Bella!!! Il piacere di una chiacchierata con Marcella

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marcella bella (4)Ti approcci ad un’intervista sempre con la massima professionalità e disponibilità, talune volte trovi dei muri davanti, gente che magari ti risponde a monosillabi, che si annoia a fare le interviste e poi trovi persone come Marcella Bella e ti dimentichi che stai facendo un’intervista. Così ti ritrovi a parlare dell’Etna, di Catania, di conoscenze comuni, di accadimenti che per un giro contorto del destino ti portano ai fratelli Bella da tanto tempo. Accadimenti personali, situazioni accadute per terza persona, ma se penso a me e alla mia famiglia, in qualche modo, coi fratelli Bella abbiamo sempre avuto a che fare, ovviamente nel senso migliore del mondo, quello musicale.

Per cui, per me, poter intervistare Marcella è un piacere immenso. Un piacere legato, anche, ad un 45 giri bellissimo che penso di aver macinato, no, non è un errore, macinato perché di quante volte l’ho suonato non credo che ne sia rimasto molto, un 45 giri di un brano bellissimo “Io domani”. Un 45 giri che forse mi voleva dire qualcosa, perché in un domani di questo mese di marzo ho avuto il piacere di chiacchierare con una persona simpaticissima ed un’artista meravigliosa di nome Marcella Bella.

Come nasce la tua collaborazione con Mario Biondi? Voi vi conoscete da tanto tempo….

Quando abbiamo fatto la serata dedicata a mio fratello Gianni, ci siamo detti che sarebbe stato bello fare qualcosa insieme. Quando gli abbiamo proposto la canzone “Metà amore, metà dolore”, scritta dai miei fratelli insieme a Mogol, ha accettato, dopodiché è stato proprio Mario a dire che gli sarebbe piaciuto produrre tutto il disco.

L’avvicinamento dei due generi, il suo soul ed il mio pop ha reso il disco molto speciale.

marcella bella e mario biondi

 

Hai sempre amato sperimentare, non ti sei mai fermata e collocata in un genere musicale. Il tuo disco è un cd molto variegato, che abbraccia gli anni 70, ma nel 2018, come arriva questa scelta?

Amo sperimentare e misurarmi con altri generi, perché io amo tutta la musica, al momento ho il desiderio di fare una canzone con un rap, un vero rap e penso proprio che lo farò. La scelta di ispirarci agli anni 70 è stata voluta. La musica di quegli anni era bella, coinvolgente, sono arrivati i più grandi da quel decennio.

In quegli anni, c’era molta contaminazione e non si creavano molti compartimenti stagni come adesso, si sperimentava molto…

…E’ vero! La musica era più omogenea in generale, ma non c’erano le tipologie così nette. Il pop era molto più vasto e si sposava molto col rock, perché le canzoni rock dell’epoca avevano molta melodia.

Ecco è fondamentale il fatto che le canzoni avessero la melodia, cosa che adesso si è persa.

I brani non ti rimangono in testa, non ci sono più le melodie e i ritornelli.

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La scelta di abbracciare lo stile anni 70 e portarlo nel 2018, non manca di esaltare il marchio Bella che è sempre riconoscibile…

…Assolutamente si. Il mio disco vive della contaminazione del soul di Mario, così nero, black e nel contempo elegante, che sposa la melodia di Gianni, di Rosario, come dici tu c’è il marchio Bella.

E’ stato un po’ come unire una bellissima donna nordica con un bellissimo siciliano, vengono dei figli pazzeschi. Ecco il mio disco è un po’ così, un matrimonio tra stili.

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Come dicevamo tu sei una cantante che non ha mai lesinato la sperimentazione, penso anche al tuo cd curato da Cristiano Malgioglio, “Metà amore, metà dolore” penso che ancora una volta lo dimostri, ma non posso non soffermarmi da donna anche alla tua sperimentazione estetica. Questo look diverso, che di dona una luce diversa, è un po’ anche una necessità di cambiamento, come spesso facciamo noi donne?

Partiamo dal fatto che io non amo stare ore e ore al trucco o dal parrucchiere. Non mi allettava l’idea che ogni volta che mi dovevo esibire avrei, magari, dovuto stirare i capelli. Per cui mi sono rivolta al mio amico lookmaker Cesare Zucca, colui che mi ha curato anche il look per “Nell’aria” e lui mi ha detto che mi vedeva bionda. Onestamente sono rimasta un po’ interdetta. Dopo delle prove fotografiche mi sono vista diversa con quella luce di cui parlava Cesare e mi sono piaciuta. Mi da un che di fanciullesco che poi rispetta molto il mio carattere sempre allegro, per cui alla fine mi rispecchia molto.

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Il 22 marzo ritorni nella tua Catania, nella tua Sicilia, che cosa ti aspetti? Quali sensazioni hai al pensiero di tornare a cantare nella tua città?

Posso dirti che spero che il pubblico sia felice del mio ritorno e che sia affettuoso, ma penso proprio che sarà così, perché i catanesi si sono sempre dimostrati orgogliosi dei fratelli Bella. Sono felicissima di ricominciare dalla mia Catania. Quando mi hanno chiesto da dove iniziare non ho avuto dubbi, ho chiesto di iniziare dalla mia città e sarà una grande emozione tornare e poter godere anche dell’energia della mia Etna.

A presto cari amici siciliani!

Pubblicato da Marcella Bella su sabato 3 marzo 2018

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