for dinner time, to discover restaurants where you can taste the typical greek cuisine. Walking around the city, you can taste bread with sesame, Koulouri, or a souvlaki wrapped in pita: this is the famous pork skewer, tomato, red pepper, onion and parsley. The best of it, you’ll take from Kostas, from Lefteris or Politis. A stop at Ariston is a must to taste excellent typical desserts.

After such a busy day, you already feel a bit native, you want to belong even more to the place. And to do it better, it’s worth visiting the Central Market, the beating heart of the city: Oinomageireio Ipiros serves casseroles, baked dishes, soups and Patsa – tripe seasoned with garlic and vinegar. In the easternmost part, among sausage and spice shops, the Ta Karamanlidika tou Fani restaurant offers meats and cheeses from different regions of Greece. Not far from the latter, the gastro-tavern, in “post-modern” style, Aiolou 68 serves dishes based on fish, to combine with liqueurs and local wines. One of the many places where old and new coexist in perfect harmony.

Atene -Ph Valentina Contavalle - www.lesfemmesmagazine.it (9)

If you aren’t yet tired and in the mood to enjoy the metropolis by night, the Athens night seems to have no rival, as the best cocktail bar offer. Starting with Baba au Rum, in the ranking of 50 World’s Best Bars, and The Clumsies. Also keep in mind A for Athens, a modern rooftop with a minimal design, right in front of the Acropolis, where you can enjoy the priceless view of the illuminated site.

The night is a traitor, welcomes in its whirlwind of events but announces the end of our visit.

Then enjoy the sad moment of leaving, giving Athens a last look. A city proud of its culture that preserves, in its Mediterranean being, lively, spontaneous, and at the same time humble and a bit messy, with its streets full of tourists you and them, to admire the “ruins” of an ancient world that they are actually timeless wonders.

When you see new places, you know people, you look back a little, you look inside. And often what you discover won’t like it; everything that made sense before, suddenly won’t have it anymore. Buy everything a new value, you wake up from a kind of numbness.

If we succeed in attracting curiosity about what surrounds us, then our path is not over; but right now we can stop here, still imagining the beauty of our world that awaits us, meeting us again in the best possible way, with a memory, there with our luggage ready, always alive, until the time for a further trip.

http://www.contavallephoto.com

E come sempre vi lasciamo con una ricetta del luogo, a cura di Assya D’Ascoli. Questa volta si parla di

Tzatziki

Lo tzatziki è, di certo, tra le pietanze più conosciute e diffuse della cucina ellenica. E, se mi consentite, è anche una delle ricette più furbe e versatili che conosca! Può essere servito da solo come antipasto o accompagnare dei piatti di carne o la fresca e gustosa insalata greca. Realizzarlo è molto semplice come semplici sono i suoi ingredienti base: yogurt greco, cetriolo e aglio!

Tzatziki - www.lesfemmesmagazine.it (2)

A quanto pare questa ricetta è parecchio datata. Si narra, infatti,  che gli antichi greci, nelle giornate troppo calde, preparavano un intingolo con yogurt, acqua, aglio e pane: nutriente e rinfrescante al tempo stesso!

Ingredienti:

250  grammi di yogurt greco

1 cetriolo

2 spicchi di aglio

Un cucchiaino di aceto

Sale

Olio evo

Tzatziki - www.lesfemmesmagazine.it (4)

Lavate bene il cetriolo, spuntatelo e strofinate con movimenti circolari una delle punte rimosse sulle estremità del cetriolo. Così si eliminerà il sapore amarognolo dal vegetale. Fatto questo sbucciatelo e grattugiatelo raccogliendolo in un canovaccio pulito e poi strizzatelo per bene per togliere l’acqua in accesso. Riunite in una ciotola lo yogurt e la polpa grattugiata del cetriolo e aggiungete i due spicchi di aglio schiacciati con l’apposito attrezzo. Perfezionate la vostra salsa con un pizzico di sale, il cucchiaino di aceto e un paio di cucchiai di olio. Mescolare bene fino a che l’olio non sarà completamente assorbito dal composto. Fate riposare un paio di ore prima di servire. καλή όρεξη

Per altre leccornie potete seguire Assya D’Ascoli su

https://homefoodfactorysite.wordpress.com/

RECIPE IN ENGLISH LANGUAGE

The tzatziki is certainly one of the most popular and popular dishes of Hellenic cuisine. And, if you allow me, it’s also one of the smartest and most versatile recipes I know! It can be served alone as an appetizer or accompany meat dishes or the fresh and tasty Greek salad. Making it is very simple as its basic ingredients are simple: Greek yogurt, cucumber and garlic!

Apparently this recipe is quite dated. It is said, in fact, that the ancient Greeks, on too hot days, prepared a sauce with yogurt, water, garlic and bread: nutritious and refreshing at the same time!

Tzatziki - www.lesfemmesmagazine.it (1)

Ingredients:

250 grams of Greek yogurt

1 cucumber

2 cloves of garlic

A teaspoon of vinegar

salt

Extra virgin olive oil

Wash the cucumber well, remove it and rub one of the tips removed on the ends of the cucumber with circular movements. This will eliminate the bitter taste from the vegetable. Once this is done, peel it and grate it, collecting it in a clean cloth and then squeezing it well to remove the access water. Put the yogurt and grated cucumber pulp in a bowl and add the two cloves of garlic, crushed with the appropriate tool. Perfect your sauce with a pinch of salt, a teaspoon of vinegar and a couple of tablespoons of oil. Mix well until the oil is completely absorbed by the mixture. Let it rest a couple of hours before serving. καλή όρεξη

For other treats you can follow Assya D’Ascoli on

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