Venezia: la città dei sogni

VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (30)

VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (113)Chi non ha mai sognato una gita in gondola a Venezia? Il luogo romantico per eccellenza.

Oggi vi parleremo di questa bellissima città, che tutti amiamo.

Venezia, già capitale dell’omonima repubblica marinara, si è arricchita nel corso dei secoli di grandiosi monumenti artistici la cui caratteristica principale è sicuramente l’opulenza.

E’ incomparabile la sua collocazione al centro di una laguna, che insieme alla bellezza dei suoi palazzi,la rendono una meta unica.

Il centro di Venezia è composto da 118 isolette, collegate tra loro da ponti, situate al centro della Laguna di Venezia.

Una volta la città era totalmente isolata, adesso è collegata alla terraferma mediante un ponte ferroviario ed automobilistico.

VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (52)

 

Nella laguna sorgono diverse isole e centri abitati che sono parte integrante della città. Nel dopoguerra Venezia ebbe un impetuoso sviluppo urbano che ha trovato sfogo nella terraferma, principalmente nei due centri di Mestre e Marghera. I due terzi della popolazione veneziana, vivono proprio sulla terraferma.

A Venezia, ovviamente, non esistono macchine. La tortuosa conformazione della città, le cui vie di comunicazione sono costituite da canali, rende impossibile il passaggio di automobili, per cui la città è un’immensa isola pedonale.

Venezia è bellissima da visitare tutto l’anno, anche se durante il periodo delle piogge diventa un po’ problematico, ma proprio perché la stagione turistica abbraccia l’intero anno, è difficile trovare alloggio senza prenotazione, i periodi più difficili sono quelli che vanno dalla primavera ad ottobre, durante il Natale, il Carnevale, ma soprattutto durante il Festival del Cinema, ovvero da fine agosto ai primi di settembre.

VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (43)

 

I periodi migliori, sono quelli intermedi, quando il clima è mite e l’afflusso di turisti non è eccessivo. Nei momenti in cui la città non subisce l’attacco turistico, è bellissimo visitarla di notte, quando è deserta e silenziosa.

Ma come si visita una città come Venezia?

In più punti della città troverete delle indicazioni in nero su fondo giallo che segnano la direzione da seguire per raggiungere i luoghi più importanti.

VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (23)

Personalmente Vi consiglio di non limitarvi a guardare solo le grandi cose, ma anche quelle piccole. Nelle viuzze si nascondono gli artigiani, quelli che lavorano la carta, coloro che costruiscono le famose maschere che tutti amiamo, Vi invito ad entrare nelle loro botteghe ed a chiedere come nasce il loro lavoro, ne rimarrete affascinati.

VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (45)

Ascoltate i suoni della città e come sempre vi dico, portate con voi i profumi di questo posto speciale.

E’ riduttivo creare una lista di cose da vedere a Venezia. Sono talmente tanti i dettagli e gli scorci, che inevitabilmente ci si dimentica di qualcosa o si fa un torto a qualcuno. Le tappe irrinunciabili sono Piazza San Marco e il Ponte di Rialto, da visitare in periodi dell’anno in cui non si incorre nell’acqua alta.

VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (66)

PIAZZA SAN MARCO

Cuore della Serenissima Repubblica di Venezia e salotto d’Europa, piazza San Marco ha sempre stata il fulcro della venezianità e ambiente multiculturale per eccellenza. E’ la prima tappa che tutti vogliono fare, ma come già detto prima arrivando alla Stazione di Santa Lucia e percorrendo tutto il tragitto a piedi, vi consigliamo di guardarvi attorno e non perdervi nulla di quello che le guide turistiche non segnalano. Una foto a  centro di questa piazza a forma di trapezio farà storcere il naso a molti e verrà considerato un rito abusato, ma si deve per forza fare.

VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (84)

I piccioni di Piazza San Marco, sembrano avere qualcosa di speciale, non si sa perchè, nessuno si sognerebbe di mettersi a centro di una piazza qualsiasi di una città qualsiasi e farsi fotografare con decine di piccioni addosso. A Venezia è un rito irrinunciabile. Tutto intorno alla piazza è di valore inestimabile, dalla Basilica al campanile, passando per Palazzo Ducale.

VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (63)

BASILICA DI SAN MARCO

Dopo essere giunti in Piazza, avere scattato le foto di rito e magari aver sorseggiato un caffè facendo ben attenzione allo scontrino, se siete ancora vivi dopo aver pagato, la prima cosa che dovete fare è visitare la Basilica omonima. Essa è l’eredità viva della cultura romana, bizantina e veneziana. Gli abitanti della Serenissima, hanno provveduto nei secoli ad abbellirla ed ornarla con i manufatti provenienti dai loro viaggi nelle terre d’Oriente. La leggenda vuole, che l’esigenza di erigere un tempio, nacque a seguito di un trafugamento delle reliquie del Santo da Alessandria D’Egitto, per mano di due mercanti veneziani.

VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (60)

Vi affascineranno i mosaici dorati all’interno della Basilica. Non potete esimervi dal vedere, nel Museo della Basilica, i quattro cavalli di San Marco. Sino agli anni ’80, del secolo scorso, queste sculture, che provenivano da Costantinopoli, (trafugate alla fine del ‘700 da Napoleone Bonaparte e riportante nel 1815 dopo la disfatta di Waterloo), erano posizionate sulla terrazza della Basilica. In seguito sono state rimosse, per preservarle dalle intemperie posizionandole in una zona specifica del Museo. Quelle, pertanto, visibili all’esterno sono copie identiche. La visita dura all’incirca 10 minuti, spesso c’è da aspettare e fare un po’ di coda, ma ne vale assolutamente la pena. Si raccomanda un abbigliamento consono al luogo, che comunque è una Basilica.

Per avere informazioni precise, vi rimandiamo al sito della Basilica

Homepage

VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (67)

 

IL CAMPANILE DI SAN MARCO

Anche il Campanile è una tappa irrinunciabile della visita di Venezia. I veneziani lo chiamano “El paron de casa” ovvero il padrone di casa. E’ una torre di 99 metri, in origine costruita per difesa ed avvistamenti.

Nei secoli ha subito diverse modifiche, quella più importante risale al XVI secolo con la costruzione della loggetta alla base della torre, ad opera di Jacopo Sansovino.

Il 14 luglio 1902, il campanile, crollò sulla piazza ed occorsero 10 per ricostruirlo “com’era e dov’era” secondo la celebre frase pronunciata dal Sindaco Filippo Grimani, durante il discorso d’inaugurazione il 25 aprile 1912. Il campanile di San Marco è famoso anche per il Volo dell’Angelo, ricorrenza tradizionale per dare il via all’apertura del Carnevale di Venezia.

VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (82)

Un artista, preferibilmente una donna, svolazza sulla piazza attaccato ad un cavo metallico, dalla cella campanaria sino al centro della piazza. Dal 1962, per i visitatori, esiste un ascensore che consente di raggiungere la cima in poco tempo.

VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (65)

PALAZZO DUCALE

Altra tappa obbligata è sicuramente Palazzo Ducale. L’architettura maestosa emblema del gotico-veneziano, è ulteriormente impreziosita dalle tantissime opere custodite nei tre grandi corpi della struttura. Il palazzo sino al 1797 ha seguito gli sviluppi della Repubblica della Serenissima,(Palazzo Ducale fu la sede del Doge di Venezia), passando poi ai francesi, agli austriaci, sino ad arrivare all’annessione italiana del 1866. Tra fine ‘800 e primi ‘900 lo Stato Italiano, provvide ad un restauro radicale. Dagli anni ’20, il Palazzo Ducale è sede della Sopraintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Venezia e Laguna e, dal 1996 è parte integrante dei Musei Civici Cittadini.

Home

VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (32)

CANAL GRANDE

“Canalaso” come lo chiamano i veneziani, è lungo 3800 metri, ed è tuttora l’asse principale per i trasporti in città. Pertanto, un giro in vaporetto o in gondola (decisamente più romantico), è d’obbligo. Percorre il canale è una sfilata ininterrotta di Palazzi per immergersi nei fasti della Repubblica Veneziana, prestando la massima attenzione alle numerose tracce archittettoniche sopravvissute all’erosione dell’acqua. Il giro in vaporetto è decisamente più economico di quello in gondola, ma è anche vero che la gondola è una rarità che solo a Venezia si può trovare.

PONTE DI RIALTO

E’ stato immortalato in quadri, film e spettacoli. Tra questi fra tutti il “Casanova” di Fellini del 1976, anche se c’è da dire che l’intera città, presente nel film venne ricostruita negli studi di Cinecittà. Il ponte consente l’attraversamento del Canal Grande sino al XII secolo, la forma attuale, però, risale al 1591, anno in cui venne concluso il progetto dell’Architetto Antonio Da Ponte.

VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (35)

La forma, nonostante i numerosi interventi, è ancora quella del XVI secolo. Renzo Rosso,patron della “Diesel” ha finanziato recentemente l’intero restauro del ponte.

http://www.restauropontedirialto.it/

MERCATO DI RIALTO

Se siete al Ponte di Rialto, non potrete fare a meno di un giro all’omonimo mercato. Potrete vivere la vera Venezia, quella dei veneziani e non dei turisti. Mercato di verdura, frutta, pesce e quant’altro, già dalle prime ore del mattino è affollato da residenti e turisti. Il mercato è un luogo storico per i veneziani. Sui muri attorno al mercato, potrete vedere le scritte con le misure dei pesci promosse al tempo della Repubblica della Serenissia.

VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (25)

IL BACARO

Venezia non è solo turismo, posti altisonanti e gondole, noi vi abbiamo dato degli accenni, ma Venezia è molto altro, cercate di vedere il Museo del vetro di Murano, ma anche quello del Merletto e al momento che vorrete mangiare qualcosa, oppure vi faranno male i piedi, perché per girare Venezia, il mezzo migliore e più economico, sono sicuramente i piedi, vi consigliamo di andare a mangiare qualcosa di speciale. Dimenticate tutti i locali recensiti nelle guide, andate nei posti più nascosti, nei sestrieri della città, ovvero i quartieri e andate a cercare un vero Bacaro.

Il Bacaro è la tipica osteria veneziana, dove, in realtà il cibo è la scusa per bere un buon rosso o bianco. Ma attenzione, spesso in questi locali si mangia in piedi.

Se invece una volta tornati da Venezia, nella vostra bella cucina, volete creare qualcosa di speciale da offrire agli amici e fare una gran bella figura, vi suggerisco  un bel piatto di Sarde in Saor. Ma come si preparano? Bella domanda alla quale io non so rispondere e pertanto, vi lascio ai suggerimenti culinari di Assya D’Ascoli.

Nel dialetto veneziano saor significa sapore e, onestamente, sfido chiunque a dire che le sarde in saor non siano un piatto gustosissimo! Questa ricetta affonda le sue origini nel lontano 1300 quando, nel periodo della Serenissima Repubblica di Venezia, il condimento a base di cipolle cotte e aceto era considerato dai pescatori del luogo il modo migliore di conservare i cibi a bordo delle navi durante i loro lunghi viaggi. In mancanza di frigoriferi era l’abbondante cipolla unita all’aceto ad uccidere i batteri che causavano il deterioramento del cibo. Conservate in contenitori di terracotta alternando uno strato di sarde ad uno di cipolle questa pietanza povera è passata dall’essere il saporito pasto dei pescatori al deliziare anche palati più blasonati, con l’aggiunta di nuovi ingredienti come l’uva sultanina, d’aiuto per la digestione.

Per consumare questo piatto non è necessario far passare molto tempo come facevano i pescatori ma, per assaporarle al meglio sarebbe comunque opportuno prepararle il giorno prima e lasciarle così per un bel po’ ad “assestarsi”. Ed ora a voi la ricetta!

Agrodolce
 SARDE IN SAOR

500 grammi di sarde

700 grammi di cipolla bianca

40 grammi di pinoli

40 grammi di uva  passa

1 cucchiaio di zucchero

100 ml di aceto bianco

Olio di semi per friggere

Olio evo

Farina, Sale e Pepe qb

  • Pulire le sarde, avendo cura di lasciare la coda attaccata. Lavarle e chiuderle su loro stesse ricomponendole. Passarle in un piatto nel quale avrete disposto della farina e friggerle in abbondante olio di semi. Scolarle e disporle in un piatto con sotto della carta assorbente.
  • Affettare le cipolle a fette sottili e farle appassire in un tegame con un filo di olio di oliva. Salarle e peparle ed unire lo zucchero e l’aceto. Tenere sulla fiamma fino a quando non evapora.
  • Una volta cotte unire l’uvetta precedentemente ammollata in acqua tiepida ed i pinoli.
  • Disporre le sarde in una teglia e coprirle con le cipolle calde. Lasciare riposare le sarde per almeno un giorno e gustarle fredde

Articolo e Fotografie a cura di Valeria C. Giuffrida – http://www.valeriagiuffrida.com/

 

Note culinarie a cura di Assya D’Ascoli :

https://www.facebook.com/homefoodfactory1

https://homefoodfactorysite.wordpress.com/

 

SFOGLIA LA GALLERY DI VENEZIA – Ph. Valeria C. Giuffrida

Tutti i diritti riservati – www.lesfemmesmagazine.it

VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (114)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (113)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (112)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (111)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (110)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (109)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (108)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (107)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (106)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (105)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (104)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (103)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (102)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (101)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (100)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (99)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (98)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (97)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (96)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (95)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (94)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (93)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (92)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (91)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (90)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (89)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (88)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (87)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (86)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (85)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (84)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (83)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (82)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (81)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (80)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (79)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (78)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (77)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (76)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (75)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (74)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (73)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (72)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (71)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (70)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (69)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (68)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (67)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (66)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (65)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (64)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (63)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (62)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (61)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (60)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (59)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (58)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (57)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (56)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (55)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (54)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (53)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (52)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (51)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (50)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (49)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (48)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (47)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (46)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (45)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (44)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (43)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (42)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (41)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (40)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (39)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (38)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (37)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (36)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (35)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (34)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (33)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (32)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (31)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (30)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (29)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (28)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (27)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (26)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (25)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (24)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (23)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (22)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (21)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (20)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (19)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (18)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (17)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (16)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (15)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (14)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (13)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (12)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (11)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (10)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (9)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (8)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (7)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (6)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (5)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (4)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (3)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (2)
VENEZIA - PH. Valeria C. Giuffrida (1)

English Version

Who has never dreamed of a gondola trip to Venice? The romantic place par excellence.
Today we will talk about this beautiful city, which we all love.
Venice, formerly the capital of the homonymous maritime republic, has been enriched over the centuries by grandiose artistic monuments whose main characteristic is certainly opulence.
Its location in the middle of a lagoon is incomparable, which together with the beauty of its buildings make it a unique destination.
The center of Venice is made up of 118 small islands, connected to each other by bridges, located in the center of the Venice Lagoon.
Once the city was totally isolated, it is now connected to the mainland by a railway and automobile bridge.
In the lagoon there are several islands and inhabited centers that are an integral part of the city. After the war, Venice had an impetuous urban development that found an outlet in the mainland, mainly in the two centers of Mestre and Marghera. Two-thirds of the Venetian population live right on the mainland.
In Venice, of course, there are no machines. The tortuous conformation of the city, whose communication routes consist of canals, makes it impossible to move cars, so the city is an immense pedestrian area.
Venice is beautiful to visit all year round, although during the rainy season it becomes a little problematic, but because the tourist season spans the whole year, it is difficult to find accommodation without a reservation, the most difficult periods are those that go from spring to October, during Christmas, the Carnival, but especially during the Film Festival, from late August to early September.
The best periods are the intermediate ones, when the climate is mild and the influx of tourists is not excessive. In moments when the city does not suffer the tourist attack, it is wonderful to visit it at night, when it is deserted and silent.
But how do you visit a city like Venice?
In more points of the city you will find indications in black on a yellow background that mark the direction to follow to reach the most important places.
Personally I advise you not to just look at the big things, but also the small ones. In the narrow streets there are the artisans, those who work the paper, those who build the famous masks that we all love, I invite you to enter their shops and ask how their work is born, you will be fascinated.
Listen to the sounds of the city and as always I tell you, bring with you the scents of this special place.
It is simplistic to create a list of things to see in Venice. There are so many details and glimpses that one inevitably forgets something or makes someone wrong. The unmissable stops are Piazza San Marco and the Rialto Bridge, to be visited during the year when you do not get into the high water.
PIAZZA SAN MARCO
The heart of the Serene Republic of Venice and the living room of Europe, Piazza San Marco has always been the hub of Venice and a multicultural environment par excellence. It ‘s the first stage that everyone wants to do, but as already said before arriving at the Santa Lucia Station and traveling all the way on foot, we advise you to look around and not miss anything that the tourist guides do not report. A photo in the center of this trapezoidal square will make many people turn up their noses and it will be considered an abused rite, but it must be done. The pigeons of Piazza San Marco, seem to have something special, do not know why, no one would dream of putting himself in the middle of any square of any city and be photographed with dozens of pigeons on him. In Venice it is an indispensable rite. All around the square is invaluable, from the Basilica to the bell tower, passing through the Doge’s Palace.

BASILICA OF SAN MARCO
After arriving in Piazza, taking the usual photos and maybe having sipped a coffee paying attention to the receipt, if you are still alive after paying, the first thing you need to do is visit the Basilica of the same name. It is the living heritage of Roman, Byzantine and Venetian culture. The inhabitants of the Serenissima, have provided for centuries to embellish and adorn it with artifacts from their travels in the lands of the East. Legend has it that the need to erect a temple was born as a result of the stealing of the relics of the saint from Alexandria in Egypt, by the hand of two Venetian merchants. The golden mosaics inside the Basilica will fascinate you. You can not avoid seeing the four horses of San Marco in the Museo della Basilica. Until the ’80s, of the last century, these sculptures, which came from Constantinople, (stolen at the end of’ 700 by Napoleon Bonaparte and reported in 1815 after the defeat of Waterloo), were placed on the terrace of the Basilica. Later they were removed, to preserve them from the elements by placing them in a specific area of the Museum. Those, therefore, visible outside are identical copies. The visit lasts about 10 minutes, often there is to wait and do a little ‘tail, but it is absolutely worth it. It is recommended that clothing appropriate to the place, which is a Basilica anyway.
For precise information, we refer to the site of the Basilica

Homepage

THE CAMPANILE OF SAN MARCO
Even the Campanile is an unmissable stop on the Venice visit. The Venetians call it “Elparon de casa” or the landlord. It is a tower of 99 meters, originally built for defense and sightings.
Over the centuries has undergone several changes, the most important dates back to the sixteenth century with the construction of the loggia at the base of the tower, by Jacopo Sansovino.
July 14, 1902, the bell tower, collapsed on the square and took 10 to rebuild “as it was and where it was” according to the famous phrase pronounced by the Mayor Filippo Grimani, during the inauguration speech on April 25, 1912. The bell tower of San Marco is also famous for the Flight of the Angel, a traditional occasion to kick off the opening of the Venice Carnival.
An artist, preferably a woman, flutters on the square attached to a metal cable, from the belfry to the center of the square. Since 1962, for visitors, there is an elevator that allows you to reach the top in a short time.

DUCAL PALACE
Another obligatory stop is definitely Palazzo Ducale. The majestic architecture of the gothic-Venetian emblem is further embellished by the many works kept in the three large bodies of the structure. The palace until 1797 has followed the developments of the Republic of Venice, (Palazzo Ducale was the seat of the Doge of Venice), then passing to the French, the Austrians, until the Italian annexation of 1866. Between the end of ‘800 and early ‘900 the Italian State, provided for a radical restoration. Since the 1920s, the Palazzo Ducale is home to the Superintendency for the Environmental and Architectural Heritage of Venice and Laguna, and since 1996 it has been an integral part of the Civic Civic Museums.

Home

CANAL GRANDE
“Canalaso” as the Venetians call it, is 3800 meters long, and is still the main axis for transport in the city. Therefore, a ride by vaporetto or gondola (definitely more romantic) is a must. Along the canal is an uninterrupted parade of Palazzi to immerse themselves in the splendor of the Venetian Republic, paying the utmost attention to the many architectural traces that survived the erosion of water. The vaporetto ride is much cheaper than the gondola ride, but it is also true that the gondola is a rarity that only in Venice can be found.
RIALTO BRIDGE
It has been immortalized in paintings, films and shows. These include the “Casanova” by Fellini from 1976, although it must be said that the entire city, present in the film, was rebuilt in the Cinecittà studios. The bridge allows the crossing of the Grand Canal until the twelfth century, but the current form dates back to 1591, when the project by the architect Antonio Da Ponte was completed. The form, despite the numerous interventions, is still that of the sixteenth century. Renzo Rosso, patron of the “Diesel” recently financed the entire restoration of the bridge.
http://www.restauropontedirialto.it/
RIALTO MARKET
If you are at the Rialto Bridge, you can not do without a tour of the homonymous market. You can experience the real Venice, that of the Venetians and not of the tourists. Market of vegetables, fruit, fish and so on, already from the early hours of the morning it is crowded by residents and tourists. The market is a historic place for the Venetians. On the walls around the market, you can see the written with the measures of the fish promoted at the time of the Republic of Serenissia.
The Bacaro
Venice is not alone  high-sounding places and gondolas, we have given you some hints, but Venice is much more, try to see the Murano Glass Museum, but also that of Lace and when you want to eat something, or you will hurt your feet, because turn Venice, the best and cheapest way, are definitely the feet, we suggest you go and eat something special. Forget all the local reviewed in the guides, go to the most hidden places, in the city’s sestrieri, or neighborhoods and go looking for a real Bacaro.
The Bacaro is the typical Venetian tavern, where, in reality, food is the excuse to drink a good red or white. But beware, often in these places you eat standing up.
If, on the other hand, when you come back from Venice, in your beautiful kitchen, you want to create something special to offer your friends and make a great impression, I suggest you a nice dish of Sarde in Saor. But how do they prepare? Good question to which I can not answer and therefore I leave you to the culinary suggestions of Assya D’Ascoli.
In the Venetian dialect saor means taste and, honestly, I challenge anyone to say that the Sardines in saor are not a tasty dish! This recipe has its origins in the distant 1300 when, during the Venetian Republic, the condiment made of cooked onions and vinegar was considered by local fishermen the best way to store food on board the ships during their long journeys . In the absence of refrigerators was the abundant onion combined with vinegar to kill the bacteria that caused the deterioration of food. Preserved in terracotta containers alternating a layer of sardines with one of onions this poor dish has gone from being the tasty meal of the fishermen to delight even the most noble palates, with the addition of new ingredients such as sultanas, help for digestion.
To consume this dish it is not necessary to spend a lot of time as the fishermen did, but to savor them at best it would still be advisable to prepare them the day before and leave them for a while to “settle down”. And now you have the recipe!

SARDINAS IN SAOR
500 grams of sardines
700 grams of white onion
40 grams of pine nuts
40 grams of raisins
1 tablespoon of sugar
100 ml of white vinegar
Seed oil for frying
Extra virgin olive oil
Flour, salt and pepper to taste
• Clean the sardines, taking care to leave the tail attached. Wash and close them on themselves by recomposing them. Pass them on a plate in which you have prepared the flour and fry them in plenty of seed oil. Drain and place them in a dish with a paper towel underneath.
• Slice the onions into thin slices and brown them in a pan with a drizzle of olive oil. Add salt and pepper and add the sugar and vinegar. Keep on the flame until it evaporates.
• Once cooked, add the previously soaked raisins in warm water and pine nuts.
• Place the sardines in a pan and cover with hot onions. Leave the sardines to rest for at least a day and taste cold

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *