Cosa ti aspetti: intervista con la cantautrice Marian Trapassi

Marian Trapassi - Ph. Ray Tarantino - www.lesfemmesmagazine (2)

Oggi Les Femmes Magazine, incontra la cantautrice palermitana Marian Trapassi. In anteprima per il nostro magazine, il video del nuovo singolo “Cosa ti aspetti”, un brano molto particolare, che mette in risalto il nostro mondo quotidiano fatto di scelte. Le nostre porte scorrevoli, che ci portano ogni giorno a prendere delle decisioni. Con Marian abbiamo parlato anche del suo bellissimo cd “Bianco”, vi lascio nelle mille sfaccettature di questa cantautrice che potrete leggere attraverso questa intervista.

Marian Trapassi - Ph. Ray Tarantino - www.lesfemmesmagazine (2)

Il tuo nuovo singolo, “Cosa ti aspetti” parla di quelle aspettative che ci creiamo ogni giorno nei confronti del prossimo, la difficoltà di essere totalmente distaccati e vigili. Stato che nel video del brano è stato rappresentato in una sorta di sliding doors, tu che persona ti reputi, distaccata, vigile o il contrario?

Più che nei confronti del prossimo direi nei confronti della vita in generale, i nostri sogni o i nostri desideri, sono il motore delle nostre esistenze. Quello in cui crediamo o quello che ci aspettiamo per noi ci spinge a vivere in un certo modo e a fare delle scelte, a volte i risultati stentano ad arrivare o succede qualcosa di completamente diverso da come ce l’eravamo immaginato. La verità è che nessuno di noi può conoscere e determinare pienamente il proprio destino, piuttosto è il percorso che determina la nostra vita. Detta così mi sembra un po’ “Marzulliana”, ma penso che ci siamo capiti. In questo brano rifletto su questo, sulle illusioni e sulle delusioni, che sono uguali per tutti. Da brava donna del sud mi ritengo una persona che si fa coinvolgere pienamente da quello che fa, la musica stessa è la mia illusione e a volte anche il contrario, col tempo si impara a trovare un senso alle cose qualsiasi cosa accada ma come sempre è un processo lungo. In mezzo ci sono i giorni che passano, le gioie e i dolori.

Il nuovo singolo è contenuto nel tuo album uscito all’inizio di quest’anno “Bianco”, il colore della purezza, perché hai optato per questo titolo?

Il titolo rappresenta un po’ quello che vorrei comunicare con la mia musica, con le canzoni di questo album. Il Bianco ha tanti rimandi e simbologie, la purezza, come hai detto anche tu, la sincerità, ma anche il cambiamento, una pagina bianca in cui riscrivere, la luce e così via.È anche la somma di tutti i colori, così come sono le canzoni di questo album, tanti colori di me stessa racchiusi in un momento di vita che vorrei arrivasse autentico come il bianco.

Anche la foto di copertina di Ray Tarantino, uno scatto nato per caso, ha contribuito all’idea di “Bianco”: una foto così luminosa che mi ha convinto a presentarmi così senza troppi fronzoli esattamente come sono queste canzoni, ossia uno sguardo, il mio, sul mondo.

E infine c’è inevitabilmente il riferimento al White album dei Beatles, con cui sono cresciuta, erano i dischi di mia madre che hanno costituito la colonna sonora della mia infanzia e contribuito al mio amore per la musica. E’ un mio modo per ringraziare.

Marian Trapassi - Ph. Ray Tarantino - www.lesfemmesmagazine.it

Il bianco, musicalmente mi fa pensare a John Lennon a cui fai riferimento nel tuo brano “Futuro” che strizza l’occhio anche a Lucio Dalla. Un futuro di aspettative, ma anche di paure, come penso per tutti. Qual è la tua idea di futuro musicale e se ti va di dircelo anche personale?

Il futuro ha in sé tanti concetti e il futuro non è uguale per tutti.

Per quanto riguarda me stessa, il mio futuro è e sarà sempre il frutto del mio lavoro, di quello che semino anche se a volte non basta neanche quello.

Viviamo un momento di cambiamento in tutti gli ambiti e la musica è un settore che ne ha risentito più di tutti, credo che ancora non si sa da che parte si sta andando. Da una parte c’è il digitale e la tecnologia che avanza e dall’altra il vinile, la voglia di affezionarsi a qualcosa che esiste, qualcosa di reale, perché se una cosa non la riusciamo a toccare, a possedere, non riusciamo neanche ad affezionarci. C’è la musica dappertutto e questo ha svilito il valore della musica, se di una cosa ce n’è troppa non ce ne accorgiamo più. Non so dove sta andando la musica, di sicuro, esattamente in questo momento la musica non è femminile e questo ci induce a riflettere.

Le donne sono poco incoraggiate nelle loro carriere e fanno più difficoltà a farsi sentire e ascoltare. Ma questo è un altro e soprattutto lungo discorso….

Marian Trapassi - Ph. Ray Tarantino - www.lesfemmesmagazine (1)

In questo disco i suoni sono molto variegati. Ci sono brani intimi come “Mia madre” e “Mio padre” e poi canzoni più estroverse, è stata una scelta precisa, oppure hai deciso di dare il giusto vestito ad ogni brano?

I brani di questo album sono stati scelti con cura e per ogni brano è stato deciso un arrangiamento, sono state le canzoni a suggerire la musica. Il mio produttore Paolo Iafelice è riuscito ad esaltare il senso di ogni brano come un singolo episodio ma al tempo stesso è riuscito a dare una caratteristica omogenea alla sonorità dell’intero album.

Come dicevamo prima sono tutte sfumature di un solo colore. Tanti colori in uno. Per quanto riguarda l’ispirazione, le canzoni a volte nascono da sole, e così le ho lasciate venir fuori con semplicità, ho scritto per me stessa, per necessità, ma anche perché avevo qualcosa da dire, che alla fine è la cosa più importante per un cantautore. Una volta che si pubblicano, le canzoni non ci appartengono più, ed è anche questa la bellezza: poter entrare a far parte della vita degli altri e riuscire in qualche maniera a toccare il cuore con quello che si scrive. O almeno me lo auguro.

Marian Trapassi - Ph. Giada Canu - www.lesfemmesmagazine (2)

Per un periodo della tua vita hai fatto anche teatro-canzone, per un’artista qual è la differenza nel proporre se stesso e il suo progetto, rispetto ad un live classico?

Il teatro canzone è sempre stato un mondo che mi affascina, recitare e cantare, soprattutto in chiave comica, mi è sembrata una sfida in cui volevo cimentarmi, mi ha arricchito molto e mi ha dato più sicurezza sul palco.

I tempi stretti, le battute e l’interazione col pubblico sono una bella palestra.

In un live classico gli sforzi sono concentrati solo sulla musica e sull’interpretazione, nel mio caso propongo me stessa, le mie canzoni, quello che scrivo e che mi rappresenta ed è ancora più emozionante, a volte ci si sente nudi, totalmente esposti.

Concerto Adesiva Discografica Spirit de Milan Nov 2018
Concerto Adesiva Discografica Spirit de Milan Nov 2018

Arriva l’estate quali sono i tuoi progetti per la bella stagione?

Mi auguro di stare il più possibile sul palco con la mia band per raccontarvi ancora le canzoni di Bianco, al momento ho diverse cose in ballo e altre già definite, vi invito a seguirmi sui miei canali social per scoprire le prossime date.

Infine mi auguro di passare molto tempo al mare che qui a Milano mi manca da morire.

 

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